Silvia Pinal

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Città del Messico: monumento eretto in onore di Silvia Pinal

Silvia Pinal Hidalgo (Guyamas, 12 settembre 1931) è un'attrice messicana.

Assieme a María Félix e Dolores del Río forma il trio delle attrici messicane più famose nella storia del cinema. È conosciuta a livello internazionale soprattutto per aver ricoperto il ruolo della protagonista in due celebri pellicole del regista spagnolo Luis Buñuel, Viridiana (1961), L'angelo sterminatore (1962). Per Buñuel recitò anche in Intolleranza: Simon del deserto (1964).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e l'adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Silvia Pinal nacque a Guyamas, nello stato messicano di Sonora, la più giovane delle quattro figlie di María Luisa Hidalgo, probabilmente una discendente di Miguel Hidalgo, iniziatore del movimento d'indipendenza messicano. È dal padre adottivo Luis G. Pinal, giornalista, militare e politico, che ricevette il cognome. Le sue varie professioni costrinsero la famiglia a frequenti spostamenti che portarono la piccola Silvia in varie città del paese quali Querétaro, Monterrey e Cuernavaca, fino allo stabilimento nella capitale, Città del Messico.

A Città del Messico la Pinal lavorò come segretaria in una casa farmaceutica, nel reparto pubblicitario. Poté così entrare in contatto con personalità della radio, che le diedero la possibilità di partecipare alla registrazione di alcune commedie radiofoniche della XEQ, come Sogno di una notte di mezza estate. Successivamente seguì lezioni di recitazione alla scuola di Belle Arti e studiò canto in un'accademia.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver calcato per un periodo le scene teatrali, debuttò al cinema in un ruolo secondario nel film Bamba, di Miguel Contreras Torres (1948), e subito dopo recitò nella pellicola El pecado de Laura. I primi passi verso la popolarità arrivarono grazie a due commedie della fine degli anni Quaranta, Puerta joven e, soprattutto, El rey del Barrio (Il re del quartiere), film che la vide al fianco di German Valdés, famoso attore comico che ritroverà sul set di La marca del zorrillo (1950) e Me traes de un ala (1952). La Pinal ebbe inoltre piccole parti in altre pellicole dei primi anni Cinquanta.

Nel 1952 lavorò per la prima volta assieme a Pedro Infante: l'interpretazione fornita in Un rincón cerca del cielo le valse il primo riconoscimento importante, il Premio Ariel come attrice non protagonista. Dopo essersi distinta in commedie musicali e in ruoli comici, la Pinal ottenne la consacrazione artistica con il film di Tulio Demicheli Un extraño en la escalera (1954), dove, recitando accanto a Arturo de Córdoba, mette in mostra la grazia e la sensualità di una stella nascente. Da questo momento in poi la sua notorietà si accrebbe: è in quegli anni che l'attrice messicana prese parte ad alcune delle pellicole più significative della sua carriera quali Historia de un abrigo de mink, La sospechosa, Locura Pasional e altre. Con Locura Pasional vinse per la prima volta il Premio Ariel come migliore attrice protagonista.

Dopo i successi messicani prese parte a una serie di film in Spagna e in Italia, diretta, nei primi, da Tulio Demicheli. In Italia lavorò con Vittorio de Sica nella commedia di Giorgio Bianchi Uomini e nobiluomini. Silvia Pinal deve tuttavia la propria popolarità soprattutto alla collaborazione con Luis Buñuel negli ultimi anni messicani del cineasta spagnolo. L'attrice fu protagonista di tre pellicole anticonfessionali. Dal 1961 al 1964 vestì i panni della giovane novizia Viridiana nel film omonimo, vincitore della Palma d'Oro a Festival di Cannes (ex aequo con L'inverno ti farà tornare), e recitò ne L'angelo sterminatore e in Intolleranza: Simon del deserto. Tutti e tre i lungometraggi furono coprodotti da Gustavo Alatriste, divenuto il suo secondo marito nel 1961. Le suddette interpretazioni fecero della Pinal una delle due sole attrici ad aver preso parte a tre film di Buñuel (l'altra era stata Lilia Prado).

Anche dopo la fase più importante della sua carriera, la Pinal ottenne altri successi, lavorando anche al fianco di note di note star hollywoodiane quali Anthony Quinn (I cannoni di San Sebastian, 1968) e Burt Reynolds (Shark!, 1970).

Gli anni Settanta la videro alternarsi tra il grande e il piccolo schermo: per la televisione si segnalò quale personaggio della telenovela Divinas palabras. Nel decennio successivo si divise tra la Spagna, l'Argentina e il Messico, rarefacendo progressivamente le proprie apparizioni, fino quasi a ritirarsi dalle scene. Gli ultimi film, Modelo antiguo (1992) e Ya no los hacen como antes (2003), furono un flop. Dopo dieci anni, la Pinal è tornata a recitare nel film Tercera Llamada, diretto da Francisco Franco.[1]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

A soli diciassette anni, Silvia Pinal sposò l'attore e regista teatrale Rafael Banquetts, conosciuto al suo ingresso nel mondo dello spettacolo. Dall'unione nacque una bambina, Silvia. Nel 1952 la coppia divorziò, e l'attrice intrattenne una relazione triennale con l'imprenditore Emilio Azcárraga Milmo, interrottasi a causa dell'opposizione del padre di lui, che non accettava un matrimonio del figlio con una donna divorziata.

Silvia Pinal si sposò una seconda volta nel 1961 con il produttore cinematografico Gustavo Alatriste. La loro figlia Viridiana (evidente omaggio al personaggio interpretato nel film di Buñuel) morirà nel 1982 in un incidente automobilistico. Anche il secondo matrimonio si concluse con un divorzio. In seguito, la Pinal convolò a terze nozze assieme al cantante e attore Enrique Guzmán, di undici anni più giovane. Ebbero due figli: la cantante rock Alejandra e il musicista Luis Enrique. Dopo il terzo divorzio, la star messicana sposò il governatore dello stato di Tlaxcala Tulio Hernández Gomez, da cui si separò alla fine degli anni Ottanta.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Tercera Llamada (2013), regia di Francisco Franco
  • El agente 00-P2 (2009) - Voce - Regia di Andrés Couturier
  • Ya no los hacen como antes (2003), regia di Juan Fernando Pérez Gavilán
  • A propósito de Buñuel (2000), regia di José Luis López-Linares, Javier Rioyo
  • Modelo antiguo (1992), regia di Raúl Araiza
  • Pubis angelical (1982), regia di Raúl de la Torre
  • Carlotta (Carlota: Amor es... veneno, 1981), regia di Stefano Rolla
  • Dos y dos, cinco (1981), regia di Lluís Josep Comerón
  • El niño de su mamá (1980), regia di Luis María Delgado
  • El canto de la cigarra (1980), regia di José María Forque
  • México de mis amores (1979), regia di Nancy Cárdenas
  • Divinas palabras (1978), regia di Juan Ibáñez
  • Las mariposas disecadas (1978), regia di Sergio Véjar
  • Una donna (1975), regia di Gianni Bongioanni
  • Los cacos (once al asalto) (1972), regia di José Estrada
  • Ce n'è di gente senza vergogna! (¡Cómo hay gente sinvergüenza!, 1972), regia di René Cardona Jr.
  • Secreto de confesión (1971) - Telenovela - Regia di Ernesto Alonso
  • Bang Bang... al hoyo (1971) - Non accreditata - Regia di René Cardona Jr.
  • Caín, Abel y el otro (1971), regia di René Cardona Jr.
  • Los novios (1971), regia di Gilberto Gazcón
  • La güera Xóchitl (1971) - Cortometraggio - Regia di Rogelio A. González
  • Shark! (1970), regia di Samuel Fuller
  • La mujer de oro (1970), regia di René Cardona Jr.
  • La hermana Trinquete (1970), regia di René Cardona Jr.
  • El amor de María Isabel (1970), regia di Federico Curiel
  • El cuerpazo del delito (1970), regia di Rafael Baledón, René Cardona Jr., Sergio Véjar
  • El despertar del lobo (1970), regia di René Cardona Jr.
  • 24 horas de placer (1969), regia di René Cardona Jr.
  • I cannoni di San Sebastian (La bataille de San Sebastian, 1968), regia di Henri Verneuil
  • María Isabel (1968), regia di Federico Curiel
  • Quattro bastardi per un posto all'inferno (Caine, 1967), regia di Samuel Fuller
  • La soldadera (1967), regia di José Bolaño
  • Juego peligroso (1966), regia di Luis Alcoriza, Arturo Ripstein
  • Estrategia matrimonio (Como casarse un milionario) (1966), regia di Alberto Gout
  • Los cuervos están de luto (1965), regia di Francisco del Villar
  • Intolleranza: Simon del deserto (Simón del desierto, 1964), regia di Luis Buñuel
  • Buenas noches, año nuevo (1964), regia di Julián Soler
  • L'angelo sterminatore (1962), regia di Luis Buñuel
  • Viridiana (1961), regia di Luis Buñuel
  • Adiós, Mimí Pompón (1961), regia di Luis Marquina
  • Margherita e la strana famiglia (Maribel y la extraña familia, 1960), regia di José María Forque
  • Uomini e nobiluomini (1959), regia di Giorgio Bianchi
  • Charlestón (1959), regia di Tulio Demicheli
  • Las locuras de Bárbara (1959), regia di Tulio Demicheli
  • El hombre que me gusta (1958), regia di Tulio Demicheli
  • Una cita de amor (1958), regia di Emilio Fernández
  • ¡Viva el amor! (1958), regia di Mauricio de la Serna
  • Desnúdate, Lucrecia (1958), regia di Tulio Demicheli
  • Mi desconocida esposa (1958), regia di Alberto Gout
  • Préstame tu cuerpo (1958), regia di Tulio Demicheli
  • Una golfa (1958), regia di Tulio Demicheli
  • Dios no lo quiera (1957), regia di Tulio Demicheli
  • La dulce enemiga (1957), regia di Tito Davison
  • La adúltera (1956), regia di Roberto Bodegas
  • Uragano sul Capo Horn (Cabo de Hornos, 1956), regia di Tito Davison
  • Teatro del crimen (1956), regia di Fernando Cortés
  • El inocente (1956), regia di Rogelio A. González
  • Pazzia amorosa (Locura pasional, 1955), regia di Tulio Demicheli
  • El vendedor de muñecas (1955), regia di Chano Urueta
  • Pecado mortal (1955), regia di Miguel M. Delgado
  • Amor en cuatro tiempos (1955), regia di Luis Spota
  • La sospechosa (1955), regia di Alberto Gout
  • La vida tiene tres días (1955), regia di Emilio Gómez Muriel
  • Historia de un abrigo de mink (1955), regia di Emilio Gómez Muriel
  • Si volvieras a mí? (1954), regia di Alfredo B. Crevenna
  • Hijas casaderas (1954), regia di Gilberto Martínez Solares
  • Un extraño en la escalera (1954), regia di Tulio Demicheli
  • Reventa de esclavas (1954), regia di José Díaz Morales
  • El casto Susano (1954), regia di Joaquín Pardavé
  • Mis tres viudas alegres (1953), regia di Fernando Cortés
  • Yo soy muy macho (1953), regia di José Díaz Morales
  • Si volvieras a mí (1953), regia di Alfredo B. Crevenna
  • Las cariñosas (1953), regia di Fernando Cortés
  • Me traes de un ala (1953), regia di Gilberto Martínez Solares
  • Doña Mariquita de mi corazón (1953), regia di Joaquín Pardavé
  • Sí... mi vida (1953), regia di Fernando Méndez
  • Cuando los hijos pecan (1952), regia di Joselito Rodríguez
  • Ahora soy rico (1952), regia di Rogelio A. González
  • Un rincón cerca del cielo (1952), regia di Rogelio A. González
  • Por ellas aunque mal paguen (1952), regia di Juan Bustillo Oro
  • Mujer de medianoche (1952), regia di Víctor Urruchúa
  • La estatua de carne (1951), regia di Chano Urueta
  • Una gallega baila mambo (1951), regia di Emilio Gómez Muriel
  • Recién casados... no molestar (1951), regia di Fernando Cortés
  • Azahares para tu boda (1950). regia di Julián Soler
  • El amor no es negocio (1950), regia di Jaime Salvador
  • El amor no es ciego (1950), regia di Alfonso Patiño Gómez
  • La marca del zorrillo (1950), regia di Gilberto Martínez Solares
  • Puerta, joven (El portero) (1950), regia di Miguel M. Delgado
  • Il re del quartiere (El rey del barrio, 1949), regia di Gilberto Martínez Solares
  • La mujer que yo perdí (1949), regia di Roberto Rodríguez
  • Escuela para casadas (1949), regia di Miguel Zacarías
  • El pecado de Laura (1949), regia di Julián Soler
  • Bamba (1948), regia di Miguel Contreras Torres

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per la biografia e la carriera artistica cfr. Biografías y vidas - Silvia Pinal. URL consultato il 12 agosto 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]