Cassa centrale di risparmio Vittorio Emanuele per le province siciliane

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Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele per le Provincie siciliane
StatoItalia Italia
Forma societariasocietà per azioni
Fondazione1861 a Palermo
Chiusura1997
Sede principalePalermo
SettoreBancario
Dipendenti3.850
Slogan«Sicilcassa»

La Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele per le province siciliane, conosciuta anche come Sicilcassa o con l'acronimo Ccrve, è stata una banca italiana con sede a Palermo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sede storica, costruita da Ernesto Basile, in piazza Borsa

Storico istituto bancario, fu costituita il 31 ottobre 1861 con un capitale sociale di 42.500 lire.
Nel 1946 divenne presidente Lauro Chiazzese[1]. Controllato dagli anni cinquanta dalla Regione Siciliana conobbe una forte espansione. Negli anni Sessanta l'ascesa divenne esponenziale con l'autorizzazione alla Cassa per la gestione del credito fondiario. Fu la più importante Cassa di Risparmio italiana dopo la Cariplo[senza fonte], e negli anni settanta un siciliano su cinque ha un conto di risparmio alla cassa.

Con la riforma del 1990 diventa una Società per azioni di proprietà dell'omonima Fondazione bancaria, con una ricapitalizzazione per ripianare i debiti da parte della Regione Siciliana di circa 500 miliardi di lire italiane. Viene istituita la Fondazione Lauro Chiazzese della Sicilcassa, che si fonderà poi con la Fondazione BdS nel 2004[2].

Nel 1997, con 3.850 dipendenti, 245 sportelli, 11.000 miliardi di lire di depositi ed altrettanti di impieghi, e 1.200 miliardi di deficit, viene comunque messa in liquidazione coatta amministrativa dal governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio[3] e acquisita nel settembre 1997 dal Banco di Sicilia.

Il suo cospicuo patrimonio immobiliare è stato messo all'asta ma non ancora completamente venduto. Il fondo pensioni ex dipendenti è un tesoretto di centinaia di milioni di euro e 52 immobili sparsi tra Sicilia e Lazio.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CHIAZZESE, Lauro in Dizionario Biografico – Treccani
  2. ^ Splendore e morte di Sicilcassa amarcord di un mistero glorioso, in la Repubblica, 23 gennaio 2004. URL consultato il 10 settembre 2011.
  3. ^ Stefania Tamburello, Commissari alla Sicilcassa, in Corriere della Sera, 9 marzo 1996, p. 23. URL consultato il 10 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  4. ^ Sicilcassa dipendenti al BDS, in Confcommercio Palermo, 19 novembre 2009, p. 1. URL consultato il 10 agosto 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dino Grammatico, Sicilcassa: una morte annunciata. La svendita del sistema creditizio siciliano e la crisi delle banche in Italia, Palermo, Sellerio, 1998.

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