Silvia Della Monica

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Silvia Della Monica

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Circoscrizione Toscana
Incarichi parlamentari
  • Membro della Giunta per il Regolamento
  • Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia)
  • Vicepresidente del Consiglio di garanzia

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione Magistrato

Silvia Della Monica (Napoli, 6 ottobre 1948) è una politica e magistrato italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Napoli, si è laureata in giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli e poi è diventata pretore. Pretore a Carpi e a Pontassieve, si è occupata del caso del Mostro di Firenze come magistrato della S.A.M. (Squadra Anti Mostro) della Procura della Repubblica di Firenze. Ricevette per posta un brandello del seno di una delle vittime in una busta anonima con l'indirizzo composto da lettere di giornali ritagliate[1]. Nella serie televisiva Il mostro di Firenze è stata impersonata da Nicole Grimaudo[2].

Nel corso degli anni ha percorso, all'interno della magistratura, una discreta carriera, fino a diventare consigliere della Corte di cassazione. È stata eletta al Senato nella XVI legislatura nelle file del Partito Democratico nel 2008. Ha fatto parte della II commissione permanente (Giustizia) e della Giunta del Regolamento; è stata inoltre vicepresidente del Consiglio di garanzia.

Del 13 febbraio 2014 il provvedimento di sua nomina a Vicepresidente della Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI). Dal 30 aprile 2014 al 21 giugno 2016 è stata anche Presidente della stessa CAI per delega dell'allora Presidente del Consiglio del Ministri, Matteo Renzi (che ha in seguito revocato la delega e conferito l'incarico al Ministro Maria Elena Boschi con DPCM del 9/6//2016 in G.U. 143 del 21/6/2016). Dopo la scadenza del mandato triennale, avvenuta nel febbraio 2017, svolgeva a pieno titolo le sue funzioni di Vicepresidente in regime di prorogatio.[3] Continuava ad indagare nella delicata inchiesta penale da lei avviata nel maggio 2014, quando l'associazione amici dei bambini del fondatore e presidente Marco Griffini veniva censurata dal tribunale per minorenni di Reggio Calabria per «un ritardo negli interventi di tutela» in Bulgaria e successivamente emergevano gravi irregolarità nelle adozioni in Congo.[4]

Nel giugno 2017 finisce al centro di una polemica quando, una volta terminato il suo mandato al CAI, viene scoperto che la casella di posta elettronica istituzionale, accessibile solo dalla Della Monica, non veniva letta da circa 10 mesi. La casella di posta aveva inoltre esaurito lo spazio di giacenza nell'agosto del 2016, perdendo di fatto un numero considerevole di email mai recapitate, nonostante l'obbligo di risposta entro 60 giorni.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio - LASTAMPA.it
  2. ^ Silvia della Monica: Nicole Grimaudo
  3. ^ Fabrizio Gatti, Le adozioni, i ladri di bambini e l'incredibile silenzio di Maria Elena Boschi, in espresso.repubblica.it, 15 maggio 2017. URL consultato il 18 febbraio 2017.
  4. ^ Fabrizio Gatti, Congo, italiani ladri di bambini, in espresso.repubblica.it, 06 luglio 2016. URL consultato il 15 maggio 2017.
  5. ^ Adozioni, le famiglie scrivevano e nessuno rispondeva: la responsabile non ha guardato la posta ufficiale per 10 mesi, su Il Fatto Quotidiano, 22 giugno 2017. URL consultato il 23 giugno 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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