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Selfie

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Il selfie, termine derivato dalla lingua inglese, è un autoritratto realizzato attraverso una fotocamera digitale compatta, uno smartphone, un tablet o una webcam puntati verso sé stessi o verso uno specchio, e condiviso sui social network[1][2].

Proprio questa dimensione social e l'assenza di peculiarità o intenzioni artistiche, distinguono il selfie dall'autoritratto fotografico[3][4].

Storia

Selfie di un macaco impadronitosi di una apparecchiatura fotografica

Diffusione

La nascita del selfie, come fenomeno di costume dotato di sue peculiarità rispetto al tradizionale autoscatto amatoriale praticato anche ai tempi della fotografia analogica, è legato al diffondersi, nei primi anni duemila, della fotografia digitale e dei social network. Questa dinamica è stata preponderante soprattutto nella generazione dei cosiddetti millenials, gli utenti più giovani dei social media.[5]

La tecnologia digitale ha infatti contribuito a rendere più agevoli gli autoscatti, grazie alla possibilità di usare lo schermo a cristalli liquidi invece che il mirino e all'introduzione della fotocamera frontale nell'iPhone 4 da parte della Apple nel 2010. Sul fronte dei social network, tra il 2006 e il 2010, My Space richiedeva agli iscritti di pubblicare una fotografia di se stessi, tanto che scatti di questo tipo cominciarono a divenire noti come «MySpace pics» (dove «pics» è l'abbreviazione di «pictures»)[6].

Negli anni del dominio di Facebook nel panorama dei social network il selfie, in precedenza abitualmente scattato in solitudine, si è reso autonomo dall'originaria funzione di realizzazione di un'immagine del profilo e si è evoluto rimanendo comunque funzionale al nuovo ruolo che le reti sociali hanno assunto. In primo luogo l'enfasi posta sulla descrizione della propria vita sui social network ha reso infatti la documentazione fotografica una parte indissolubile di tale narrazione[7]: le immagini vengono scattate in numerosissime circostanze e il social network non è che lo strumento comunicativo per la loro diffusione fra amici e conoscenti. In secondo luogo l'attenzione alla dimensione sociale degli iscritti e il loro essere al centro di una rete di amicizie e conoscenze ha portato alla rapida diffusione dell'abitudine al selfie di gruppo[6].

Fenomeno globale

Selfie nello spazio dell'astronauta Luca Parmitano, puntando la fotocamera verso la visiera, con riflesso a specchio, del suo casco

L'abitudine di scattare selfie è enormemente aumentata, anche sull'esempio di molti personaggi dello spettacolo[6]. I selfie si sono quindi progressivamente diffusi a livello di massa anche fuori dai tradizionali media sociali.

Nel 2013, con il patrocinio del Museum of Modern Art, si è tenuta a New York la mostra Art in Translation: Selfie, The 20/20 Experience, nella quale i visitatori hanno potuto usufruire di una fotocamera digitale per fotografare sé stessi in un grande specchio[8].

L'immagine che ritraeva intenti a scattarsi un selfie ai funerali di Nelson Mandela nel dicembre 2013 il presidente Barack Obama, la premier danese Helle Thorning-Schmidt e il primo ministro britannico David Cameron è stata diffusa sui principali quotidiani ed ha generato un dibattito su un tale gesto da parte di figure istituzionali a un evento pubblico[5].

A questa pochi mesi dopo è seguita la foto di gruppo di Ellen DeGeneres ai Premi Oscar 2014, divenuta una delle più retwittate di tutti i tempi[5][9].

Uso del termine

È probabile che il primo utilizzo del termine «selfie» sia avvenuto nel 2002 in un post nel forum australiano ABC. Se ne registrò l'uso in un altro blog australiano l'anno successivo e il vocabolo comparve a partire 2004 nel sito Flickr; per anni tuttavia non conobbe particolare diffusione e si alternò con la variante «selfy». I primi utilizzi in Australia e la prevalenza del suffisso diminutivo «-ie» sarebbero dunque una conferma della nascita del termine in quel Paese. Ad ogni modo, la maggior diffusione all'interno della lingua inglese e l'uso internazionale si ebbero solo a partire dal 2012[10][11].

Nell'agosto 2013 il termine è stato definito dall'Oxford English Dictionary come «Una fotografia di sé stessi, tipicamente ripresa con uno smartphone o una webcam e caricata su un social network»[2], e nel novembre dello stesso anno il medesimo dizionario l'ha considerato "parola dell'anno"[10][11].

Nell'ottobre del 2014, il vocabolario Zingarelli ha preso atto dell'ingresso del vocabolo nella lingua italiana[12][13].

Modalità esecutive

Le immagini sono scattate sia con la fotocamera tenuta a braccio teso, sfruttando la focale grandangolare, sia utilizzando uno specchio. A volte vengono utilizzati accessori con appositi supporti per reggere la fotocamera, come treppiedi appoggiati a terra o bacchette porta-telefono telescopiche appositamente progettate, da tenere in mano[14].

Asta per selfie

Persone in posa per un selfie di gruppo fatto utilizzando una apposita asta

L'asta per selfie è un accessorio costituito da un monopiede e da un supporto per la fotocamera o lo smartphone. Induce a stare indietro e quindi fornisce un angolo di ripresa diversa per questi scatti. La sua creazione sembra datata 2005, con il deposito di un brevetto da parte di un canadese[15] che, secondo alcune fonti, sarebbe originario del Giappone negli anni ottanta[16]. Ha poi conosciuto il successo in Asia, in particolare nella Corea del Sud, regolando la sua commercializzazione come dispositivo di telecomunicazione.

In alcuni musei le aste per selfie sono state vietate per il disturbo che il loro utilizzo può causare ad altri visitatori o per il rischio di danneggiare le opere esposte[17]. È stata per esempio vietata in Francia, nel Museo d'Orsay[18] e alla Reggia di Versailles[19][20]; negli Stati Uniti, al MOMA, al Guggenheim, al Getty Center e allo Smithsonian[21]; in Gran Bretagna alla National Gallery[22]; in Italia agli Uffizi[23].

Aspetti psicologici

Secondo alcuni critici il ricorso massiccio ai selfie è un fenomeno tipicamente narcisistico, un atto di autoindulgenza correlato talvolta a una bassa autostima, con il quale si cerca un'autoaffermazione in un ambito della cui superficialità si è comunque coscienti. Il suffisso diminutivo suggerirebbe una familiarità o intimità nei confronti di un gesto ritenuto personale ma anche volatile e transitorio.[7]

Produrre una gran serie di foto di sé stessi rende necessario scegliere cosa mostrare, a volte anche in funzione delle reazioni altrui. Il processo può quindi non essere, consciamente o inconsciamente, del tutto spontaneo e può terminare a causa di veri e propri blocchi creativi.[24]

Note

  1. ^ Selfie, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ a b (EN) Selfie, su oxforddictionaries.com. URL consultato l'11 dicembre 2014.
  3. ^ Maria Paola Sevieri, L'artista ed il suo doppio: l'autoritratto, su academia.edu, p. 1. URL consultato l'11 settembre 2014.
  4. ^ Francesca Bonazzoli, I narcisi del selfie e il mondo (segreto) dei veri autoritratti, su .corriere.it, 14 marzo 2014. URL consultato il 12 maggio 2015.
  5. ^ a b c (EN) Kristen Soltis Anderson, Introduction, in The Selfie Vote: Where Millennials Are Leading America (And How Republicans Can Keep Up), HarperCollins, 2015, ISBN 978-0-06-234310-9. URL consultato il 29 ottobre 2015.
  6. ^ a b c (EN) Kate Loose, The retourn of the selfie, in The New Yorker, 31 maggio 2013. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  7. ^ a b Suler, The Superficially Narcissitic Selfie, p. 208-209
  8. ^ (EN) Beyoncé Knowles, Innovative mirror art gallery from Gallatin alum to be displayed, su nyunews.com, 1º aprile 2013. URL consultato l'11 dicembre 2014.
  9. ^ (EN) #BBCtrending: Poor Leo, Oscar selfies, and a Cumberbomb, BBC news, 3 marzo 2014. URL consultato il 29 ottobre 2015.
  10. ^ a b (EN) Selfie is Oxford Dictionaries' word of the year, in The Guardian, 19 novembre 2013. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  11. ^ a b (EN) Selfie: Australian slang term named international word of the year, in The Guardian, 19 novembre 2013. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  12. ^ Paolo Petroni, Il selfie conquista lo Zingarelli, è parola dell'anno, su ansa.it, 28 ottobre 2014. URL consultato l'11 dicembre 2014.
  13. ^ Nello Zingarelli arriva il "selfie", su lastampa.it. URL consultato l'11 dicembre 2014.
  14. ^ Alessio Lana, 5 gadget per l'autoscatto perfetto, su gadget.wired.it, Edizioni Condé Nast S.p.A, 16 settembre 2013. URL consultato l'11 dicembre 2014.
  15. ^ (FR) Emmanuelle Jardonnet, La «perche à selfie» bannie du château de Versailles, in Le Monde, 6 marzo 2015. URL consultato il 1º novembre 2015.}
  16. ^ (FR) La perche à selfie avait fait un flop dans les années 1980.
  17. ^ (EN) Disney World will ban selfie-sticks from its theme parks.
  18. ^ (FR) Le musée d'Orsay interdisait les photos... jusqu'à Fleur Pellerin.
  19. ^ (FR) La «perche à selfie» bannie du château de Versailles.
  20. ^ (FR) La perche à selfie proscrite au château de Versailles.
  21. ^ (FR) Les perches à selfie bannies des musées de Washington.
  22. ^ (FR) La perche à selfie interdite à la National Gallery Londres.
  23. ^ Firenze, asta per i selfie vietata agli Uffizi.
  24. ^ Suler, The March of Selfies, p. 209-211

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni