Sex Machine (album)

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Sex Machine
ArtistaJames Brown
Tipo albumStudio, live
Pubblicazionesettembre 1970
Durata64:29
Dischi2
Tracce15
GenereFunk
Soul
Rhythm and blues
EtichettaKing Records
ProduttoreJames Brown
Registrazione
  • 14 ottobre 1969, Cincinnati, Ohio (Brother Rapp)
  • 23 luglio 1970, Cincinnati, Ohio (Get Up I Feel Like Being a Sex Machine, medley)
  • 12 giugno 1969, Miami, Florida (Lowdown Popcorn)
  • 1º ottobre 1969, Bell Auditorium, Augusta, Georgia (resto delle tracce)
FormatiLP
James Brown - cronologia
Album successivo
(1970)
Singoli
  1. Lowdown Popcorn
    Pubblicato: 1969
  2. Brother Rapp
    Pubblicato: aprile 1970
  3. Get Up (I Feel Like Being a) Sex Machine
    Pubblicato: luglio 1970
  4. Spinning Wheel
    Pubblicato: 1971
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 4.5/5 stelle [1]
Billboard (favorevole) [2]
Christgau's Record Guide A[3]
Rhapsody (favorevole) [4]
Rolling Stone 4.5/5 stelle[5]
Spin (favorevole) [6]
Yahoo! Music (favorevole) [7]
Zagat Survey 5/5 stelle [8]
Sputnikmusic 4.5/5 stelle[9]

Sex Machine è un doppio album discografico del cantante statunitense James Brown, pubblicato nel 1970 dalla King Records.

È considerato uno dei più grandi e rappresentativi album di genere soul e tra i 100 migliori album di tutti i tempi.[10] Sex Machine è stato anche votato come il 34° migliore album di sempre da una giuria composta da più di 700 musicisti, autori, disc jockey, programmatori radio e critici nel 2013.[11]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il disco, metà in studio e metà dal vivo, vede l'apporto della formazione originale della band J.B.'s con Bootsy e Catfish Collins,[12] e include una versione da 11 minuti della celebre Get Up (I Feel Like Being a) Sex Machine, diversa dall'incisione originale della canzone che era stata pubblicata su singolo in due parti nel 1970.

Brother Rapp e Lowdown Popcorn sono le stesse incisioni in studio inizialmente pubblicate come singoli. Versioni "senza pubblico" di Get Up (I Feel Like Being a) Sex Machine e Give It Up or Turnit a Loose apparvero in seguito nella compilation in CD Funk Power 1970: A Brand New Thang, insieme a una versione precedentemente inedita di There Was a Time proveniente dalla stessa sessione. Mother Popcorn, che era invece stata registrata dal vivo, fu inclusa senza l'aggiunta del pubblico e in versione più lunga nella compilation Foundations of Funk: A Brand New Bag 1964-1969. In aggiunta, l'album Motherlode include una versione live di Say It Loud - I'm Black and I'm Proud probabilmente incisa durante lo stesso concerto di Augusta del 1969.

Sex Machine è presentato come un album dal vivo, sulla copertina è infatti scritto "registrato dal vivo", tuttavia il primo LP consiste di materiale registrato in studio al quale furono aggiunti riverbero e applausi sovraincisi per simulare un'esibizione live. Tutte tranne una le canzoni del secondo LP furono apparentemente registrate dal vivo durante un concerto nella città natale di Brown, Augusta, in Georgia. Negli Stati Uniti il disco raggiunse la posizione numero 4 nella classifica R&B e la numero 29 in quella Pop.[senza fonte]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato 1
  1. Get Up I Feel Like Being a Sex Machine (Brown, Bobby Byrd, Ron Lenhoff) - 10:48
  2. Brother Rapp (Part I & Part II) - (Brown) 5:09
Lato 2
  1. Medley: - 13:42
    1. Bewildered (Teddy Powell, Leonard Whitcup) - 6:09
    2. I Got the Feelin' (Brown) - 1:07
    3. Give It Up or Turnit a Loose (Charles Bobbit) - 6:26
Lato 3
  1. I Don't Want Nobody to Give Me Nothing (Open Up the Door I'll Get It Myself) (Brown) - 4:31
  2. Licking Stick - Licking Stick (Brown, Byrd, Pee Wee Ellis) - 1:19
  3. Lowdown Popcorn (Brown) - 3:25 (studio recording)
  4. Spinning Wheel (David Clayton-Thomas) - 4:02
  5. If I Ruled the World (Leslie Bricusse, Cyril Ornadel) - 4:03
Lato 4
  1. There Was a Time (Brown, Hobgood) - 4:04
  2. It's a Man's Man's Man's World (Brown, Betty Jean Newsome) - 3:42
  3. Please, Please, Please (Brown, Johnny Terry) - 2:26
  4. I Can't Stand Myself (When You Touch Me) (Brown) - 1:28
  5. Mother Popcorn (Brown, Pee Wee Ellis) - 5:50

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Studio
Bell Auditorium, Augusta, Georgia

Influenza e lascito[modifica | modifica wikitesto]

DJ Kool Herc nel 1999 con in mano una copia dell'album

Sex Machine è inoltre considerato uno dei migliori e più importanti dischi funk di sempre, e uno dei vertici massimi del periodo di maggior creatività artistica di Brown tra il 1967 e il 1971. L'album si classificò al primo posto nella lista "25 greatest albums of all time" della rivista Spin nel 1989, e 96º nel 2005 in un sondaggio di Channel 4 per stabilire i 100 migliori album di tutti i tempi.[13] Sex Machine è stato inoltre votato il 34º miglior album di sempre in un sondaggio condotto da VH1 nel 2003.[14] Nel 2020 la rivista Rolling Stone lo ha inserito alla posizione numero 439 nella sua lista dei 500 migliori album di sempre.[15]

Secondo il giornalista musicale Stephen Ivory, nel 1973 DJ Kool Herc era solito mettere sui piatti dei giradischi due copie dell'album Sex Machine e poi eseguiva un esteso lavoro di montaggio "taglia e cuci" sul break percussivo della traccia Give It Up or Turnit a Loose, sancendo di fatto la nascita dell'hip hop.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) "James Brown: Sex Machine", su AllMusic, All Media Network. URL consultato il settembre 22, 2011.
  2. ^ Billboard Album Reviews, in Billboard, settembre 19, 1970.
  3. ^ Robert Christgau, Consumer Guide '70s: B, in Christgau's Record Guide: Rock Albums of the Seventies, Ticknor & Fields, 1981, ISBN 089919026X.
  4. ^ Sex Machine: James Brown, Rhapsody.
  5. ^ Christian Hoard, The new Rolling Stone album guide, New York, Simon & Schuster, 2004, 109–113, ISBN 978-0-7432-0169-8. Alt URL
  6. ^ The 25 Greatest Albums of All Time, in Spin, Volume Five Number One, aprile 1989.
  7. ^ Sex Machine by James Brown, Yahoo! Music.
  8. ^ Movies & music pack 2004 : top films & albums of all time, New York, Zagat Survey, 2003, ISBN 978-1-57006-543-9.
  9. ^ manos g, Review: CD James Brown – Sex Machine Album, Sputnikmusic, August 1, 2013.
  10. ^ The 100 Greatest Albums, BBC Four. URL consultato il 30 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2005).
  11. ^ James Brown - Sex Machine, su superseventies.com.
  12. ^ James Brown, warr.org.
  13. ^ The 100 Greatest Albums, BBC Four.
  14. ^ James Brown – Sex Machine, su superseventies.com.
  15. ^ (EN) Rolling Stone, The 500 Greatest Albums of All Time, su rollingstone.com, 22 settembre 2020.
  16. ^ Ivory, Stephen, 2000, The Funk Box, Hip-O Records, booklet CD box set, pag. 12

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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