Semestre bianco

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Il semestre bianco è il periodo di tempo corrispondente agli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica Italiana, durante il quale al Presidente è vietato per legge sciogliere le Camere. Tale limitazione intende evitare colpi di mano da parte del Presidente, il quale potrebbe sciogliere le Camere quando manca poco tempo alla scadenza del suo mandato con l'intenzione di posticipare l'elezione del proprio successore o addirittura di sbarazzarsi di un parlamento non favorevole alla sua rielezione o all'elezione di un candidato avente il suo sostegno.

Originariamente non erano previste eccezioni. In vista del semestre bianco di Francesco Cossiga, tuttavia, il cui mandato sarebbe cessato il 3 luglio 1992 e pertanto si sovrapponeva agli ultimi mesi della X Legislatura (che andava a naturale scadenza il 2 luglio dello stesso anno), ci si accorse che paradossalmente il Presidente non avrebbe potuto sciogliere un parlamento che era a sua volta in scadenza di mandato.

Da ciò derivò modifica del secondo comma dell'articolo 88 della Costituzione, che permette lo scioglimento delle Camere anche durante il semestre bianco se esso coincide con gli ultimi sei mesi della legislatura.[1]

Fonte giuridica[modifica | modifica wikitesto]

L'articolo 88 della Costituzione della Repubblica Italiana riporta:

«Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge costituzionale n. 1 del 4 novembre 1991

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]