'Ndrina Serraino

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I Serraino sono una 'ndrina di Reggio Calabria, Controllano la zona di Cardeto e Gambarie ma hanno collegamenti radicati anche a Milano, dove è stata svolta l'operazione Belgio 1, Belgio 2 e Belgio 3 che li vedeva coinvolti insieme ad altre cosche, tra cui i Di Giovine. Le loro attività illecite vanno dalla droga alle armi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '60 - Trasferimento a Milano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 Francesco Serraino, Alessandro Serraino, Domenico Serraino, Filippo Serraino, Demetrio Serraino e la sorella Maria Serraino sposata con Rosario Di Giovine, si trasferiscono a Milano, in Piazza Prealpi.[1]

Anni '80 - Seconda guerra di 'ndrangheta[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra di 'Ndrangheta si schierano con i Condello-Imerti-Rosmini. Il 23 aprile 1986 Francesco Serraino viene ucciso insieme a suo figlio Alessandro. Fu ritenuto responsabile dell'omicidio di Giorgio De Stefano, ai tempi capo dei De Stefano, alla fine della prima guerra di 'Ndrangheta. I fratelli Paolo e Domenico Serraino presero il comando della 'ndrina.

Anni '90 - Il traffico internazionale di droga[modifica | modifica wikitesto]

A Milano iniziano a creare insieme ai Di Giovine capeggiati da Maria Serraino e da suo figlio Emilio Di Giovine una grande organizzazione per il traffico di droga smantellata dalla forze dell'ordine tra il 1993 e il 1995.

Nel 1993 Rita Di Giovine, affiliata alla cosca, viene arresta per traffico di sostanze stupefacenti. Trafficava con pasticche di ecstasy e eroina, e armi, da quelle comuni a missili anticarro (da usare nella guerra di Ndrangheta di allora). Nel miglior periodo in collaborazione con la sua famiglià arrivò a importare 150 kg di eroina alla settimana. Dopo l'arrestò testimoniò contro la sua stessa famiglia.[2]

Nel 1994 l'operazione Belgio porta in carcere 90 esponenti della cosca Di Giovine-Serraino.[3]. A far scattare le indagini è la confessione di Rita Di Giovine, sorella del boss Emilio: si era trasferita con la madre e i fratelli a Milano nel 1966. Fu la madre con il figlio maggiore Emilio a mettere in piedi una centrale per il traffico di eroina, guidata dal figlio maggiore Emilio.[4]

Nel 1995, dopo 9 anni di latitanza, viene arrestato il boss della cosca Paolo Serraino e condannato a 2 ergastoli. Gli vengono sequestrati beni del valore di 500.000 €.[5]

Anni 2000 - L'operazione Bless[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 luglio 2007 con l'operazione Bless dei Carabinieri vengono arrestate 24 persone tra cui presunti esponenti della cosca Serraino.[6]

Esponenti di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Serraino (1929) detto il boss della montagna, assassinato nel 1986 in una stanza dell'Ospedale di Reggio Calabria, dove era ricoverato per problemi di salute, insieme al figlio Alessandro.
  • Paolo Serraino (Cardeto, 21 marzo 1942), Boss dopo la morte di "don ciccio" Serraino, nonché fratello, arrestato nel 1995. Ordinò l'omicidio di Lodovico Ligato.
  • Domenico Serraino, arrestato anch'egli nel 1995 insieme al fratello Paolo.

Fatti recenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 6 novembre 2013 La guardia di Finanza di Reggio Calabria conclude l'operazione Araba Fenice che ha portato all'esecuzione di 47 ordinanze di custodia cautelare a Reggio Calabria. Sono accusati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni, attività finanziaria abusiva, corruzione e peculato. Hanno inoltre sequestrato 14 società e beni del valore di 90 milioni di euro. I "colletti bianchi" arrestati sarebbero riconducibili alle famiglie Rosmini, Latella, Serraino, Audino e Nicolò[7][8].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Milano: le donne della ’Ndrangheta, Omicron Nr. 19, October 1999
  2. ^ Santa Margherita Di Giovine, Giordivite, girodivite.it. URL consultato il 31 marzo 2009.
  3. ^ Arrestati in 27 nel fortino della droga, in Espresso.it.
  4. ^ Santa Margherita Di Giovine, girodivite.it. URL consultato il 26 marzo 2009.
  5. ^ Calabria, sequestrati beni per 500 mila euro a un boss, orientamento.unipa.it. URL consultato il 31 marzo 2009.
  6. ^ BLITZ CONTRO I CLAN MAFIOSI DEI CONDELLO, ARANITI, SARACENO-FONTANA, ROSMINI-SERRAINO E RUGOLINO, in melitoonline.it.
  7. ^ Reggio Calabria, 47 arresti tra «colletti bianchi»: monopolizzavano l’attività edilizia, in Corriere.it, 06-11-2013. URL consultato il 06-11-2013.
  8. ^ ‘Ndrangheta, operazione Finanza: 47 arresti. “Colpita la zona grigia”, in Il fatto quotidiano, 06-11-2013. URL consultato il 06-11-2013.
  9. ^ Domenico naso, Lady ‘Ndrangheta, il documentario sulle donne della mafia più ricca e potente d’Italia, in fattoquotidiano.it, 06-03-2016. URL consultato il 18-12-2016.
  10. ^ "Lady 'Ndrangheta", a cura di Beatrice Borromeo - parte 1, in Sky TG24. URL consultato il 18-12-2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]