Seminario maggiore arcivescovile di Firenze

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Coordinate: 43°46′12.97″N 11°14′39.65″E / 43.770269°N 11.244347°E43.770269; 11.244347

Seminario maggiore arcivescovile di Firenze
Florence seminary.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Città Firenze
Dati generali
Fondazione 4 novembre 1712
Tipo Seminario maggiore
Rettore mons. Gian Luca Bitossi
Mappa di localizzazione
Sito web

Il seminario maggiore arcivescovile di Firenze si trova in Piazza di Cestello nel quartiere di Oltrarno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'antico monastero di Cestello.

L'attuale seminario maggiore arcivescovile fiorentino fu fondato il 4 novembre 1712 dall'arcivescovo Tommaso Bonaventura della Gherardesca, anche se all'epoca si trovava in via dei Cerretani, dove rimase fino al 1784. Oggi è annesso alla chiesa di San Frediano in Cestello nei locali dell'ex monastero di Santa Maria degli Angioli (anche detto di Santa Maria del Popolo) delle carmelitane di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, risistemati nel 1628 da Gherardo Silvani in occasione del passaggio della struttura all'ordine cistercense; soppresso il monastero nel 1782, il Cestello divenne due anni dopo la sede del seminario diocesano per volere dell'arcivescovo Antonio Martini.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del complesso religioso vi sono due chiostri e l'ex refettorio (ora aula magna) con un grande affresco di Bernardino Poccetti raffigurante la Cena di Gesù dopo il digiuno nel deserto.

Al pian terreno il corridoio maggiore è coperto da volta e risale all'epoca del Silvani, come anche le sale a questo piano, il refettorio, le celle dei religiosi e i due chiostri.

Il chiostro più grande, di San Bernardo, deve il suo nome alla statua di San Bernardo di Chiaravalle che calpesta il demonio di Giuseppe Piamontini (1702), posta al centro; è di forma rettangolare con cinque arcate a tutto sesto sui lati corti e sei su quelli lunghi, poggianti su colonne con capitelli ionici. Sui peducci sono inseriti stemmi degli abati, presenti anche nel refettorio. Al di sopra della cornice marcapiano, una serie di finestre architravate si affaccia sul chiostro.

Interno della cappella maggiore

Il secondo chiostro, con al centro la statua di Santa Maria Maddalena de' Pazzi di Antonio Montauti (1726), presenta pure il portico su quattro lati, con cinque arcate per lato, colonne doriche e volte a crociera. Tra gli affreschi che decorano le pareti del portico, uno proviene da un antico tabernacolo sul ponte alla Carraia.

Tra i due chiostri, al pianterreno, si sviluppa la cappella maggiore; questa è a navata unica, coperta con volta a botte lunettata e illuminata da finestre rettangolari che si aprono lungo la parete di sinistra. L'aula è separata dal presbiterio tramite una serliana in pietra serena, poggiante su pilastri quadrangolari; la parete di fondo ospita un crocifisso ligneo scolpito e, entro una nicchia, l'organo a canne Mascioni opus 843.[2] Al di sotto della cappella maggiore vi è la cripta, ove trovano luogo il pozzo e il lavatoio usati da santa Maria Maddelena de' Pazzi, la cui cella, situata al primo piano, è anch'essa adibita a cappella.

Nella biblioteca sono conservati il celebre Codice Rustici (1448) e altri codici medievali.

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ O. Fantozzi Micali, P. Roselli, p. 141.
  2. ^ Elenco Nuovi, su mascioni-organs.com. URL consultato il 12 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Osanna Fantozzi Micali e Piero Roselli, Le soppressioni dei conventi a Firenze. Riuso e trasformazioni dal sec. XVIII in poi, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1980, ISBN non esistente.
  • Mariella Zoppi e Cristina Donati, Guida ai chiostri e ai cortili di Firenze, Firenze, Alinea, 1997, ISBN 9788881251803.
  • Emilio Sanesi, Il seminario fiorentino nel diario del suo fondatore e nelle memorie dei suoi rettori, Firenze, Pagnini, 2010, ISBN 9788882513375.

Persone legate al seminario[modifica | modifica wikitesto]

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