Sidalm

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Sidalm Società Italiana Dolciaria Alimentare Milano
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1977 a Milano
Chiusura1986 (confluita nell'Alivar)
Sede principaleMilano
SettoreAlimentare

Sidalm - Società Italiana Dolciario Alimentare Milano per Azioni è stata una società italiana che operava nel settore alimentare.[1]

Era controllata al 100% dalla SME che le conferì, dal 1977 al 1986, le attività dolciarie con i marchi Motta ed Alemagna; l'azienda produceva prodotti da forno tradizionali, prodotti da forno monodose, cioccolate, snack salati, biscotti e caramelle.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La società nasce il 9 dicembre 1977 su iniziativa di Società Finanziaria di Partecipazioni Azionarie (gruppo IRI) per rilevare le attività della società Unione Industrie Dolciarie e Alimentari - Unidal in liquidazione (controllata da SME e con partecipazioni di minoranza di Bastogi, eredi della famiglia Motta e famiglia Alemagna), la quale era detentrice di Motta e Alemagna.[2][3]

Unidal allora aveva 8.000 dipendenti con stabilimenti a Milano (via Corsica e via Silva), Cornaredo, Segrate, San Martino Buon Albergo e Caivano. La società era anche proprietaria di 126 autobar Alemagna, 99 punti vendita Alivar e 41 negozi Motta, ma già dalla sua fondazione (1976) versava in uno stato di crisi, tale da indurre IRI a metterla in liquidazione.

Le attività del ramo gelati di Unidal furono scorporate e conferite alla controllata Italgel. Le attività di ristorazione autostradale di Unidal furono incorporate insieme a quelle di EPEA (società titolare delle attività di Pavesi nel settore) nella società Autogrill. A Sidalm fu affidata la proprietà delle rimanenti attività alimentari e la gestione degli esercizi commerciali di Unidal (bar e negozi ad insegna Motta e Alemagna, questi ultimi appartenenti alla controllata ESCO).[4]

Immediatamente dopo la sua fondazione, proprietà e gestione di Sidalm furono girate da IRI a Sofin (altra finanziaria pubblica), in quanto IRI temeva che la grave situazione finanziaria di Unidal ereditata dalla società avrebbe comportato il dissesto societario dell'intero gruppo SME.[5]

Tuttavia, i risultati economici della Sidalm furono sempre deludenti, anche dopo il 1983, quando la gestione venne ceduta a SME, ma la proprietà rimase di Sofin (IRI): si suppone che l'elevato debito di Unidal, la rigidità della struttura produttiva, i costi produttivi e distributivi alti ed altri fattori abbiano frenato le possibilità di sviluppo della società.[6] Nonostante un fatturato medio di 450 miliardi di lire annui,[7] IRI ha sborsato più di 280 miliardi di lire tra il 1978 e il 1985 per coprire le perdite e ricapitalizzare la società.[8]

È sintomatico di ciò il fatto che nel tentativo di vendita della SME nel 1985 le attività della Sidalm erano valutate al prezzo simbolico di una lira.[9]

Nel 1985 vennero chiusi i due impianti di Milano.[10]

La Sidalm fu incorporata nell'Alivar nel 1986.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ JUSTIA Trademarks, su trademarks.justia.com.
  2. ^ repubblica.it
  3. ^ Come si smantella una fabbrica (PDF), su fondazionerrideluca.com, 7 dicembre 1977.
  4. ^ La vicenda della SME (DOCX), su we.riseup.net.
  5. ^ Nella voragine della SME (PDF), su archivio.unita.news, 28 luglio 1977.
  6. ^ repubblica.it
  7. ^ repubblica.it
  8. ^ unita.it Archiviato il 28 settembre 2013 in Internet Archive.
  9. ^ Massimo Pini, I giorni dell'IRI, Arnoldo Mondadori Editore, 2004
  10. ^ sapere.it
  11. ^ Il Gruppo SME cambia pelle e ristruttura le sue società, su ricerca.repubblica.it, 29 luglio 1986.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Autunno caldo e "anni di piombo": il sindacato milanese dinanzi alla crisi istituzionale - Claudia Magnanini - FrancoAngeli Editore
  • casoesse.org. URL consultato il 26 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2013).
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