Sindrome dell'orecchio rosso

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A sinistra un orecchio colpito dalla sindrome dell'orecchio rosso
Vincent Van Gooh autoritrattto con orecchio bendato, 1889

La sindrome dell'orecchio rosso o eritromelalgia auricolare è una rara sindrome dolorosa che può colpire uno dei due orecchi dell'uomo, più raramente entrambi.[1] Venne per la prima volta descritta nel 1996 da Lance.[2][3]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

In letteratura scientifica sono descritti ad oggi circa 101 pazienti, i casi sono in rapporto tra maschi e femmine di 1:1,25 con un'età media di esordio di 44 anni, con una vasta gamma di età di esordio: da 4 a 92 anni.[4]

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

La sindrome è classificata nel gruppo delle cefalee trigeminali autonomiche (TAC)s, con le quali può coesistere o esserne secondaria. Infatti, la sindrome è strettamente legata ad episodi di cefalea primaria; inoltre, l'orecchio rosso è caratteristico dell'emicrania nei pazienti pediatrici, similmente all'osmofobia e all'allodinia.[5]

La sua origine è sconosciuta, spesso si osserva un'associazione con la spondilolistesi in C2-C3, è anche associata alla sindrome di Costen, o alla nevralgia del nervo glossofaringeo o all'emicrania.[1]

Questa sindrome patogeneticamente sembra possa ricondursi al rilascio senso antidromico di peptidi vasodilatatori dai terminali afferenti del nervo in risposta ad una irritazione della radice nervosa C3.[5]

Tra i fattori scatenanti la sindrome è stato segnalato come l'assunzione del succo di arancia sia un fattore scatenante.[6]

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

La sindrome provoca crisi di grave dolore urente di tipo ascessuale con calore ad un padiglione auricolare o ad entrambi, l'orecchio appare arrossato e caldo. La sintomatologia è spesso scatenata dalla masticazione o da manipolazioni meccaniche da contatto come lo sforzo, il calore o freddo, lo stress, i movimenti del collo e il lavaggio o spazzolatura dei capelli.[6]

I sintomi possono manifestarsi anche con iperacusia, intermittente tinnito e difficoltà uditive soggettive. La durata delle crisi è di secondi o ore, mentre la frequenza può variare da più volte al giorno a pochi episodi annui. Nel 10% dei casi segnalati, la sindrome ha preceduto l'insorgenza di un attacco di emicrania dolorosa.[6]

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Tra i farmaci comunemente utilizzati per il trattamento della sindrome vi sono: il gabapentin, l'amitriptilina, il propranololo, la flunarizina, i FANS e il blocco blocco antalgico dello stesso lato della radice nervosa C2-C3.[5]

Anche la metisergide o l'applicazione di un impacco freddo e imipramina si sono mostrati utili.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Carlo Loeb, Neurologia diagnostica, Springer Science & Business Media, 1º marzo 2000, pp. 21–, ISBN 978-88-470-0084-1.
  2. ^ Sindrome dell’orecchio rosso., www.ejpd.com.
  3. ^ Lance JW, The red ear syndrome, in Neurology, vol. 47, nº 3, 1996, pp. 617–20, PMID 8797453.
  4. ^ Lambru G, Miller S, Matharu MS, The red ear syndrome, in J Headache Pain, vol. 14, 2013, pp. 83, DOI:10.1186/1129-2377-14-83, PMC 3850925, PMID 24093332.
  5. ^ a b c La sindrome dell’orecchio rosso, Ilaria De Cilis La sindrome dell’orecchio rosso p.3.
  6. ^ a b c d Chan CC, Ghosh S, Red ear syndrome precipitated by a dietary trigger: a case report, in J Med Case Rep, vol. 8, 2014, pp. 338, DOI:10.1186/1752-1947-8-338, PMC 4196464, PMID 25303997.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raieli V, Compagno A, D'Amelio M, Red Ear Syndrome, in Curr Pain Headache Rep, vol. 20, nº 3, 2016, pp. 19, DOI:10.1007/s11916-016-0547-y, PMID 26879877.
  • Wollina U, Three orphans one should know: red scalp, red ear and red scrotum syndrome, in J Eur Acad Dermatol Venereol, 2015, DOI:10.1111/jdv.13474, PMID 26515581.
  • Lai TH, Cheng YC, Red ear syndrome, in Acta Neurol Taiwan, vol. 23, nº 2, 2014, pp. 78–9, PMID 26035925.

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