Settimana Santa di Polistena

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1leftarrow.pngVoce principale: Polistena.

La Settimana Santa di Polistena (Provincia di Reggio Calabria) è costituita da una serie di Riti religiosi che si tramandano nelle generazioni ormai dalla fine del 1700. Alcuni di questi Riti nel corso del tempo si sono ispirati a quelli di origine spagnola. I Riti attraggono migliaia di turisti e fedeli da tutta la nazione; iniziano con la Domenica delle Palme e terminano la Domenica di Pasqua, vedendo il giorno più intenso il Venerdì santo con 4 Riti.

Polistena, Affrontata in Piazza del Popolo

I Riti della Settimana Santa di Polistena[modifica | modifica wikitesto]

Domenica delle Palme[modifica | modifica wikitesto]

Benedizione delle Palme[modifica | modifica wikitesto]

È l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, l'inizio della Settimana Santa. A Polistena questo rito avviene nelle tre parrocchie cittadine di Santa Marina Vergine, della Ss. Immacolata e del Ss. Rosario con la Benedizione delle Palme e dei Ramoscelli d'Ulivo e a seguire una breve processione per le vie parrocchiali e la messa solenne.

I luoghi in cui si svolgono sono:

1. lo splendido Piazzale della Trinità con vista sulla Piana di Gioia Tauro per la Parrocchia di Santa Marina Vergine; 2. nella Chiesa dell'Immacolata per l'omonima parrocchia 3. sul Sagrato della Chiesa di San Francesco da Paola per la Parrocchia del SS. Rosario.

La Passione di Cristo - Rappresentazione Sacra[modifica | modifica wikitesto]

Polistena, La Passione di Cristo - Rappresentazione Sacra

Avviene nello scenario dell'Anfiteatro Comunale nel pomeriggio della Domenica delle Palme. Un tempo si svolgeva nella Chiesa della SS. Immacolata, poi è stata ripresa dall'Associazione GAMI e da li, ha riscosso sempre un grande successo di pubblico e di critica. La rappresentazione rivive i momenti salienti della Passione di Cristo ed ogni anno si rinnova con nuove scene, dai Miracoli al Tempio, dalla Ultima Cena all'Orto, dal Processo alla Flagellazione, dalla Crocifissione alla Risurrezione.

Martedì Santo[modifica | modifica wikitesto]

Via Crucis[modifica | modifica wikitesto]

Sino a qualche anno fa era organizzata separatamente dalle Parrocchie, oggi invece è stata unificata e avviene alle 21 dal Piazzale Catena e si conclude al Calvario di Viale Italia.

Ad ogni Stazione della Via Crucis si aggiunge una croce di legno accompagnata da due torce, si susseguono meditazioni e le letture delle Stazioni.

Giovedì santo[modifica | modifica wikitesto]

Coena Domini e Lavanda dei Piedi[modifica | modifica wikitesto]

Consiste nel rivivere l'Istituzione dell'Eucarestia e la Lavanda dei Piedi. La liturgia inizia con la Processione dei Ministranti, dei Discepoli e dei Fratelli della Congrega, procede con il saluto iniziale e l'Atto penitenziale; a termine di questa Lirurgia le campane taceranno fino alla notte di Pasqua. Nella liturgia della Parola si leggono come prima lettura dal Libro dell'Esodo (Es 12,1-8.11-14), il salmo responsoriale (Sal 115), la seconda lettura dalla Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo apostolo (1Cor 11,23-26) ed infine il brano evangelico dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15).

Dopo la Liturgia della Parola si rivive la Lavanda dei piedi, dove il celebrante, tolte le vesti liturgiche (esclusa la stola), lava i piedi di dodici persone che hanno scelto di impersonificare gli apostoli.

Dopo questo rito si rivive l'Istituzione dell'Eucarestia, e alla fine della Comunione,la Pisside contenente ostie consacrate viene portata con una processione eucaristica fino al luogo della reposizione del Santissimo Sacramento, nel detto popolare polistenese questo luogo viene chiamato "sepolcro". Quindi l'assemblea si scioglie in silenzio, senza benedizione.

Visite ai Sepolcri[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Coena Domini il popolo si riversa per le vie cittadine sino al mattino seguente per far vista ai "sepolcri", ovvero il luogo in cui è stato riposto il Santissimo Sacramento; il nome sepolcro non ha molto senso in quanto Gesù ancora non è morto. I Sepolcri un tempo venivano allestiti in tutte le chiese e le cappelle cittadine, oggi invece questo avviene solo nel Duomo, nella Chiesa del Ss. Rosario e nella Chiesa della Ss. Immacolata.

Venerdì santo[modifica | modifica wikitesto]

Polistena, Processione dell'Addolorata
Polistena, Processione dell'Addolorata

Processione dell'Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

Alle 7 del mattino in punto in un particolare silenzio, dalla porta del Duomo spunta una grande bandiera nera, il Cristo impersonificato da un fedele che chiede un voto o per un ex voto con una tunica rossa, una parrucca bionda e una pesante croce sulle spalle (egli non può essere riconosciuto per tradizione popolare sino a giorno di Pasqua), è seguito dai discepoli che la sera prima hanno partecipato alla funzione della Coena Domini e dalla Statua dell'Addolorata che appena si trova sulla soglia della porta si ferma qualche istante mentre la banda intona la austera e suggestiva Settima Parola del maestro polistenese Michele Valensise.

Tutti i figuranti che vi partecipano indossano una tunica bianca, un cappuccio bianco e una corona di spine che ognuno di essi si realizza. La processione si snoda per le vie seguendo un determinato percorso che porta alla visita delle chiese cittadine, sino a ritornare nel Duomo dove il Sacerdote detterà le Meditazioni ed il coro eseguirà la già citata Settima Parola.

Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo[modifica | modifica wikitesto]

Alle ore 13 il Coro Polifonico "Theotokos", diretto dal M° Pino Russo, esegue le struggenti Sette Parole scritte da Michele Valensise (1822-1890) susseguite dalle meditazioni di un Sacerdote.

Sino al 1988 il rito avveniva nella Chiesa della SS. Trinità, ma a seguito di un pauroso incendio che danneggiò gravemente la chiesa nel maggio di quell'anno, fu spostato nel Duomo cui territorialmente la chiesa "appartiene", seppur la stessa Chiesa della Trinità, riaperta al culto nel 1996, abbia ospitato nuovamente l'"Agonia" nei due anni successivi.

Processione della "Schiovata"[modifica | modifica wikitesto]

La processione della Schiovata, cioè della Deposizione, era un tempo affidata alla chiesa della Trinità e si svolgeva al mattino, al rientro dell'Addolorata. Essa era preceduta dalla Congrega della SS. Trinità e terminava con le meditazioni al Calvario "vecchio" di Via Muraglie. Per qualche tempo, la processione fu spostata al pomeriggio, alla fine dell'"Agonia".

Da parecchi decenni, per problemi logistici ed organizzativi, tale processione non si svolge più tanto che l'imponente gruppo statuario in legno e cartapesta rappresentante la Deposizione, tra l'altro danneggiato dal suddetto incendio, è rimasto in precarie condizioni di conservazione.

Processione della Pietà[modifica | modifica wikitesto]

Polistena, Processione della Pietà

È la processione organizzata dalla Congrega della SS. Immacolata inizia alle 19 dall'omonima chiesa preceduta dai discepoli che la sera prima partecipavano alla Coena Domini, dai Fratelli della Congrega e dai ministranti, tutti in tunica bianca e cappuccio bianco con la corona di spine escluso i ministranti.

Questa è l'unica processione in cui la Statua, ancora oggi, è seguita dal baldacchino nero.

La Processione con la Statua della Pietà, di recente riportata agli splendidi colori originari, si snoda per le vie cittadine sino ad arrivare al Calvario di Viale Italia dove il sacerdote farà una breve riflessione per poi ritornare alla Chiesa da cui era partita e dove il coro eseguirà la Settima Parola di Michele Valensise.

Processione dei Misteri[modifica | modifica wikitesto]

Polistena, Processione dei Misteri
Polistena, Processione dei Misteri

È l'ultima processione del Venerdì santo ed avviene in tarda serata, con inizio alle ore 21, dalla Chiesa del SS. Rosario organizzata dall'omonima congrega.

Prima del Concilio Vaticano II si svolgeva nel pomeriggio del Giovedì santo, dopo, con le modifiche apportate ai riti dalle direttive conciliari, è stata posticipata alla sera del Venerdì santo come tutt’oggi si svolge assumendo una forma di caratterische spagnole che hanno influito gran parte dei riti del meridione d’Italia.

È composta da 7 meravigliosi gruppi statuari in legno e cartapesta, scolpiti nell'Ottocento dal sacerdote Luigi Prenestino (Gesù nell'Orto degli Ulivi, Gesù Flagellato, Gesù Deriso, La Veronica, La Crocifissione, Cristo Morto, L'Addolorata). Più precisamente, il Cristo alla Colonna e Maria Addolorata sono invece opera dei Morani, apprezzata famiglia di scultori polistenesi del secolo XIX. Le statue sono portate a spalla da fedeli in tunica bianca, intervallati dalle pie donne dette "torcifere" che portano le torce, e da ragazzi che portano i simboli della passione. Il coinvolgimento è di circa 500-600 persone.

Da qualche anno l'usanza di portare il cappuccio nero è stata abolita ma si è deciso di di realizzare una petizione per far indossare nuovamente il cappuccio nero ai portatori dei misteri. La petizione è stata aperta a luglio 2008 ed è ancora attiva e raggiungibile dal sito.[1]

Prima del "Cristo o tumbulo" ovvero il Cristo Morto, vi sono i ministranti e di fianco ad esso per scortarlo l'Arma dei Carabinieri in picchetto d'onore, seguito dalle autorità civili e militari.

Domenica di Pasqua[modifica | modifica wikitesto]

Affrontata[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima processione che conclude il triduo pasquale è l'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna, ed avviene nella splendida cornice di Piazza del Popolo tra la folla esultante.

Il Cristo parte in processione dal Duomo preceduto dalla Congrega del SS. Sacramento; la Madonna a sua volta parte dalla Chiesa del SS. Rosario con un velo nero sul capo. Entrambe le processioni, a mezzogiorno in punto, convergono in Piazza del Popolo. La Madonna, appena intravede il figlio risorto, inizia una corsa che la porta ad inginocchiarsi ai suoi piedi e le viene levato dal suo capo il velo nero che sino a pochi minuti prima era il protagonista, mentre la banda cittadina esegue la marcia trionfale del "Mosè in Egitto" di Rossini.

Le statue si posizionano una di fianco all'altra per proseguire sino alla vicina Chiesa del SS. Rosario dove vi sarà una breve riflessione, ed infine il Cristo Risorto riparte in Processione sino alla Chiesa di origine.

Singolare Affrontata 2009[modifica | modifica wikitesto]

Per la prima volta nella storia di Polistena in Piazza del Popolo era presente solo il Cristo Risorto, mentre la Madonna è rimasta sulla soglia della Chiesa facendo dietrofront a causa delle avverse condizioni climatiche; dopo aver atteso qualche minuto tra migliaia di fedeli che attendevano l'atteso rito, il Risorto è tornato nel Duomo, mentre in paese divampavano le polemiche. Sul sito della Settimana Santa di Polistena sono presenti articoli e fotocronaca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Settimana santa di Polistena

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]