Sentiero naturalistico Antonio Curò

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Sentiero naturalistico Antonio Curò
Lago venerocolo.jpg
I Laghi del Venerocolo, lambiti dal sentiero
Tipo percorsoSentiero escursionistico
Numero332, 416
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaBergamo Bergamo
Catena montuosaAlpi Orobie
Percorso
InizioRifugio Antonio Curò
FinePasso del Vivione
Altitudine max.2680 m s.l.m.
Altitudine min.1828 m s.l.m.
Dislivello850 m
Dettagli
Tempo totale8 ore 30 minuti (solo andata)
Difficoltàdifficile

Il sentiero naturalistico Antonio Curò è un percorso alpino che si sviluppa sulle Alpi Orobie. È stato realizzato dal C.A.I. di Bergamo seguendo per buona parte un percorso di guerra mai utilizzato a fini bellici, ed è stato intitolato al primo presidente della sezione Bergamasca del Club Alpino Italiano.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

I laghi della Cerviera visti dall'alto

Il sentiero parte dal rifugio Antonio Curò e arriva fino al passo del Vivione, in val di Scalve. Percorrere l'intero percorso del sentiero richiede almeno un paio di giorni; bisogna però considerare il fatto che il rifugio Curò è raggiungibile da Valbondione solo a piedi con una passeggiata di 900 metri di dislivello e due ore circa, e che il passo del Vivione non è servito dai mezzi pubblici: una strada molto stretta e aperta solo d'estate lo collega all'abitato di Schilpario, da cui dista 12 km circa.

Ci sono inoltre diverse interessanti varianti che, se si decide di seguirle, prolungano ulteriormente il sentiero.

Partendo dal rifugio Antonio Curò si costeggia a sud il lago del Barbellino fino a giungere alla cascata che, a destra, scarica le acque provenienti dalla valle della Cerviera. Prima di attraversare il ponte si prende a destra per la salita che costeggia la cascata e, giunti all'imbocco della valle, si procede lungo la sponda sinistra del torrente. Si prosegue in salita fino a passare un secondo salto d'acqua lasciandolo sulla sinistra e si giunge al bivio col sentiero che conduce ai laghi della Cerviera. I laghi si adagiano su un altopiano poco distante, se si ha il tempo vale la pena seguire la deviazione e visitarli.

Il cartello che indica il passo di Bondione

Di ritorno sul percorso principale bisogna cimentarsi in una salita piuttosto ripida che conduce alla Valle del Corno e al passo di Bondione. Ancora distanti dal passo, una deviazione sulla sx conduce lungo un anfiteatro naturale ai piedi del pizzo Recastello: in cima al ghiaione una via ferrata praticamente verticale porta in cresta al pizzo (non cimentatevi se non siete escursionisti esperti: la salita è classificata EE / ED, vale a dire Escursionisti Esperti / Escursionismo Difficile). Procedendo lungo il sentiero si attraversa un acquitrino e, dopo un'ulteriore salita, si arriva al passo di Bondione, che segna il confine tra valle Seriana e val di Scalve. Qui si incrocia il sentiero che da Lizzola di Valbondione conduce al pizzo dei Tre Confini: i 150 metri di dislivello non sono particolarmente impegnativi per chi ha le gambe allenate e volesse salirvi (diff.: EM).

Dal passo la discesa verso la pancia del monte Gleno è piuttosto ripida, ma una volta passato il salto si prosegue senza problemi fino al passo di Belviso, da dove è possibile ammirare la valle di Pila e il lago di Belviso.

Panorama dal passo di Belviso

Per chi volesse fare un'ulteriore deviazione, prima del passo un sentiero molto sdrucciolevole e ripido conduce al passo del Gleno e quindi in cresta fino al monte Gleno. La risalita qui è piuttosto scomoda per via della pendenza e dei continui smottamenti.

Ritornati al passo di Belviso si segue un saliscendi che conduce al rifugio Nani Tagliaferri.

Dal rifugio si prosegue per il sentiero che conduce al passo del Vo e che costeggia il monte Demignone fino a giungere al passo del Demignone, quindi si scende verso i laghi del Venerocolo.

Il sentiero costeggia il lago a nord e prosegue lungo la pancia sud-ovest del monte Venerocolo. Più avanti, in prossimità dei due laghetti detti di San Carlo, si dirama verso nord est un sentiero che conduce al passo del Sellerino, da dove un sentiero piuttosto ripido ed esposto conduce in vetta al monte Venerocolo.

Il sentiero prosegue in quota fino al passo del Gatto per poi scendere lungo la Costa di Valbona verso il lago di Valbona, costeggia il lago e prosegue scendendo lungo la Valbona fino ad arrivare al passo del Vivione.

Dal lago di Valbona c'è inoltre un sentiero che scende verso Schilpario che permette di evitare la strada asfaltata, ma è poco battuto ed è facilissimo perdersi.

Altimetria[modifica | modifica wikitesto]

grafico altimetrico del sentiero

Il sentiero presenta i dislivelli più marcati soprattutto nei tratti tra il lago del Barbellino e il passo di Bondione e tra il passo del Gatto e il passo del Vivione. Ci sono poi alcuni saliscendi lungo il percorso, ma una volta in quota il sentiero è più agevole.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Un marasso tra i sassi

Il sentiero attraversa zone poco frequentate e ricche di fauna (camosci, stambecchi, marmotte, vipere, mufloni) e flora (genepì, stelle alpine, genziana, genzianella, cardi) autoctona protetta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Club alpino italiano, Itinerario naturalistico Antonio Curò, Bergamo, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]