Silvio Scaroni

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Silvio Scaroni
Silvio Scaroni.jpg
12 maggio 1893 – 16 febbraio 1977
Nato a Brescia
Morto a Milano
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito
Regia Aeronautica
Corpo Corpo aeronautico militare
Specialità Ricognizione
Caccia
Reparto 4ª Squadriglia per l'artiglieria, 43ª Squadriglia, 44ª Squadriglia, 76ª Squadriglia caccia, 86ª Squadriglia caccia
Anni di servizio 1914-1918
Grado Generale di divisione aerea
Guerre Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Decorazioni Medaglia d'oro al valor militare
wwiaviation.com[1]
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Silvio Scaroni (Brescia, 12 maggio 1893Milano, 16 febbraio 1977) è stato un aviatore italiano, secondo asso dell'aviazione italiana e Medaglia d'oro al valor militare nella Prima guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 1915, caporale del 2º Reggimento di artiglieria, Silvio Scaroni passò al Servizio Aeronautico del Regio Esercito e terminato l'addestramento a Pisa San Giusto[2] diventò sergente pilota di ricognitori dal 5 ottobre 1915 presso la 4ª Squadriglia per l'artiglieria che il 15 aprile 1916 diventa 44ª Squadriglia. Pilotando velivoli Caudron G.3, effettuò 114 missioni in venti mesi. Nel gennaio 1917 fu promosso tenente e venne nel giugno successivo trasferito alla specialità caccia, vista l'abilità dimostrata sopravvivendo a tre atterraggi di fortuna. Dopo l'addestramento a Malpensa, passò prima nel febbraio 1917 alla 43ª Squadriglia e poi alla 76ª Squadriglia caccia e 86ª Squadriglia caccia. Volò dapprima sul Nieuport 17 e poi sull'Hanriot HD.1 conseguendo oltre trenta vittorie, di cui 26 confermate ufficialmente. La carriera bellica si interruppe il 12 luglio 1918 quando venne colpito in un duello aereo. Perse i sensi e precipitò da 4000 metri, riavendosi prima dello schianto e atterrando in emergenza nelle vicinanze del Monte Grappa. Fu ricoverato in ospedale dove vi rimase 5 mesi assistendo alla fine del conflitto.

Dopo la fine della guerra continuò la carriera in aviazione e nel 1919 fece parte della delegazione in Argentina che promuoveva i prodotti dell'industria aeronautica italiana. Si congedò nel 1920, ma continuò a ricoprire incarichi ufficiali. Nel 1923 diventò addetto aeronautico dell'ambasciata italiana a Londra, poi di quella a Washington.

Venne richiamato in servizio con la Regia Aeronautica e dal 1933 al 1935 fu aiutante di campo effettivo di re Vittorio Emanuele III. Tra il 1935 e il 1937 comandò la missione militare aeronautica italiana in Cina presso Chiang Kai-shek, in sostituzione di Roberto Lordi richiamato in Italia. Pubblicò i propri diari su entrambe queste esperienze, così come sul periodo della Grande Guerra.

Durante la seconda guerra mondiale fu promosso generale di divisione aerea e ricoprì diversi incarichi. Comandò tra l'altro le forze aeree italiane della Sicilia dal dicembre 1941 al gennaio 1943. In tale occasione si scontrò con Hermann Göring che accusò gli italiani di scarso supporto agli attacchi aerei della Luftwaffe su Malta. Dopo l'Armistizio di Cassibile si ritirò a vita privata sul lago di Garda a Calvagese della Riviera (BS).

Morì a Milano all'età di 84 anni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Pilota da caccia, maestro di valore ai valorosi, per trenta volte vincitore in splendidi duelli aerei, alla impareggiabile perizia accoppiò altrettanta audacia ponendo al proprio eroismo un solo limite: la vittoria. Costante esempio, a chi più opera e più sacrifica, di ancor più operare e sacrificare, tutte le energie della balda propria giovinezza donò alla Patria e più fulgida rese l'ultima vittoria, carpita agli avversari, bagnandola del suo stesso sangue generoso per grave ferita.»
— Cielo del Piave e del Brenta, 5 dicembre 1917 - 12 luglio 1918.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
Croce per anzianità di servizio militare (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce per anzianità di servizio militare (40 anni)
Croce al merito di guerra (2) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra (2)
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Impressioni e ricordi di guerra aerea, Torino, Sten grafica 1922
  • Battaglie nel cielo, Milano, A. Mondadori 1934 (2ª ed. Tascabili Longanesi 1971; ristampa Associazione Culturale Sarasota, s.d., circa 2012)
  • Con Vittorio Emanuele III, Milano, Mondadori 1954
  • Missione militare aeronautica in Cina, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 1970

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Ira Boucher, Italian Aces of WW1 - Silvio Scaroni, su wwiaviation.com. URL consultato il 13 agosto 2014.
  2. ^ Tra i suoi istruttori vi fu Giuseppe De Marco.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Gentilli, Paolo Varriale e Antonio Iozzi, Gli assi dell'aviazione italiana nella grande guerra, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 2000
  • Andrea Angiolino, L'asso dimenticato, in Focus Storia 52, febbraio 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN28693039 · LCCN: (ENn90650875