Severino Citaristi

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Severino Citaristi

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature X, XI Legislatura
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Bergamo (X) e Clusone (XI)
Incarichi parlamentari
Membro della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) dal 1º agosto 1987 al 22 aprile 1992 e dal 16 giugno 1992 al 14 aprile 1994
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VII, VIII, IX Legislatura
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Brescia-Bergamo
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente della XII Commissione industria e commercio, artigianato, commercio estero dal 27 aprile 1978 al 19 giugno 1979, dall'11 luglio 1979 all'11 luglio 1983
  • Presidente della XII Commissione industria e commercio, artigianato, commercio estero dall'11 agosto 1983 al 7 ottobre 1986
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in lettere
Professione Editore

Severino Citaristi (Villongo, 16 settembre 1921Bergamo, 10 febbraio 2006) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, fece parte della Resistenza partigiana e nel 1947 si iscrisse alla Democrazia Cristiana[1]. Di professione editore (tra l'altro fondò la casa editrice Minerva Italica), fu Sindaco di Villongo e Presidente dell'Amministrazione provinciale di Bergamo. Deputato della VII legislatura (1976), della VIII (1979) e della IX (1983). Senatore della X legislatura (1987) e della XI (1992)[2]. Fu Sottosegretario al Turismo e Spettacolo del governo Craxi.

Durante Mani Pulite Citaristi ricevette 74 avvisi di garanzia, il primo il 12 maggio 1992, un record per cui divenne il simbolo dell'inchiesta Tangentopoli[3]. Fu condannato in Cassazione a 16 anni di carcere e oltre 8 miliardi di ammende; il 15 giugno del 1994 venne anche arrestato nell'ambito dell'inchiesta su tangenti pagate dai fratelli Caltagirone per gli appalti per la costruzione di una delle torri al Portello-Fiera, ma a causa delle sue avverse condizione di salute fu rimesso in libertà dopo 8 giorni di arresti domiciliari[4].

Nel 1999, in un programma condotto da Bruno Vespa, raccontò la sua versione dei fatti:

"Io ho sempre ammesso il finanziamento illecito alla DC, ma la gran parte delle condanne mi ha riconosciuto la corruzione in concorso con pubblici ufficiali ignoti. Non ne hanno trovato uno, perché io non ho mai corrotto nessuno"[5]

Negli ultimi anni della sua vita aderì alla Casa delle Libertà, e in particolare all'UDC. Morì ultraottantenne nel 2006. Otto anni prima, in un tragico incidente aereo avvenuto in Colombia, aveva perso la figlia Silvia di 39 anni e il nipote[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Morto Severino Citaristi, tesoriere della Dc, Il Corriere della Sera, 10 febbraio 2006
  2. ^ DC: ADDIO A CITARISTI, IL 'TESORIERE' FINITO NEL CICLONE DI TANGENTOPOLI/SCHEDA, Adnkronos, 10 febbraio 2006
  3. ^ Goffredo Buccini, L'omino in grigio con 74 avvisi di garanzia, in Corriere della Sera, 1º dicembre 1993, p. 3.
  4. ^ Addio a Citaristi, tesoriere dc Forlani: «Era un galantuomo», Il Corriere della Sera, 11 febbraio 2006
  5. ^ I guai dell'ex tesoriere: 72 avvisi di garanzia, Il Giornale, 15 dicembre 2008