Semidispari

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Con il termine semidispari intendiamo un numero esprimibile nella forma

n + \dfrac{1}{2},

dove n denota un numero intero. Esempi di numeri semidispari sono:

4½, 7/2, −13/2, 8,5

Spesso questi numeri vengono detti seminteri o semi-interi (in inglese half-integer); qui preferiamo il termine semidispari[senza fonte].

Si noti che, in generale, la metà di un numero intero non è un numero semidispari. In particolare, la metà di un numero pari è un numero intero ma non è un numero semidispari, mentre la metà di un numero dispari è semidispari.

L'insieme dei semidispari spesso viene denotato con

\mathbb Z + {1\over 2}.

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

I semidispari si incontrano in numerosi contesti; meritano quindi un termine specifico. Ad esempio il più denso packing reticolare (lattice packing) dello spazio quadridimensionale costituito da sfere di raggio 1 vede le sfere con i centri in punti che hanno tutte le coordinate aut intere aut semidispari. Questo packing è strettamente collegato con i quaternioni di Hurwitz, quaternioni i cui coefficienti reali sono tutti aut interi, aut semidispari.

In meccanica quantistica (e successivamente nella fisica della materia e nella chimica delle molecole), in conseguenza del principio di esclusione di Pauli, si incontrano sistematicamente i fermioni, particelle elementari caratterizzate dall'avere spin semidispari. I livelli energetici dell'oscillatore armonico quantistico sono dati da multipli semidispari positivi di h\nu; questo implica in particolare che il livello energetico più basso non è nullo.

Nella variabile di Raven i semidispari vengono utilizzati come spartiacque fra la quantità nota e quella ignota.[non chiaro]

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