Sher Shah Suri

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Sher Shah Suri
Sher Shah Suri by Breshna.jpg
Schizzo immaginato di Sher Shah Suri, opera dell'artista afgano Abdul Ghafoor Breshna
Sultano
In carica 1532 –
1545
Impero Suri
Incoronazione 1540
Predecessore Mian Hassan Khan Suri
Successore Islam Shah Suri
Nascita Sasaram, 1486
Morte Kalinjar Fort, 22 maggio 1545
Luogo di sepoltura Sasaram
Dinastia Suri
Padre Hassan Khan Sur
Consorti Malika Bibi
Gauhar Gosain
Lad Malika
Figli Islam Shah Suri
Religione Islam

Sher Shah Suri (Sasaram, 1486Kalinjar Fort, 22 maggio 1545) è stato un sultano indiano.

Fu il fondatore dell'Impero Suri nel nord del Subcontinente indiano, la cui capitale fu Delhi.

Di etnia Pashtun, Sher Shah prese il controllo dell'Impero Moghul nel 1538. Dopo la sua morte accidentale, avvenuta nel 1545, il figlio Islam Shah divenne il suo successore.[1][2][3][4][5][6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La carriera militare e politica[modifica | modifica wikitesto]

Egli all'inizio fu un semplice soldato prima di salire alla carica di comandante nell'esercito Mughal sotto Babur e quindi divenne governatore di Bihar. Nel 1537, mentre il figlio di Babur, Humayun, era inmpegnato altrove in una spedizione, Sher Shah invase lo stato del Bengala e fondò la dinastia Suri.[7] Brillante stratega, Sher Shah diede prova di sé come capace amministratore e abile generale. La sua riorganizzazione dell'impero pose le fondamenta per i successivi imperatori Moghul, in particolare Akbar, figlio di Humayun.[7]

Durante il suo settennale governo, dal 1538 al 1545, egli creò una nuova amministrazione civile e militare, istituì la prima Rupia dalla Taka e riorganizzò il sistema postale indiano. [8] Sviluppò inoltre la città Dina-panah di Humayun, che chiamò Shergarh e fece rivivere la città di Pataliputra, che era stata in declino dal VII secolo e che rinominò Patna. Egli estese la Grand Trunk Road da Chittagong nella frontiera della provincia del Bengala, nel nord-est dell'India, fino a Kabul in Afghanistan, nell'estremo nord-ovest del paese.

Decesso[modifica | modifica wikitesto]

Il Mausoleo di Sher Shah Suri a Sasaram

Sher Shah fu ucciso il 22 maggio 1545 durante l'assedio del forte Kalinjar di Rajputs.[1] Quando ormai tutte le tattiche per sottomettere il forte erano fallite, Sher Shah ordinò di far esplodere i muri del forte con polvere da sparo, ma egli stesso rimase vittima delle esplosioni. Gli successe il figlio Jalal Khan, che prese il titolo di Islam Shah Suri. Il suo mausoleo, alto oltre 37 metri, si trova al centro di un lago artificiale a Sasaram, una città sulla Grand Trunk Road. [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Shēr Shah of Sūr, Encyclopædia Britannica. URL consultato il 23 agosto 2010.
  2. ^ (EN) Radhey Shyam Chaurasia, History of medieval India: from 1000 A.D. to 1707 A.D., Crabtree Publishing Company, 2002, p. 179, ISBN 81-269-0123-3. URL consultato il 23 agosto 2010.
  3. ^ (EN) Annemarie Schimmel e Burzine K. Waghmar, The empire of the great Mughals: history, art and culture, Reaktion Books, 2004, p. 28, ISBN 1-86189-185-7. URL consultato il 23 agosto 2010.
  4. ^ (EN) Sarina Singh, Lindsay Brown, Paul Clammer, Rodney Cocks e John Mock, Pakistan & the Karakoram Highway, 7, illustrato, Lonely Planet, 2008, p. 137, ISBN 1-74104-542-8. URL consultato il 23 agosto 2010.
  5. ^ (EN) Robert Greenberger, A Historical Atlas of Pakistan, The Rosen Publishing Group, 2003, p. 28, ISBN 0-8239-3866-2. URL consultato il 23 agosto 2010.
  6. ^ (EN) Stanley Lane-Poole, Medieval India, 1ª ed., Lahore, Sang-e-Meel Publications, 2007, p. 236, ISBN 969-35-2052-1.
  7. ^ a b (EN) Sher Khan, Columbia Encyclopedia, 2010. URL consultato il 24 agosto 2010.
  8. ^ (EN) Mughal Coinage, Reserve Bank of India, RBI Monetary Museum. URL consultato il 24 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2008).
  9. ^ (EN) Catherine B. Asher, The Mausoleum of Sher Shāh Sūrī, in Artibus Asiae, vol. 39, 3/4, 1977, pp. 273–298, DOI:10.2307/3250169.

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