Sed ipse Spiritus postulat pro nobis, gemitibus inenarrabilibus

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Sed ipse Spiritus postulat pro nobis, gemitibus inenarrabilibus è un celebre passo, dalla Vulgata, tratto dalla Lettera ai Romani (8, 26): "Ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili"[1].

Paolo spiega come la possibilità di sperare tramite la preghiera ciò che ancora non si vede, cioè la propria redenzione, si scontra con la propria debolezza che può sfociare nello sconforto e nella rassegnazione. A quel punto ciò che dà aiuto alla preghiera del cristiano è il libero intervento dello Spirito Santo, che compartecipa del gemito interiore aspettando l'adozione a figli[2].

La Bibbia interconfessionale CEI, rifacendosi con aderenza al testo greco originale ("ἀλλὰ αὐτὸ τὸ πνεῦμα ὑπερεντυγχάνει στεναγμοῖς ἀλαλήτοις"), traduce il passo paolino: "...mentre lo Spirito stesso prega Dio per noi con sospiri che non si possono spiegare a parole". [3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ traduzione tratta dalla Bibbia di Gerusalemme, Bologna 1974, p. 2433.
  2. ^ ibidem, 8, 24.
  3. ^ traduzione tratta dalla Bibbia interconfessionale CEI (testo TILC) Archiviato il 14 novembre 2004 in Internet Archive. Elledici Leumann (TO) - United Bible Societies 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]