Sindrome dell'Avana

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Sindrome dell'Avana
Classificazione e risorse esterne (EN)
Eponimi
L'Avana

Per sindrome dell'Avana si intende una tipologia di malesseri insorti nel 2016 in alcuni membri del personale dell'ambasciata statunitense presso L'Avana.[1] Episodi simili sono successivamente stati segnalati dal personale dell'ambasciata canadese nella capitale cubana, nonché da quello di diverse sedi diplomatiche statunitensi sparse per il mondo, tra cui Guangzhou,[1] Berlino[2] e Vienna.[3]

Le persone affette hanno riferito sintomi tra cui vertigini, mal di testa, stanchezza, nausea, ansietà, alterazioni sensoriali (tra cui deficit all'udito) e perdite di memoria.[4]

Sebbene le cause di tali manifestazioni non siano ancora state del tutto chiarite, si ritiene che possano essere state causate da armi a microonde.[5] In particolare, la United States Intelligence Community e membri del governo americano (sia durante la presidenza Trump che quella Biden) hanno più volte sostenuto il coinvolgimento dei servizi segreti russi.[6]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

I primi casi vennero segnalati nei primi mesi del 2016 da alcuni membri della CIA di stanza all'Avana,[1] ma la notizia trapelò solo nell'inverno del 2017, quando membri del corpo diplomatico statunitense riferirono di presentare dei malesseri.[7] Tra il 2016 e il 2018 circa ventisei membri della rappresentanza statunitense risultarono colpiti dalla sindrome.[1]

Gli individui affetti dichiararono in larga parte di aver udito prima della comparsa dei sintomi una specie di ronzio,[1] proveniente da una direzione specifica, di durata variabile tra i 20 secondi e i 30 minuti, mentre altri una leggera pressione o vibrazione sulla testa, oppure una sensazione simile a quando si viaggia in macchina tenendo il finestrino semiaperto.[8] Curiosamente, le persone vicine ai soggetti interessati non avevano percepito alcunché di anomalo.[8]

Oltre ai diplomatici statunitensi, nel 2017 almeno un membro dell'ambasciata canadese nella capitale cubana sarebbe stato affetto da perdita dell'udito manifestatasi dopo episodi analoghi.[9] In una dichiarazione ufficiale pubblicata nel gennaio del 2019, il governo canadese affermò che sarebbero 14 i connazionali colpiti dalla sindrome (includendo impiegati dell'ambasciata e relativi familiari);[10] tuttavia nel 2021 alcuni diplomatici, protestando per essere stati assegnati all'ambasciata cubana, sostennero che i casi sarebbero di più, e che il governo non avrebbe garantito sufficiente protezione al corpo diplomatico di stanza a Cuba.[11]

Indagini[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 2017 venne avviata un'indagine da parte dell'FBI, che inviò alcuni agenti a L'Avana.[7][12] Nel report finale tuttavia l'agenzia affermò di non aver rinvenuto prove di utilizzo di armi soniche.[12]

Risonanze magnetiche effettuate su alcuni diplomatici affetti da parte di un gruppo di ricerca della Università della Pennsylvania evidenziarono un ridotto volume della sostanza bianca a livello regionale, una ridotta integrità del cervelletto e delle funzioni uditive e visuo-spaziali, compatibili con un trauma cranico.[13]

Cause[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del fenomeno risulta ignota, e più cause sono state suggerite.[1]

Uno studio effettuato da esperti della National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine commissionato dal Dipartimento di Stato e pubblicato nel dicembre del 2020 arrivò alla conclusione che l'origine più probabile del fenomeno fosse ragionevolmente attribuibile ad un'arma ad energia pulsata.[14] Questo tipo di tecnologia sarebbe stato oggetto di ampie ricerche in Unione Sovietica.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g (EN) ‘Havana syndrome ’ and the mystery of the microwaves, in BBC News, 8 settembre 2021. URL consultato il 30 settembre 2021.
  2. ^ (EN) Bojan Pancevski, WSJ News Exclusive | U.S. Officials in Germany Hit by Havana Syndrome, in Wall Street Journal, 18 agosto 2021. URL consultato il 30 settembre 2021.
  3. ^ La misteriosa “sindrome dell'Avana" è arrivata anche a Vienna, su Il Post, 21 luglio 2021. URL consultato il 30 settembre 2021.
  4. ^ (EN) Byron Tau, What Is Havana Syndrome and What Are Its Symptoms?, in Wall Street Journal, 28 settembre 2021. URL consultato il 30 settembre 2021.
  5. ^ (EN) William J. Broad, Microwave Weapons Are Prime Suspect in Ills of U.S. Embassy Workers, in The New York Times, 1º settembre 2018. URL consultato il 30 settembre 2021.
  6. ^ (EN) Condé Nast, Are U.S. Officials Under Silent Attack?, su The New Yorker, 21 maggio 2021. URL consultato il 30 settembre 2021.
  7. ^ a b (EN) Condé Nast, The Mystery of the Havana Syndrome, su The New Yorker, 9 novembre 2018. URL consultato il 1º ottobre 2021.
  8. ^ a b (EN) Dan Hurley, The Mystery Behind Neurological Symptoms Among US Diplomats in Cuba: Lots of Questions, Few Answers, in Neurology Today, vol. 18, n. 6, 22 marzo 2018, pp. 1, DOI:10.1097/01.NT.0000532085.86007.9b. URL consultato il 1º ottobre 2021.
  9. ^ (EN) Associated Press, 'Sonic attack': Canadian diplomat in Cuba also suffered hearing damage, su the Guardian, 11 agosto 2017. URL consultato il 1º ottobre 2021.
  10. ^ Global Affairs Canada, Statement on health and security of Canadian diplomatic staff in Havana, Cuba, su www.canada.ca, 30 gennaio 2019. URL consultato il 1º ottobre 2021.
  11. ^ (EN) Josh LedermanJosh Lederman is an NBC News correspondent, Canadian diplomats say government is withholding info on new 'Havana Syndrome' cases, su NBC News. URL consultato il 1º ottobre 2021.
  12. ^ a b (EN) Tillerson tells AP Cuba still risky; FBI doubts sonic attack, su AP NEWS, 9 gennaio 2018. URL consultato il 1º ottobre 2021.
  13. ^ Ragini Verma, Randel L. Swanson e Drew Parker, Neuroimaging Findings in US Government Personnel With Possible Exposure to Directional Phenomena in Havana, Cuba, in JAMA, vol. 322, n. 4, 23 luglio 2019, pp. 336–347, DOI:10.1001/jama.2019.9269. URL consultato il 1º ottobre 2021.
  14. ^ (EN) National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine, An Assessment of Illness in U.S. Government Employees and Their Families at Overseas Embassies, The National Academies Press, 2020, ISBN 978-0-309-68137-7. URL consultato il 1º ottobre 2021.