Senigaglia

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I Senigaglia (o Sinigaglia come alcuni rami hanno deciso di chiamarsi più tardi negli anni) sono un'antica famiglia ebraica italiana, la cui esistenza può essere fatta risalire fino a quasi 800 anni, in quei tempi oscuri e nebulosi tra il Medio Evo e il Rinascimento.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Da dove sono venuti?[modifica | modifica wikitesto]

Un'origine spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Una teoria indica un'origine spagnola, sull'ipotesi che la famiglia abbandonò la Spagna a causa dell'Inquisizione. Tuttavia, 22 anni prima del 1492 (anno dell'espulsione dalla Spagna) si era già stabilita in Italia, probabilmente a Senigallia. A parte l'incongruenza della data, sembra improbabile che delle famiglie che fuggivano dalla Santa Inquisizione e dal Vaticano, si stabilissero in una città governata praticamente dallo stesso Papa, sia che fosse Alessandro VI Borgia o Giulio II Della Rovere.

Un'origine romana[modifica | modifica wikitesto]

Una teoria più ragionevole parla di un'origine romana. Il quarto concilio Lateranense nel 1215 stabili quanto segue:

LXVII Circa l'usura dei Giudei

Più la religione cristiana frena l'esercizio dell'usura, tanto più gravemente prende piede in ciò la malvagità dei Giudei, così che in breve le ricchezze dei cristiani saranno esaurite. Volendo, pertanto aiutare i cristiani a sfuggire ai Giudei, stabiliamo con questo decreto sinodale che se in seguito i Giudei, sotto qualsiasi pretesto, estorcessero ai cristiani interessi gravi e smodati, sia proibito ogni loro commercio con i cristiani, fino a che non abbiano convenientemente riparato. Così pure i cristiani, se fosse necessario, siano obbligati, senza possibilità di appello, con minaccia di censura ecclesiastica, ad astenersi dal commercio con essi. Ingiungiamo poi ai principi di risparmiare a questo riguardo ai cristiani, cercando piuttosto di impedire ai Giudei di commettere ingiustizie tanto gravi. Sotto minaccia della stessa pena, stabiliamo che i Giudei siano costretti a fare il loro dovere verso le chiese per quanto riguarda le decime e le offerte dovute, che erano solite ricevere dai cristiani per le case e altri possessi, prima che a qualsiasi titolo passassero ai Giudei, in modo che le chiese non ne abbiano alcun danno.[1]

Via Salaria e Via Flaminia

Durante i secoli successivi un certo numero di famiglie ebree romane lasciò Roma o per loro decisione o incoraggiati dalla Chiesa per recarsi in varie città o villaggi allo scopo di aprire piccole banche feneratizie (allo scopo di sostituirsi ai cristiani in quegli affari). Viaggiarono lungo la via Salaria o la via Flaminia portando con sé le loro abilità artigianali con i corrispondenti nomi di famiglia: Orefice, Tessitori, Tintori, Della Seta.

Altre possibili origini[modifica | modifica wikitesto]

Gli ebrei Askenanazi arrivarono da paesi di lingua tedesca, dopo la peste nera del 1348 (che le comunità ebraiche furono accusate di provocare, con la conseguenza che molti ebrei furono bruciati vivi). Le persone e le famiglie che ebbero la fortuna di sopravvivere, si spostarono a Venezia e ad Ancona, probabilmente perché la vicinanza del mare le faceva sentire più sicure. Gli ebrei sefarditi (la parola deriva da “Spagna”, Sepharad in ebraico) espulsi dalla Spagna nel 1492, iniziarono una lunga migrazione che, attraverso il Portogallo e i paesi del Nord Europa, li portò a Livorno e successivamente nelle Marche, nel sedicesimo secolo.

Arrivo a Senigallia[modifica | modifica wikitesto]

Storia di Senigallia[modifica | modifica wikitesto]

Come conseguenza della marginalizzazione della comunità ebraica, molte famiglie ebree lasciano Roma ne XII, XIV e XV secolo per raggiungere villaggi e città nelle Marche. Un elenco non completo include: Ancona, Ascoli, Barchi, Belforte, Cagli, Camerino, Cingoli, Corinaldo, Fano, Jesi, Macerata, Mondolfo, Mombaroccio, Montefiore, Osimo, Pergola, Perugia, Pesaro, Recanati, Rimini, Tolentino e Urbino.

I tre rami[modifica | modifica wikitesto]

Interno della Sinagoga di Gorizia. Per gentile concessione dell'autore, Elisabetta Loricchio, Presidente dell'Associazione "Amici d'Israele- Gorizia"

Tra queste famiglie, Leucius portò la sua a raggiungere Senigallia e vi si installò. Leucius nacque probabilmente attorno al 1359 EV e non è noto quando lasciò Roma per raggiungere la sua nuova città. Alla fine del quindicesimo secolo, la famiglia lascio' Senigallia per trovare luoghi dove la vita fosse meno pericolosa.

Un gruppo raggiunse Mantova (Daniel e Isac da Senigallia, banchieri alla Volta Mantovana)[3] mentre un altro gruppo condotto da H'anna'el Graziadio[4]

Corrispondenza del nome Graziadio col nome H'anna'el[4]

arrivò prima a Modena e in seguito a Scandiano, a quei tempi un piccolo paese non lontano da Modena e sottoposto al Duca di Ferrara.

Qui ricominciarono le loro attività feneratizie e si riformarono una confortevole situazione finanziaria, che incluse tra l'altro una casa, una scuola e la Sinagoga. Nel 1656 vendettero ogni cosa alla famiglia Almansi[5], che arrivò a Scandiano dalla Spagna, e i Senigaglia abbandonarono Scandiano.

Da questo momento la famiglia si divide in tre rami:

  • il primo rientrò a Modena e in seguito tornerà a Senigallia[6]: cambiarono il loro nome in Sinigaglia dal precedente Senigaglia
  • il secondo ramo si stabilì a Lugo dove divennero ricchi mercanti e famosi orefici. Anche loro si cambiarono il nome in Sinigaglia.[7]
  • il terzo ramo, guidato da Baruch (Benedetto) Senigaglia[8] si stabilì a Gorizia, una bella cittadina a 40 chilometri a nord di Trieste.[9]

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico

Stemmi[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del ramo di Lugo

Sono noti 2 stemmi familiari: il primo del ramo di Lugo: un'aquila azzurra che vola in un cielo d'argento.[10]

Stemma del ramo di Gorizia

Il secondo è del ramo di Gorizia. Le monete d'oro visibili sul mantello rosso costituiscono una leggenda familiare: sarebbero state prestate a Napoleone e mai restituite. In cambio del prestito, l'Imperatore avrebbe concesso il diritto di esporle sullo stemma, fino alla restituzione del prestito.[11]

Personaggi di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

  • Izchak ben Avigdor da Senigallia (1491), banchiere alla Volta Mantovana
  • Abraham Senigallia(1632), banchiere alla Volta Mantovana
  • Israel Jacob Senigallia, professore di chirurgia alla scuola medica di Mantova (1751-1752)
  • Abraham Salomon Senigallia (1715) è uno dei tre capi di Hadashim labakarim (per gli studi sacri)
  • Solomon Jedidiah Sinigaglia fu rabbino e mohel a Scandiano nel 1639. Più tardi si trasferì a Modena.[12]
  • Abraham Vita Sinigaglia: rabbino di Modena nella prima metà del XVIII secolo[12]
  • Solomon Jedidiah Sinigaglia: rabbino a Modena nel XVIII secolo[12]
  • Moises Elijah Sinigaglia (1763-1849) rabbino a Modena[12]
  • Graziadio Ghedalia Sinigaglia da Lugo. Famoso orefice
  • Isaac Sinigaglia, ultimo rabbino a Lugo
  • Jacob Senigaglia a Gorizia: vinse una causa in tribunale contro l'Impero austriaco per ottenere il diritto di proprietà di case e terre fuori dal Ghetto
  • Isaac Senigaglia in Gorizia: banchiere e commerciante di seta
  • Gilberto Senigaglia in Trieste, medico ginecologo e esponente socialista[13]
  • Oscar Sinigaglia. Fondatore dell'industria siderurgica italiana[14]

Il cimitero di Valdirose[modifica | modifica wikitesto]

Scritta.jpg

Il cimitero è forse il luogo più commovente che io abbia mai visto, tutte le lapidi sono orientate verso Gerusalemme e alcune tombe sono coperte di piccoli sassi, perché - secondo l'usanza ebraica - invece di viori si lasciano piccoli ciottoli in ricordo di quando durante la peregrinazione nel Sinai, si dovettero ricoprire i defunti per evitare che venissero divorati da animali selvatici.

La Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il cimitero di Valdirose (Valdirose, o in sloveno Rozna Dolina, in tedesco Rosenthal) si trova in un paesino della Slovenia, frazione del comune di Nova Gorica. La località è situata alle pendici della collina del Rafut, ove si trova la villa Senigaglia, sulla direttrice che collega Gorizia alla Slovenia oltre il confine di Casa Rossa, a ridosso del confine italo-sloveno.

Chi sono i defunti?[modifica | modifica wikitesto]

Praticamente tutti abitanti o originari di Gorizia. Anche volendo tralasciare le ipotesi sui primi insediamenti ebraici a Gorizia, nel diciottesimo secolo la loro presenza era ben attuale, come si puo' desumere da Hatkva - La Speranza, Attraverso l'ebraismo goriziano e dall'ancora più completo libro di Orietta Altieri, La comunita' ebraica di Gorizia: caratteristiche demografiche, economiche e sociali (1778-1900).

La composizione per famiglie a Gorizia si può forse ricavare dall’Elenco dei Sepolti nel cimitero di Gorizia:

Morpurgo 158 18.3 %

Gentilli 135 15.6

Luzzatto 104 12.0

Pincherle 67 7.7

Bolaffio 51 5.9

Senigaglia 46 5.3

Jona 30 3.5

Richetti 25 2.9

Dorfles 22 2.5

Michlstaedter 16 1.8

Norsa 15 1.7

Pavia 12 1.4

Reggio 7 0.8

Altri 177 20.6

Totale 865 100.0

Questo elenco, di cui ho copia, fu scritto da Samuel Jona nel 1876 e successivamento completato a tutto il 1930 ed è in parte mostrato da Maria Elisabetta Loricchio nel suo libro Beth ha Chajim - La casa dei viventi, dove, oltre ad una serie di interessanti interventi, pubblica una serie di fotografie, purtroppo tutte in bianco e nero e non sempre ben a fuoco. Forse valeva la pena, essendo sul posto, di fare una nuova serie di fotografie a colori.

Allora, apriamo il cancello

Cancelloentrata.jpg

ed entriamo.

Per avere un’idea di quello che troveremo vale la pena di guardare questo filmato: www.youtube.com/watch?v=Pg7Bh41p3jE.

il filmato è stato pubblicato il 2 dicembre del 2013. Non oso pensare in che stato è oggi, che tristezza!

Comunque, seguendo il libro della signora Loricchio, incontro una fotografia della lapide di Grassin Davide Bolaffio, che aveva un deposito di vini in Largo Pacassi 9 a Gorizia, subito sotto la collina del Rafut, dove abitava Arrigo Senigaglia.

Il gerente di questo deposito era Umberto Armani, che qui si incontrava per un bianchino col suo amico Arrigo. I due amici furono uccisi appena scesi dal treno ad Auschwitz l’undici dicembre 1943

Il gerente di questo deposito era Umberto Armani, che qui si incontrava per un bianchino col suo amico Arrigo. I due amici furono uccisi appena scesi dal treno ad Auschwitz l’undici dicembre 1943

La fotografia a pagina 75 mostra un dettaglio della lapide di Ermanno Levi, padre di Bona Tova, moglie di Isacco Senigaglia.

BonaL.jpg
IsaccoS.jpg

Bona Levi a sinistra e Isacco Senigaglia a destra

A pagina 117 ci sono le due fotografie di Ugo e Giuseppe Senigaglia, Ugo essendo figlio di Giuseppe, mentre Giuseppe è figlio di Isacco:

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Giuseppe Senigaglia a sinistra e sua moglie Anastasia Halperson a destra.

Un fratello di Giuseppe è Alberto, la cui lapide si accompagna a quella della sua prima moglie Sara Chiara

SaraC.jpg
AlbertoS.jpg

Sara Chiara a sinistra e Alberto a destra.

I discendenti di Alberto e della sua seconda moglie Maria Breuer vivono attualmente in California.

BsbettiS.jpg

Tra i personaggi celebri del goriziano ci fu Abramo Reggio, uomo di vastissima cultura accompagato durante la vita da sua moglie Betty Bersabea Senigaglia, detta Babetti famosa per la sua dolcezza.

Per non dimenticare Alberto Michlstaedter, la cui lapide viene mostrata da Elisabetta Loricchio a pagina 111 del suo libro: come l’ho vista, mi ha fatto venir voglia di tornare a leggere la sua conferenza “La Menzogna”, da lui tenuta a Trieste il 13 aprile 1894, il cui testo ha autografato per l’amico e cugino Gilberto Senigaglia-

Anche suo figlio Carlo Raimondo (Ghedalia Ram) che è stato uno scrittore, filosofo e letterato italiano,autore tra l’altro di La Persuasione e la Rettorica, è sepolto qui.

Per chiudere questa presentazione ecco la lapide del primo Senigaglia di cui sia nota la presenza a Gorizia: Benedetto Benezion Senigaglia:

001S.jpg
002s.jpg

Benetto un dettaglio

Ma veramente questo cimitero deve essere abbandonato alla rovina?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo del IV Concilio Lateranense
  2. ^ Senigallia, Sigismondo favorì fortemente la vecchia Fiera della Maddalena e instaurò aiuti fiscali per chi volesse stabilirsi bella "nuova città", attirando così molta gente da varie parti d'Italia, tra le quali il cuore delle susseguenti comunità ebraiche, che aiutarono a rinforzare il commercio locale.
  3. ^ V. Colorni, Judaica minore, Milano 1983 e Shlomo Simonshon, History of the Jews in the Duchy of Mantua, Jerusalem, 1977.
  4. ^ a b Come dalla foto, ottenuta dalla Comunità ebraica di Losanna.
  5. ^ Archivio di Stato Reggio Emilia (Notarile) Notaio Pegolotti Livio, vol. X, 7 gennaio 1676.
  6. ^ Corrispondenza con Emma Sinigaglia Foà. Archivio Bruno Bersano Senigaglia.
  7. ^ Famiglia Sinigaglia (Sinigallia).
  8. ^ Contratto di Matrimonio, datato 20. 10. 1714 tra Judita Bolaffio e Jacob Pincherle, con Baruch Senigaglia come testimone. Archivio Bruno Bersano Senigaglia.
  9. ^ Bruno Bersano Senigaglia: La famiglia Senigaglia - Rassegna mensile di Israele, vol. LVII - III serie - 1991.
  10. ^ F.Pisa: Parnassim, Le grandi famiglie ebraiche italiane dal sec. XI al XIX.
  11. ^ Archivio Bruno Bersano Senigaglia and tombstones in the Gorizia cemitery.
  12. ^ a b c d Jewish Encyclopedia, Sinigaglia family
  13. ^ Rete Civica Trieste
  14. ^ Corrispondenza con Emma Sinigaglia Foà (20. 07. 1990). Archivio Bruno Bersano Senigaglia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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