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Sindh

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Sindh
provincia
سندھ, سنڌ
Sindh – Stemma Sindh – Bandiera
Sindh – Veduta
Localizzazione
StatoPakistan Pakistan
Amministrazione
CapoluogoKarachi
GovernatoreIshrat-ul-Ibad Khan
Territorio
Coordinate
del capoluogo
24°04′12″N 67°03′00″E / 24.07°N 67.05°E24.07; 67.05 (Sindh)Coordinate: 24°04′12″N 67°03′00″E / 24.07°N 67.05°E24.07; 67.05 (Sindh)
Superficie140 914 km²
Abitanti35 470 648 (2009)
Densità251,72 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+5
ISO 3166-2PK-SD
Cartografia
Sindh – Localizzazione
Sito istituzionale

Il Sindh (o Sind) (Sindhi: سنڌ; Urdu: سندھ), vasto 135 300 km², costituisce una delle quattro province del Pakistan, la seconda più popolosa (30,4 milioni), ed è la patria del popolo Sindhi autoctono, dei profughi immigrati dall'India nel 1947 e di varie altre etnie.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Le regioni limitrofe sono il Belucistan ad ovest e nord, il Punjab a nord, il Rajasthan (India) ad est e il Mar Arabico e il Gujarat (India) a sud. Le lingue principali sono il Sindhi e l'Urdu.

La città principale è la capitale Karachi (24 milioni di abitanti), dove si concentrano gli immigrati indiani e che fu capitale del Pakistan fino al 1958 (vi era nato Mohammad Ali Jinnah). Un'altra grande città è Hyderabad, l'antica capitale del Sindh. Zulfikar Ali Bhutto e la figlia Benazir Bhutto sono originari di Larkana. Il Sindh conta 23 distretti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome è nel sanscrito Sindhu che significa "fiume", ed è il nome del fiume Indo. Da tale nome deriva anche il toponimo "India" per il tramite del persiano Hind, che perde la "s" iniziale. Nello Shrimad Bhagavatam è menzionato come parte di Abhirrdesh (regno Abhira)[1]. In passato esistevano due regioni in quest'area: Sindh ad ovest, che si estendeva fino alla città di Multan, e Hind (India moderna) ad est.

Fu conosciuto con diversi nomi nel passato: gli Assiri (già nel VII secolo a.C.) lo conoscevano come Sinda, i Persiani come Abisind, i Greci come Sinthus, i Romani come Sindus, i Cinesi come Sintow, mentre per gli Arabi era il Sind.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nella provincia di Sindh si parla l'urdu che è la lingua ufficiale del Pakistan, il sindhi che è la lingua autoctona e circa 27 400 persone parlano la lingua goaria. L'alfabeto utilizzato da tutte e tre le lingue è quello arabo modificato.

Distretti[modifica | modifica wikitesto]

La provincia ha 23 distretti.[2]

  1. Karachi
  2. Jamshoro
  3. Thatta
  4. Badin
  5. Tharparkar
  6. Umerkot
  7. Mirpur Khas
  8. Tando Allahyar
  9. Matiari
  10. Tando Muhammad Khan
  11. Hyderabad
  12. Sanghar
Sindh administrative1.png
  1. Khairpur
  2. Shaheed Benazir Abad
  3. Dadu
  4. Naushahro Feroze
  5. Larkana
  6. Sukkur
  7. Ghotki
  8. Shikarpur
  9. Qambar Shahdadkot
  10. Jacobabad
  11. Kashmore

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1842 il Generale Charles James Napier conquistò la regione per conto dell'Impero britannico. Dato che i suoi ordini erano solo quelli di placare delle rivolte ma lui prese una tale iniziativa, dovette spedire una missiva a Londra per giustificare il proprio comportamento: in essa si limitò a scrivere solamente la parola Peccavi, che tradotto dal latino all'inglese diventa "I have sinned" ("Ho peccato"), pregando cioè di perdonare la propria disobbedienza; tuttavia, la frase è anche un gioco di parole con "I have Sindh" ("Io ho il Sindh"), quasi a indicarsi come conquistatore vittorioso. La cosa fu molto apprezzata in patria, dove la conquista fu vista di buon occhio e la rivista Punch ritrasse il Generale vittorioso durante la battaglia con la parola Peccavi ad ornamento della vignetta.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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