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Shāh-Nāmeh

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Shāh-Nāmeh
Shahnameh3-1.jpg
Codice dello Shāh-Nāmeh.
Autore Ferdowsi
1ª ed. originale circa 1000 d.C.
Genere poema epico
Lingua originale persiano

Lo Shāh-Nāmeh, o Shāh-Nāmé (persiano: شاهنامه‎), alternative ortografiche sono Shahnama, Shahnameh, Shahname, letteralmente «Il Libro dei Re»), è una vasta opera poetica scritta dal poeta persiano Ferdowsi attorno al 1000 d.C. e costituisce l'epica nazionale del mondo di lingua persiana. Lo Shāh-Nāmeh racconta il passato mitico e storico del suo paese, l'Iran, dalla creazione del mondo, fino alla conquista islamica del VII secolo.

Origini e influenze[modifica | modifica wikitesto]

A parte la sua importanza letteraria lo Shāh-Nāmeh, scritto in persiano arcaico, è stato di fondamentale importanza per la rinascita della lingua persiana successivamente all'influenza dell'arabo.

Questo voluminoso lavoro, considerato un capolavoro letterario, riflette anche la storia del grande impero persiano, i suoi valori culturali, le sue antiche religioni (lo Zoroastrismo), e il suo profondo senso nazionale. Ferdowsi ha completato lo Shāh-Nāmeh nel momento in cui l'indipendenza nazionale era stata compromessa. Mentre ci sono memorabili eroi ed eroine di tipo classico nell'opera, il vero protagonista è la Persia stessa. È quindi un importante libro per tutto il mondo iranico, includendo anche l'Afghanistan, il Tagikistan ed altri Paesi dell'Asia centrale.

La fenice, mitico uccello presente nello Shāh-Nāmeh.

Questo libro è importante anche per i restanti 200.000 zoroastriani nel mondo, perché lo Shāh-Nāmeh traccia l'inizio dello Zoroastrismo fino alla sconfitta dell'ultimo re zoroastriano Yazdgard III da parte degli invasori arabi.

Le copie illustrate dell'opera sono tra i più mirabili esempi di miniatura persiana. Diverse copie rimangono oggi intatte, benché due delle più famose l'Houghton Shahnameh e il Gran Mongol Shahnameh furono suddivise in fogli venduti separatamente nel XX secolo. Un unico foglio (ora al museo Aga Khan) è stato venduto per 1,7 milioni di dollari nel 2006[1]. Il Bayasanghori Shâhnâmeh, una copia manoscritta (Palazzo Golestan, in Iran), è stata inclusa dall'UNESCO nella lista della Memoria del mondo.

Mausoleo di Ferdowsi a Tus.

La copia più antica esistente dell'opera è quella portata in Italia alla fine del XVI secolo da Gerolamo Vecchietti, persianista e membro del gruppo di ricerca della Stamperia orientale medicea fondata a Roma nel 1584 dal cardinale Ferdinando de' Medici. Trovata al Cairo, la copia è datata 30 Moḥarram 614, corrispondente al 9 maggio 1217. Il manoscritto è stato identificato dallo studioso italiano Angelo Michele Piemontese (Piemontese, 1980)[2]. È conservato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (fondo Magliabechiano, cod. MS Magl. III.24) ed è stato digitalizzato: versione digitalizzata.

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Lo Shahnameh è stato trasporto in pellicola cinematografica tra il 1971– e il 1976 nella trilogia di Tajikfilm che comprende Skazanie o Rustame, Rustam i Sukhrab,e Skazanie o Sijavushe.

Il Bangladesh ha fatto il film Shourab Rustom nel 1993. un film di Bollywood Rustom Sohrab basato sulla storia di Rustam e Sohrab fu fatto nel 1963 con l'attore Prithviraj Kapoor.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fine Books Magazine, Item 7
  2. ^ Italy (VIII) - Persian manuscripts, iranicaonline.org. URL consultato il 26/10/2015.

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