Sforza Maria Sforza

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Sforza Maria Sforza, duca di Bari (18 agosto 1451Varese Ligure, 29 luglio 1479), era figlio del duca di Milano Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1464 Ferdinando I di Napoli (1432-1494) gli fece dono del ducato di Bari[1].

Quando il padre morì nel 1466 il ducato di Milano passò al fratello maggiore Galeazzo Maria Sforza, la cui politica filofiorentina, suggerita dal segretario Cicco Simonetta, fu malvista dai fratelli. Il nuovo duca li mandò quindi in esilio[2].

A Galeazzo, morto assassinato nel 1476, successe un bambino, Gian Galeazzo, figlio del duca e di sua moglie Bona di Savoia. Si aprì così una lotta per il potere che vedeva contrapposti Sforza Maria e i suoi fratelli da una parte e Bona e il segretario Simonetta dall'altra. I fratelli Sforza si organizzarono militarmente affidandosi al condottiero Roberto di San Severino, nipote di Francesco Sforza, ma la cognata Bona e suo figlio avevano dalla loro parte l'appoggio del popolo.

Sconfitti, tutti fratelli Sforza (tranne Filippo che non aveva preso parte alla lotta), furono costretti a fuggire. Durante la fuga Ottaviano Maria Sforza morì annegato nelle acque dell'Adda.

Sforza Maria si rifugiò a Bari ed insieme ad Ascanio e Ludovico continuò a complottare ai danni della cognata, per riuscire ad ottenere la reggenza del nipote. Cercò l'appoggio armato di Ferdinando I di Napoli ma il 29 luglio 1479 morì presso Varese Ligure, si dice forse per un avvelenamento[3] ma in realtà per polmonite[4]. La lotta fu continuata da Ludovico che ereditò per volere di Ferdinando I il titolo di duca di Bari[5] e riuscì alla fine a divenire duca di Milano nel 1494.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palese Macchie - Cinquecento - Il Ducato Sforzesco a Bari e la famiglia Capitaneo Archiviato l'8 maggio 2008 in Internet Archive.
  2. ^ Storia di Milano ::: Cicco Simonetta
  3. ^ http://www.anticheporte.it/Gli_Appunti/Gli_appunti_35/p.%202.pdf[collegamento interrotto]
  4. ^ http://istitutodistudisuicontidilavagna.weebly.com - I conti di Lavagna e l'alta Val di Vara pag. 38 - Barbara Bernabò
  5. ^ I Visconti e gli Sforza Archiviato il 9 aprile 2009 in Internet Archive.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]