Silvia Pingitore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Silvia Pingitore (Roma, 1984) è una scrittrice, illustratrice e giornalista italiana.

Ha esordito nel 2004 vincendo il Premio Moravia per un breve racconto su Roma con Fuori Tema, narrazione ispirata ai giovani romani e al loro rapporto con la città. Con il racconto Io ho paura, ispirato all'omicidio Fortugno, ha vinto nel 2006 il premio della giuria popolare al concorso letterario Poche Storie.

Nel 2007 ha vinto il premio della giuria tecnica dello stesso concorso, con un racconto incentrato sul liceo artistico romano di Via Ripetta. A partire da questo racconto nel 2008 ha pubblicato il romanzo Via Ripetta 218.

Nel 2008 ha partecipato per alcuni mesi in qualità di ritrattista live al programma tv Stella (Skyvivo) condotto da Maurizio Costanzo.

Nel 2010 ha pubblicato il saggio umoristico sulla condizione femminile Il Metodo Puffetta, ispirato alla figura di Puffetta, unica presenza femminile del fumetto dei Puffi, creato da Peyo nel 1958 e in seguito trasformato in cartone animato da Hanna-Barbera.

Nel 2014 ha pubblicato il romanzo Il disordine delle cose, ambientato per metà in Italia e per metà in Finlandia.

Giornalista pubblicista, dal 2007 al 2015 ha collaborato alla rubrica di letteratura de Il Venerdì di Repubblica.

Il libro: Via Ripetta 218[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è ambientato nel liceo artistico romano di Via Ripetta 218, e racconta storie di liceali romani all'ultimo anno scolastico, nel settembre del 2001. Fra la guerra in Iraq, i problemi di matematica e le partite di calcio, la scuola viene presentata come una sorta di acquario in cui si muovono alunni dalle personalità variopinte professori dalle denominazioni ittiche: l'Orata, Nasello, la preside Squalo.

Il libro: Il Metodo Puffetta[modifica | modifica wikitesto]

Il libro è diviso in due parti: il Caso Puffetta e il Metodo Puffetta. La prima parte racconta la genesi di Puffetta, che fu creata dallo stregone Gargamella utilizzando ingredienti come un “cervello di gallina” e una “lingua di vipera”, e venne mandata al villaggio per seminare odio tra i Puffi. La seconda parte teorizza le affinità tra lo stato sociale di Puffetta e la condizione sempiterna della Donna, svelando anche l'importanza degli stereotipi sessisti presenti nelle fiabe e nell'iconografia per bambini.

Il libro: Il disordine delle cose[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è ambientato per metà in Italia e per metà in Finlandia. È ispirato alla fuga dei cervelli e alla ribellione repressa della generazione italiana nata negli anni Ottanta. Il disadattamento viene considerato come una condizione indotta e destinata a svanire emigrando, nonostante il gap linguistico, la distanza culturale e lo spietato disordine che governa tutte le cose. Il romanzo contiene riferimenti puntuali all'opera epica finlandese Kalevala.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fuori tema – Racconto, Premio Moravia per un breve racconto su Roma (Edizioni Progetto Cultura, 2004)
  • Io ho paura – Racconto, Premio Poche Storie 2006
  • Via Ripetta – Racconto, Premio Poche Storie 2007, presentato alla prima edizione delle Prove d'autore dell'evento Esor-dire organizzato dalla Scuola Holden di Torino
  • Via Savoia - Racconto inserito nell'antologia Senza Sapere chi sei (Giulio Perrone Editore, 2007)
  • Martedì Venerdì - Racconto inserito nell'antologia Vite Sportive (Giulio Perrone Editore, 2007)
  • Accumulo di materiale cartaceo, vendo - Racconto inserito nell'antologia AAA, (Giulio Perrone Editore, 2007)
  • Via Ripetta 218 – Romanzo (Giulio Perrone Editore, 2008)
  • 210 – Dedicato ai morti sul lavoro - Racconto inserito nella rivista L'attimo fuggente, 2008
  • Amor - Racconto inserito nella rivista L'attimo fuggente, 2008
  • Camomilla - Racconto inserito nell'Enciclopedia degli scrittori inesistenti (Boopen Led, 2009)
  • Il Metodo Puffetta – Saggio umoristico (Aliberti Castelvecchi, 2010)
  • Il mondo senza di Lei – Racconto inserito nel magazine di Scambieuropei, 2014
  • Il disordine delle cose – Romanzo (La Lepre, 2014)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]