Seleniuro di indio(III)

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Seleniuro di indio(III)
Nome IUPAC
Selenurio di indium(III)
Nomi alternativi
Seleniuro di indio, Sesquiseleniuro di indio
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareIn2Se3
Massa molecolare (u)466,516 g/mol
Aspettosolido nero cristallino
Numero CAS12056-07-4
Numero EINECS235-016-9
PubChem6390731
SMILES
[Se].[Se]=[In].[Se]=[In]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)5,80 g/cm³
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo termine tossicità acuta pericoloso per l'ambiente
pericolo
Frasi H301 - 331 - 373 - 410
Consigli P261 - 273 - 301+310 - 311 - 501 [1][2]

Il seleniuro di indio(III) è un composto di indio e selenio. Ha un utilizzo potenziale nei dispositivi fotovoltaici ed è stato oggetto di un'estesa ricerca.

Le due forme più comuni α- e β- hanno il difetto delle strutture della wurtzite, tuttavia esistono cinque forme conosciute (α, β, γ, δ, κ) [3] La transizione di fase α- β è accompagnata da un cambiamento della conduzione metallica.[4] La banda proibita (band-gap) del γ-In2Se3 è approssimativamente 1,9 eV.

La forma cristallina di un campione può dipendere dal metodo di produzione, per esempio le pellicole sottili di puro γ-In2Se3 sono state prodotte dal trimetilindio, InMe3, e seleniuro di idrogeno, H2Se, usando tecniche MOCVD (metalorganic chemical vapour deposition) [5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. dell'11.06.2014
  2. ^ Smaltire presso un impianto di trattamento dei rifiuti autorizzato
  3. ^ (EN) J. Jasinski, Swider, W.; Washburn, J.; Liliental-Weber, Z.; Chaiken, A.; Nauka, K.; Gibson, G.A.; Yang, C.C., Crystal structure of κ-In2Se3 [collegamento interrotto], in Applied Physics Letters, vol. 81, nº 23, 2002, DOI:10.1063/1.1526925, 4356. URL consultato il 07-04-2010.
  4. ^ (EN) D. Bidjin, Popovi, S. ; Elustka, B., Some Electrical and Optical Properties of In2Se3 [collegamento interrotto], in Physica Status Solidi (a), vol. 6, nº 1, 2004, pp. 295–299, DOI:10.1002/pssa.2210060133. URL consultato il 07-04-2010.
  5. ^ (EN) K.J. Chang,, Lahn, S.M.; Chang, J.Y., Growth of single-phase In2Se3 by using metal organic chemical vapor deposition with dual-source precursors, in Applied Physics Letters, vol. 89, nº 18, 2006, p. 3, DOI:10.1063/1.2382742, 182118. URL consultato il 07-04-2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • WebElements, su webelements.com.
  • Greenwood, Norman N.; Earnshaw, A. (1997), Chemistry of the Elements (2nd ed.), Oxford: Butterworth-Heinemann, ISBN 0-08-037941-9

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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