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Sennedjem

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Sennedjem che significa "dolce fratello",

T22
N35
M29 Aa15
Y1
A52

sn - nḏm

era un artigiano che lavorava nella necropoli della Valle dei Re e che visse durante la XIX dinastia al servizio di Seti I e di suo figlio il grande Ramses II.

Tomba di Sennedjem con la sua piccola piramide.

Aveva il titolo di Servitore del luogo della verità a ovest di Tebe

F21
Aa15
D36
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perché proprio dove lavorava avveniva la psicostasia ma era anche un funzionario di rango elevato con l'incarico di sorvegliante della necropoli dei re come dimostra la scena parietale che lo ritrae con lo scettro sekhem, simbolo di potere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Viveva a Deir el-Medina, nel villaggio per le maestranze, fondato da Thutmose I, che erano impiegate nella costruzione delle reali sepolture e fu seppellito nella sua tomba nelle immediate adiacenze della sua abitazione. La famiglia di Sennedjem risultava composta dalla sua sposa Inyferti, il figlio Khonsu e la sua sposa, l'altro figlio Khabekhnet con due mogli e numerosi altri figli, tra cui Bunakhtef e Rahotep. Vi erano poi il padre Khabekhnet e la madre Tahennu.

Necropoli[modifica | modifica wikitesto]

Le tombe degli artigiani di Deir el-Medina erano di modeste dimensioni ma le decorazioni interne rispecchiavano la notevole abilità di chi lavorava per la nobiltà più esigente e lo stesso sovrano. Questi artigiani preparavano la propria dimora per l'eternità probabilmente durante le pause dal lavoro.

Tomba TT1[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Sennedjem, catalogata TT1, era stata scoperta intatta il 31 gennaio 1886 ma solamente il I Febbraio venne acquisita dalle autorità tra cui Gaston Maspero, Bouriant e Toda.[1]

Sotto un elaborato baldacchino, Sennedjem è deposto con la testa ad ovest, sopra un letto zoomorfo dove il leone simboleggia la fine del viaggio nel Duat.
Sennedjem, il cui braccio sinistro è raffigurato come quello destro, raccoglie piante di lino mentre la sua sposa le lega in covoni.

L'ipogeo era una tomba di famiglia dove vi erano almeno venti mummie di varie generazioni e la vicina tomba catalogata TT2 apparteneva a due figli di Sennedjem, Khabekhmet e Khonsu. La tomba è importante perché essendo stata trovata ancora sigillata ha consentito di ricostruire la famiglia del defunto e di conoscere le usanze funebri familiari durante il Nuovo Regno.

Delle venti persone sepolte, nove avevano un sarcofago e le rimanenti undici erano solo avvolte dalle bende, presumendo quindi, per queste ultime, un non elevato ceto sociale.

Inyferti semina dietro al consorte che ara mentre frusta due vacche.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Della parte esterna, costituita da due piloni, un cortile e una cappella con piramide, non è rimasto nulla tranne il pyramidion che è stato ricostruito dai frammenti ritrovati sparsi tra le rovine mentre alla camera sepolcrale si accede mediante un pozzo situato nel cortile.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Ma la vera ricchezza della tomba è nelle splendide pitture parietali ricche di decorazioni con complicate scene tratte dal Libro dei morti e si ipotizza la stessa mano di artista che aveva decorato la tomba di Nefertari, con la quale vi sono vari punti in comune.

Osiride con le scettro e flagello. Ai lati una nebride.

All'ingresso della tomba vi era una splendida porta di legno di sicomoro, dipinta di giallo con scene tratte dal capitolo 17 del Libro dei Morti ed oggi conservate al Museo egizio del Cairo. In realtà tutto l'ipogeo è di color ocra sia per imitare il colore del papiro sia per indicare quello dell'oro, come carne degli dei.

Nelle pitture parietali, oltre Sennedjem vi è anche la sua sposa Inyferti che significa "Quella che viene in bellezza"

M18 M17 Z4
D54
F35 U33 M17 B1

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come nella scena più nota e ricercata della tomba, quella dei Campi di Iaru, dove entrambi arano e mietono, dopo che il defunto è stato dichiarato "Giusto di voce".

Sono anche raffigurati il padre Khabenkenet, il figlio Bunakhtef sacerdote vestito con la pelle di leopardo, il figlio Rahotep rappresentato su una barca e il figlio Khonsu durante il rito della Apertura della bocca sulla mummia del genitore.

Sennedjem, con la sua sposa, gioca al senet

Molto conosciuta è anche la rappresentazione di Sennedjem, con la sposa vicino, che gioca al Senet spostando una pedina mentre al posto dell'avversario, invisibile, vi è una tavola delle offerte. Questo perché la partita giocata è il simbolismo della faticosa strada verso la rinascita e che finirà solo quando il defunto sarà dichiarato giustificato.

Gran parte del corredo funebre costituito da vasi, mobilia e alimenti è stato distribuito a numerosi musei, come quello di Torino e la maggior parte dei reperti non risulta neanche esposto.

Nella tomba insieme alle suppellettili tipiche dei corredi funebri sono stati rinvenuti due ostrakon con parti del racconto di Sinuhe l'egiziano.

La tomba di Sennedjem è uno dei migliori esempi di arte pittorica ramesside, la più interessante e la meglio conservata del sito.

Altri nomi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sennedyem
  • Sennegiem
  • Sennudem
  • Sennutem
  • Sen-Nedjem

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Tosi, Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell'Antico Egitto, vol. II, pag. 157, Ananke

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Tosi, Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell'Antico Egitto, vol. II, Ananke, ISBN 88-7325-115-3
  • Touregypt [1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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