Sepolcro di Alessandro VII

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Tomba di Alessandro VII

Il sepolcro di Alessandro VII è il monumento funebre di papa Alessandro VII Chigi (1599-1667), fastosa opera di Gian Lorenzo Bernini realizzata dal 1672 al 1678 sui disegni e bozzetti dell'anziano artista, con la collaborazione dei suoi allievi; si trova nell'ambulacro della basilica di San Pietro in Vaticano, superato il transetto sinistro, sopra una porta lignea che conduce verso l'esterno, nella Città del Vaticano.

Gian Lorenzo Bernini; particolare del monumento funebre di Alessandro VII

Il sepolcro si differenzia di quello di papa Urbano VIII, eseguito dallo stesso Bernini per la medesima basilica di S. Pietro, ma anche da altri, che mostrano il papa seduto imperiosamente sul proprio trono. Il monumento è infatti composto da una statua raffigurante il pontefice umilmente inginocchiato in preghiera, il cui basamento sovrasta un ampio ed elegante drappo in marmo rosso, sul quale si appoggiano quattro statue femminili che impersonificano le virtù praticate da papa Alessandro. In primo piano a sinistra c'è la Carità con un bambino in braccio. A destra si trova la Verità, con un piede posato sopra un globo; si ritiene che sotto l'alluce, in corrispondenza dell'Inghilterra, vi sia una spina che rappresenterebbe la sofferenza causata al papa dall'espansione dell'anglicanesimo.

In secondo piano, rispettivamente a sinistra e a destra, si trovano Giustizia e Prudenza; le statue sono in marmo bianco, in netto contrasto cromatico con il rosso del panneggio realizzato in diaspro siciliano, e il verde e il nero dei marmi utilizzati per le parti architettoniche del monumento, come il basamento su cui prega Alessandro. Al centro, da sotto il drappo marmoreo emerge, con il capo ancora parzialmente celato come a volersene liberare, uno scheletro che impugna, sollevandola nella mano destra, una clessidra in bronzo dorato, simboleggiante lo scorrere lento, ma continuo, della vita; si tratta di un tema caro all'iconografia del periodo barocco, che si richiama alla «vanitas vanitatum».

Il monumento è considerato come uno tra i più spettacolari esempi del Barocco romano, sia per la bellezza della composizione, articolata su più livelli, sia per l'armonioso accostamento dei marmi policromi utilizzati per le diverse parti che lo compongono.