Senofonte Efesio

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Senofonte Efesio (in greco antico: Ξενοφῶν ὁ Εφέσιος, Xenophôn ho Ephésios; Efeso, II secoloIII secolo) è stato uno scrittore greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le informazioni relative alla sua vita sono quasi inesistenti. Alcuni elementi sono dedotti da citazioni contenute nei suoi scritti: ad esempio, la mancanza di qualsiasi accenno all'incendio e saccheggio dell'Artemision di Efeso da parte dei Goti nel 263,[1] permette di collocare la sua opera prima di quella data.

Racconti efesii su Abrocome e Anzia[modifica | modifica wikitesto]

Abrocome di Efeso, orgoglioso della sua bellezza (come Ippolito) disprezza Eros, il quale, per vendicarsi, lo fa innamorare della bellissima Anzia. I due si consumano di passione e i genitori, preoccupati per la situazione, consultano l'oracolo, il cui responso è chiaro: i due ragazzi si devono sposare, ma una miriade di pericoli li attende al di là del mare. Le nozze, infatti, culminano nel viaggio ad Efeso, dove vengono catturati dai pirati, separati e venduti come schiavi.

Il romanzo è la descrizione delle avventure parallele dei due protagonisti: Anzia viene imprigionata in una grotta e provocata da un brigante che tenta di violentarla. Lei lo uccide e i pirati la rinchiudono in una cisterna con due cani, ma il bandito che deve sorvegliarla, innamorato di lei, nutre i cani per placarli.

Abrocome, intanto, viene corteggiato da una donna sposata senza successo: è allora crocifisso vicino alle sponde del Nilo e, sulla croce, chiede agli dei del fiume la salvezza. Una folata di vento fa cadere la croce nel Nilo, dove i coccodrilli miracolosamente lo lasciano illeso.

Dopo alterne vicende, i due si rincontrano e si sposano.

Analisi critica[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo d'amore di Senofonte, secondo la testimonianza del lessico Suda, sarebbe stato costituito da 10 libri.[2] Poiché la redazione attualmente esistente, pur apparendo completa, è formata da soli 5 libri, probabilmente il testo tramandato è solo un'epitome del romanzo originale.

Le vicende dei due innamorati, Abrocome e Anzia, che superano una serie di disavventure prima di riuscire a ritrovarsi, ricordano quella di altri romanzi erotici greci. A differenza di altri autori, Senofonte Efesio ambienta le sue vicende ai suoi tempi e nel familiare Mediterraneo.

Lo stile è semplice e la psicologia dei personaggi superficiale, anche se ciò potrebbe anche essere imputato alla schematicità di molti punti, evidentemente riassunti da un epitomatore, come dimostrabile dalla prevalenza dei costrutti paratattici su quelli ipotattici.[3]

Tradizione e fortuna[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo di Senofonte Efesio, così come quello di Caritone di Afrodisia, è trasmesso da un unico manoscritto,[4] il manoscritto Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conventi Soppressi 627 [XIII secolo], ff. 70v-79[5][6] (normalmente indicato in sigla con F). L'editio princeps fu pubblicata a Londra da A. Cocchi nel 1726, in netto ritardo rispetto ad Eliodoro di Emesa (Basel 1534), Achille Tazio (Heidelberg 1601) e Longo Sofista (Firenze 1598); l'unico romanziere greco pubblicato per la prima volta dopo Senofonte fu lo stesso Caritone (Amsterdam 1750). Già dal 1723, comunque, circolava la traduzione italiana di A. M. Salvini.[7][8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ II 13.
  2. ^ Suda, ξ 50.
  3. ^ R. Nuti, Introduzione, in Il romanzo antico greco e latino. Firenze, Sansoni, 1981, a cura di Quintino Cataudella, p. 184.
  4. ^ Ne sono recensiti altri sei testimoni (Xenophon scriptor eroticus, su Pinakes.irht.cnrs.fr), ma sono tutte copie moderne derivate dal Laurenziano (cf. la praefatio dell'edizione di O'Sullivan).
  5. ^ Pinakes | Πίνακες - Notice : Italia, Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana (BML), Conv. Soppr., 627, su pinakes.irht.cnrs.fr. URL consultato il 23 luglio 2020.
  6. ^ Codice di famigerata difficoltà, a causa delle dimensioni tascabili (140 fogli di 17,2 cm × 12,8 cm) inversamente proporzionali alla fittezza di contenuti: la grafia microscopica in cui è vergato supera costantemente i 50 righi per pagina, con punte di 58 righi. Contiene quattro romanzieri greci su cinque concentrati in poco più di 50 pagine (nell'ordine: Longo, Achille Tazio [fino a IV, 4], Caritone, Senofonte Efesio) e diverse opere di autori bizantini (Teodoro II Ducas Lascaris, Giorgio Acropolite, Simeone Metafraste, Manuele Olobolo, Niceforo Blemmide, Costantino Manasse, Cristoforo Mitileneo, Teodoro Prodromo, Giovanni Tzetzes, Giovanni Mauropo, Teodoro Scutariote) e tardoantichi (Atanasio di Alessandria, Doroteo di Gaza, lettere di Basilio di Cesarea, Gregorio Nisseno e Gregorio Nazianzeno). Vd. l'Introduzione a Caritone di Afrodisia, Il romanzo di Calliroe, a cura di Renata Roncali, Milano, Rizzoli, 1996 («BUR. Classici greci e latini»), pp. 7-8.
  7. ^ Xenophon Ephesius ed. O' Sullivan, praefatio (pp. v-xvii).
  8. ^ Giuseppe Zanetto, Xenophon Ephesius, De Anthia et Habrocome Ephesiacorum libri 5. Edidit James N. O’Sullivan. München/Leipzig: Saur 2005, in Gnomon, vol. 80, 2008, pp. 294-98.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Xénophon d’Éphèse, Les Éphésiaques ou Le Roman d’Habrocomès et d’Anthia, texte établi et traduit par G. Dalmeyda, Paris, Les Belles Lettres, 1926 («Collection des Universités de France. Série Grecque» 35).
  • Xenophon Ephesius, Ephesiacorum libri V. De amoribus Anthiae et Abrocomae, edidit Athanasios D. Papanikolau, Lipsiae, in aedibus B. G. Teubner, 1973 («Biblioteca Teubneriana»).
  • Xenophon Ephesius, De Anthia et Habrocome Ephesiacorum libri V, ed. James N. O'Sullivan, Monachii et Lipsiae, in aedibus K. G. Saur, 2005 («Biblioteca Teubneriana»).

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Il romanzo classico, a cura di Quintino Cataudella, Roma, Casini, 1958.
  • Renzo Nuti in Il romanzo antico greco e latino, a cura di Quintino Cataudella, Firenze, Sansoni, 1981.
  • Storie d'amore antiche, a cura di Luciano Canfora, Bari, Dedalo, 1987 («Storia e civiltà» 19).
  • Romanzi greci. Caritone d'Afrodisia, Senofonte Efesio, Longo Sofista, a cura di Alberto Borgogno, Torino, UTET, 2005 («Classici greci»).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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