Servitù militare

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La servitù militare è un istituto della legge italiana che prevede la limitazione del diritto di proprietà nelle zone limitrofe a installazioni di interesse militare, ed è disciplinato dalla legge n. 898, promulgata il 24 dicembre 1976 e successive modificazioni.[1] Lo stato di servitù può ad esempio imporre il divieto di costruire edifici superiori ad una data altezza nei pressi di un aeroporto o lo sgombero di terreni e abitazioni in concomitanza con operazioni di esercitazione militare. In ogni caso, i soggetti sottoposti a limitazione, che possono essere sia privati, sia enti pubblici, hanno diritto ad un indennizzo.

Nonostante il preciso significato giuridico del termine, è comunemente usato nel linguaggio colloquiale e giornalistico per indicare la complessiva presenza militare sul territorio e i gravami conseguenti, sebbene solo in parte riconducibili a servitù militari vere e proprie.[2] In Italia, la maggior parte delle servitù militari insiste su due sole regioni: la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ LEGGE 24 dicembre 1976, n. 898, Normattiva.it, accesso 15 novembre 2016.
  2. ^ a b Centro studi della Camera dei Deputati, Le infrastrutture della Difesa:Le servitù militari, accesso 15 novembre 2016.