Similia similibus curantur

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Similia similibus curantur (o la meno ricorrente similia similibus curentur),[1] è una locuzione latina, che, tradotta letteralmente, significa «i simili si curino coi simili».[2] Si tratta di un principio da attribuire a Samuel Hahnemann, che ne fece il fondamento dell'omeopatia, da lui teorizzata agli inizi del XIX secolo, in contrapposizione al principio, allora in voga tra i medici del tempo[3], del contraria contrariis curantur («i contrari vengono curati con i contrari»).[4] Si tratta di un principio non dimostrato e privo di fondamento scientifico[3].

Secondo Hahnemann, la guarigione consiste nel somministrare al malato l'essenza che a lui manca, essendo questa precipitata nella materia, cioè divenuta «grossolana», e così materializzatasi come veleno sul piano corporale. L'effetto venefico non va quindi combattuto con mezzi altrettanto materiali, ma va piuttosto colmato con la medesima essenza, dopo averla riconvertita e innalzata a quel livello vibratorio di cui attualmente il paziente avverte la mancanza.[5]

Già Paracelso nel Cinquecento aveva sostenuto, nel suo Paragranum, che «nessuna malattia può guarire per contrapposizione, ma solo grazie al suo simile», principio che sfruttò tramite preparazioni alchemiche in grado di convertire il veleno in medicamento.[6]

«Gli elementi non sono malati, è il corpo a cadere malato. Così lo scorpione cura il suo scorpione; l'arsenico il suo arsenico; il mercurio il suo mercurio; il cuore il suo cuore.»

(Paracelso, Opus paragranum, 1529 [7])

Anche secondo Edward Bach, seguace dell'omeopatia e fondatore a sua volta della floriterapia ispirata a principi affini,

«tutta la guarigione che non origina dall'interno è nociva, e la cura apparente ottenuta solo tramite metodi materialistici, ottenuta solo tramite l'azione di altri, senza l'aiuto di se stessi, può portare certamente sollievo fisico, ma danneggia la nostra natura più alta, poiché la lezione non è stata appresa e il difetto non è stato sradicato.»

(Edward Bach, tratto da Le opere complete, p. 10)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente.
  2. ^ Giuseppe Fumagalli, L'ape latina: dizionarietto di 2948 sentenze, proverbi, motti, divise, frasi e locuzioni latine, p. 293, Hoepli, 1987.
  3. ^ a b Articolo del CICAP sulla omeopatia
  4. ^ Giuseppe Fumagalli, op. cit., p. 44.
  5. ^ Herbert Fritsche, Samuel Hahnemann. Idee und Wirklichkeit der Homöopathie, Stoccarda, Klett, 1954.
  6. ^ Patrick Rivière, Alchimia e spagiria: dalla grande opera alla medicina di Paracelso, p. 44, trad. di A. Dalla Zonca, Mediterranee, 2000.
  7. ^ Trad. it. di Guido Granata, Compendio di omeopatia, p. 3, Hoepli, 1990.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]