Sindrome di Cushing

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Sindrome di Cushing
Specialità endocrinologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 255.0
ICD-10 E24 e E24.9
MeSH D003480
MedlinePlus 000410
eMedicine 117365
Eponimi
Harvey Williams Cushing

La sindrome di Cushing è la condizione clinica caratterizzata dall'eccesso di ormoni glucocorticoidi nel circolo ematico. Fu descritta nel 1932 dal chirurgo americano Harvey Williams Cushing[1], considerato il padre della neurochirurgia.

La dizione sindrome di Cushing si riferisce alla sindrome clinica, la quale può avere cause molteplici. Con il termine di malattia di Cushing si identifica l'adenoma ipofisario ACTH-secernente, che è una delle cause della sindrome clinica.

Fisiopatologia[modifica | modifica wikitesto]

La ghiandola ipofisaria produce tra gli altri anche l'ormone adrenocorticotropo o ACTH. Questo ormone agisce sulla zona fascicolata della corticale del surrene ove stimola la produzione degli ormoni glucocorticoidi (il più importante è il cortisolo).

Sulla base del processo patogenetico, distinguiamo forme primarie o secondarie:

- Forme primarie: in primis, la presenza di tumori, in genere benigni, a carico dell'ipofisi, che può determinare un aumento della produzione di ACTH con conseguente iperattività della corteccia surrenale ed iperincrezione di ormoni glucocorticoidi, ma anche i tumori benigni o maligni che colpiscono direttamente la corteccia surrenale o neoplasie dislocate in sedi diverse (microcitoma polmonare, tumori pancreatici, tumori della tiroide, e tantissimi altri) e capaci di produrre ACTH, finiscono col determinare un analogo aumento di secrezione di glucocorticoidi.

- Forme secondarie: di origine iatrogena, conseguenti a eccessiva e prolungata somministrazione di cortisonici.

Sono situazioni eziologiche diverse che hanno indotto a contraddistinguere due quadri:

  • morbo di Cushing, legato a adenomi (> 1 cm) o microadenomi (<1 cm, di solito 1-2mm);
  • sindrome di Cushing, appunto, legata a tutte le altre cause.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Il quadro sintomatologico include una svariata serie di sintomi:

Diagnosi di laboratorio e radiologica[modifica | modifica wikitesto]

In ogni soggetto è presente un ritmo circadiano di produzione di ACTH e conseguente cortisolemia che massima al mattino va calando progressivamente fino alla sera per poi rialzarsi nuovamente. Nelle forme Cushingoidi più gravi questa tendenza scompare e la presenza di cortisolo ematico è costantemente su valori alti. Ne consegue un aumento della eliminazione dello stesso ormone e dei suoi derivati con le urine, aumento che valutato nell'arco delle 24 ore contribuisce alla diagnosi. Molto importanti sono gli esami ematici a varie ore del giorno o i test di soppressione del cortisolo con desametasone e metirapone a basse dosi (1 mg). Quest'ultima indagine serve a diagnosticare non tanto la malattia in sé ma la causa che la determina.

Per distinguera la malattia di Cushing dalla sindrome da produzione ectopica di ACTH è importante riuscire ad identificare la fonte della secrezione di ACTH. Per fare questo, dal momento che il sangue da ciascuna metà della ghiandola pituitaria drena nel rispettivo seno petroso inferiore, si ricorre alla cateterizzazione di entrambi i seni (il catetere viene inserito nella vene femorali di destra e sinistra) e alla raccolta simultanea di campioni di sangue venoso, che aiutano a distinguere una sorgente pituitaria di ACTH, da una sorgente ectopica. Nei pazienti con sindrome da ACTH ectopico, di solito non si riscontra alcun gradiente di ACTH tra i campioni raccolti a livello del seno petroso inferiore e quelli raccolti simultaneamente nei distretti venosi periferici.

Nella malattia di Cushing il rapporto tra ACTH di un lato e del controlaterale normalmente è superiore a 1,4. In ogni caso, considerando che la secrezione di ACTH avviene in modo intermittente, è utile effettuare delle determinazioni di tale rapporto sia prima, sia ad intervalli (ad es. 2, 5, 10 e 15 minuti) successivi all'iniezione endovenosa di 100 mg di CRH (ormone di rilascio della corticotropina) sintetico. Il ricorso a questo approccio diagnostico permette di distinguere con relativa facilità tra pazienti affetti da malattia di Cushing con rapporto di ACTH bilaterale del seno petroso inferiore a 1,4 e soggetti con secrezione ctopica di ACTH.

Tuttavia non vi è ancora chiaro consenso sul rapporto più corretto da utilizzare e diversi autori preferiscono utilizzare un rapporto di 2 piuttosto che uno di 1,4.[2][3][4][5] In ogni caso la cateterizzazione dei seni petrosi inferiori dovrebbe essere riservata a quei pazienti nei quali, nonostante l'esecuzione del test ad alte dosi di desametasone e il test CRH (corticotropin-releasing hormone),[6][7] permangono ancora dubbi di diagnosi differenziale.

Contributi di diversa importanza possono dare, a seconda dei casi, gli esami ecografici e quelli radiologici, che si avvalgono della TAC, della PET, o tramite RMN (per l'indagine di microadenomi ipofisari di 1-2mm invisibili con altre tecniche), delle arteriografie selettive (comunque rischiose).

Terapia chirurgica[modifica | modifica wikitesto]

La terapia chirurgica solitamente prevede diversi passi:

Terapia Farmacologica[modifica | modifica wikitesto]

La terapia farmacologica è ancora nelle fasi iniziali anche perché sia la Sindrome di Cushing che il Morbo di Cushing sono considerate malattie rare. Esistono però ospedali che trattano i surreni con Lysodren (Mitotane), un farmaco che ha la peculiarità di distruggere le ghiandole surrenali chimicamente, terapia utile se un intervento di surrenectomia non è possibile o se i surreni sono ricresciuti. Attualmente in Italia e in Europa è in sperimentazione un nuovo farmaco che riduce la produzione di ACTH da parte dell'ipofisi, farmaco analogo della somatostatina: pasireotide.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cushing HW. The basophil adenomas of the pituitary body and their clinical manifestations (pituitary basophilism). Bull Johns Hopkins Hosp 1932;50:137-195
  2. ^ Newell-Price J, Grossman AB, The differential diagnosis of Cushing's syndrome, in Ann. Endocrinol. (Paris), vol. 62, nº 2, 2001, pp. 173–9, PMID 11353890.
  3. ^ Utz A, Biller BM, The role of bilateral inferior petrosal sinus sampling in the diagnosis of Cushing's syndrome, in Arq Bras Endocrinol Metabol, vol. 51, nº 8, 2007, pp. 1329–38, PMID 18209871. URL consultato il 23 gennaio 2016.
  4. ^ Lad SP, Patil CG, Laws ER, Katznelson L, The role of inferior petrosal sinus sampling in the diagnostic localization of Cushing's disease, in Neurosurg Focus, vol. 23, nº 3, 2007, pp. E2, DOI:10.3171/foc.2007.23.3.3, PMID 17961020.
  5. ^ Wind JJ, Lonser RR, Nieman LK, DeVroom HL, Chang R, Oldfield EH, The lateralization accuracy of inferior petrosal sinus sampling in 501 patients with Cushing's disease, in J. Clin. Endocrinol. Metab., vol. 98, nº 6, 2013, pp. 2285–93, DOI:10.1210/jc.2012-3943, PMC 3667263, PMID 23553862. URL consultato il 23 gennaio 2016.
  6. ^ Nieman LK, Oldfield EH, Wesley R, Chrousos GP, Loriaux DL, Cutler GB, A simplified morning ovine corticotropin-releasing hormone stimulation test for the differential diagnosis of adrenocorticotropin-dependent Cushing's syndrome, in J. Clin. Endocrinol. Metab., vol. 77, nº 5, 1993, pp. 1308–12, DOI:10.1210/jcem.77.5.8077325, PMID 8077325.
  7. ^ Santos S, Santos E, Gaztambide S, Salvador J, [Diagnosis and differential diagnosis of Cushing's syndrome], in Endocrinol Nutr, vol. 56, nº 2, 2009, pp. 71–84, DOI:10.1016/S1575-0922(09)70555-8, PMID 19627715.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michel Godfryd. Cushing (sindrome o morbo di), in Dizionario di psicologia e psichiatria. 1a ed. Roma, Newton Compton editori (collana Il sapere - Enciclopedia tascabile Newton - Sezione di scienze umane - 18), 1994. p. 27. ISBN 88-7983-487-8. (pubblicato nel periodico settimanale "Tascabili Economici Newton" del 4 giugno 1994)

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