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Senza tetto né legge

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Senza tetto né legge
Mona (Sandrine Bonnaire) in una scena del film
Titolo originaleSans toit ni loi
Paese di produzioneFrancia
Anno1985
Durata100 min
Rapporto1,66:1
Generedrammatico
RegiaAgnès Varda
SoggettoAgnès Varda
SceneggiaturaAgnès Varda
FotografiaPatrick Blossier
MontaggioPatricia Mazuy e Agnès Varda
MusicheJoanna Bruzdowicz
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Senza tetto né legge (Sans toit ni loi) è un film del 1985 diretto da Agnès Varda.

Una ragazza morta per il freddo viene ritrovata da un uomo. Ha inizio così la narrazione di una voce fuori campo che parla della giovane, Mona, una vagabonda che vive per le strade di campagna. In seguito la pellicola torna indietro nel tempo e mostra la ragazza mentre cerca di nascondersi dalla polizia, rivelando poi nel corso del film tutti i suoi incontri occasionali, tra i quali ci sono un bracciante agricolo clandestino, una coppia di pastori di capre e una professoressa di botanica.

Con questa opera Varda disegna il ritratto di una disperazione senza rimedio.[1]

È stato scritto che in questo film la solare leggerezza presente in film come Du côté de la côte, pur bilanciata da un aspetto oscuro tanto da definire la Costa Azzurra il più bel cimitero della Francia, svanisce totalmente per far posto a una meditazione irretita dalla presenza del buio dell'anima. Jean-Marie Samocki infatti osserva come nella filmografia di Varda ci siano soltanto poche scene notturne, in La bonheur, in Documenteur e in questo Senza tetto né legge.[2]

Tullio Kezich a proposito del film si chiede: «È giusto adattarsi alle leggi generali della società o è più giusto ribellarsi? [...]. Il film vale soprattutto per la sua capacità di trasmetter discordanti sensazioni fisiche, ebrezza e disagio, felicità e disperazione; e la conseguente certezza che certi problemi morali e comportamentali, più che suscitare giudizi nelle tavole rotonde, andrebbero vissuti sul campo».[3] La regista poserà lo sguardo su una ribellione fuori dal sistema che diventa propositiva diversi anni dopo nel documentario La vita è un raccolto, tornando indietro nel tempo attraverso un'opera di Jean-François Millet, Le spigolatrici, e un'altra di Jules Breton, La Glaneuse.

Nel booklet del DVD sono riportati estratti da note critiche che riguardano il film. Serge Daney, su Libération del 5 dicembre 1985, scrive che nel film si sente il conflitto tra la voglia di comprendere tutto e quella di mostrare semplicemente. Fabrice Revault d'Allonnes, su Cinema 85 del 4 dicembre 1985, si focalizza su Mona quale ribelle scrivendo che anche lei ha ha la sua legge e le sue regole; quella di essere senza legge diventa la sua legge.[4]

Riconoscimenti

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  1. "Dizionario del cinema", di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag.78
  2. (FR) Jean-Marie Samocki, Dark Varda, in Cahiers du cinéma, n. 803, Paris, Novembre 2023, pp. 86-89.
  3. Tullio Kezich, Senza tetto né legge, in Oscar Manuali, Il film '80. Cinque anni al cinema 1982-1986, n. 175, Milano, Mondadori, novembre 1986, p. 224.
  4. (FR) Sandrine Bonnaire dans un film de Agnès Varda, L'Avant-scène n. 526 de novembre 03, Ciné-Tamaris.

Collegamenti esterni

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