Secolo d'Italia

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Secolo d'Italia
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano (non esce di lunedì)
Genere Quotidiano politico
Formato tabloid (fino al 2012)
Fondatore Franz Turchi
Fondazione 1952
Sede Via della Scrofa, 43 - 00186 Roma
Direttore Italo Bocchino
ISSN 0391-6979 (WC · ACNP)
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea fino al 21 dicembre 2012
Sito web secoloditalia.it
 

Il Secolo d'Italia è un quotidiano nazionale, a diffusione online dal 2012. Fondato nel 1952 a Roma, nel 1963 divenne il quotidiano di partito del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale. Dal 2009 al 2011 è stato uno dei quotidiani de Il Popolo della Libertà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondato a Roma il 16 maggio 1952, come giornale indipendente di destra: il fondatore Franz Turchi, al fine di finanziare la creazione del giornale, vendette un antico presepe napoletano con centinaia di statuine.[1]

Inizialmente prese il nome di Secolo, scelto dal fondatore in quanto legato al tempo e alla nazione, dopo solo un mese cambiò denominazione nell'attuale Secolo d'Italia. La motivazione che portò alla nascita del giornale fu la necessità di creare nel periodo pre-elettorale (le elezioni si svolsero nel 1953) un quotidiano d'area che appoggiasse le tesi del Movimento Sociale Italiano: superate le elezioni, visto l'entusiasmo dei giornalisti e il consenso dei lettori[senza fonte], si decise di continuare l'esperienza giornalistica.

Nel corso degli anni cinquanta la direzione del giornale passò da Bruno Spampanato a Cesco Giulio Baghino, quindi ad un triumvirato formato da Franz Maria d'Asaro, Filippo Anfuso e Giorgio Almirante; che si interessarono rispettivamente di aspetti manageriali, politiche estera e politica interna: fra i vari giornalisti che divennero collaboratori della rivista ricordiamo Nino Tripodi, Felice Borsato e Umberto Guglielmotti.

All'inizio degli anni sessanta il giornale raggiunse una tiratura di oltre 150.000 copie [senza fonte].

Quotidiano del MSI[modifica | modifica wikitesto]

Almirante legge una copia del Secolo d'Italia che celebra la vittoria del MSI alle elezioni regionali in Sicilia del 1971

Nel 1963 l'allora segretario del Movimento Sociale Italiano (MSI) Arturo Michelini rilevò la società editrice del giornale, divenendone direttore e rendendolo il giornale ufficiale del partito. Alla morte di Michelini, avvenuta nel 1969, la direzione fu assunta da Nino Tripodi, che puntò sia all'ammodernamento del giornale tramite l'utilizzo delle nuove tecnologie di composizione e stampa, sia all'ampliamento della sezione culturale del giornale grazie all'introduzione del supplemento Il Secolo Cultura. Nel 1980 il terrore degli "anni di piombo" colpisce il Secolo d'Italia, con l'assassinio del giovane fattorino del giornale Angelo Mancia[2].

Almirante affidò negli anni '80 il giornale a un grande giornalista come Alberto Giovannini, con l'incarico di farne un giornale d'area, ma con esiti alterni. Dal 1990 al 1991, durante la segreteria Rauti, è stato direttore Guido Lo Porto.

Organo di AN[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 divenne direttore Gennaro Malgieri. Il suo periodo coincise con la trasformazione del Movimento Sociale Italiano in Alleanza Nazionale, guidata da Gianfranco Fini. Nel 1998 la guida del giornale passò a Marcello Staglieno.

Nel 2000 l'incarico viene affidato alla giornalista Flavia Perina, dal 2006 direttore politico del Secolo d'Italia poiché eletta deputato, con direttore responsabile Luciano Lanna. Dal 2008 l'edizione della domenica è arricchita di una sezione contenente reportages, critiche letterarie e recensioni di spettacoli. Il giornale esce in quel giorno con la testata D+ Secolo.

Il 21-22 marzo 2009 Alleanza Nazionale ha votato la confluenza con Forza Italia nel nuovo partito, Il Popolo della Libertà.

Il «Secolo» ritorna un quotidiano indipendente, rimanendo però molto vicino alle posizioni di Gianfranco Fini.

Direzione Perina/Lanna[modifica | modifica wikitesto]

La direttrice, Flavia Perina, nell'aprile 2009, ha dichiarato a «Prima Comunicazione»:

« Da un anno o forse più stiamo cercando di fare un giornale post-An e in qualche modo anche post destra, interpretando la svolta di Gianfranco Fini. Abbiamo provato ad assumere il ruolo di avanguardia culturale nel processo di formazione del Pdl, un'avanguardia di provocazione che faccia intravedere il futuro. Lo abbiamo fatto recentemente cercando di interpretare la categoria della laicità positiva, aprendo a collaboratori anche eterogenei. »
(Prima Comunicazione n. 394 - aprile 2009)

La linea del quotidiano con la direzione Perina è stata legata alla componente finiana e poi a Futuro e Libertà, movimento politico fondato da Gianfranco Fini dopo la sua espulsione il 29 luglio 2010 dal PDL[3], cui aderirono sia il direttore politico Flavia Perina, sia il direttore responsabile Luciano Lanna, sia l'amministratore Enzo Raisi.

L'assunzione di posizioni tradizionalmente non riconducibili alla destra o al centrodestra ha creato attorno al giornale un vivo dibattito[4][5].Pierluigi Battista sul Corriere della Sera prospetta per il «Secolo» (che definisce rappresentante di una "destra" utopica, onirica, libertaria, multiculturalista e progressista) un futuro "di minoranza" avendo infatti sempre meno in comune con la destra reale[6].
Riferendosi a un articolo del 29 giugno 2010 pubblicato in prima pagina, in cui ci si compiaceva di una raccomandazione della Corte europea dei diritti dell'uomo che sconsigliava agli stati europei di proibire nei luoghi pubblici il burqa, il semiologo Ugo Volli ha rinominato tale giornale come "Secolo d'Eurabia"[7].

Dal 2 settembre 2010, data dello "strappo" consumato tra Gianfranco Fini e il PdL, con la nascita di autonomi gruppi parlamentari, diventa il quotidiano di riferimento di Futuro e Libertà.

Quotidiano nel Pdl[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2011 la testata torna ad essere controllata dalla componente ex-AN del PDL del Comitato di Amministrazione. La "Fondazione AN" nomina un nuovo CDA di 5 componenti al posto dell'amministratore unico Enzo Raisi, tra cui 4 parlamentari (ex-AN) del PDL, più lo stesso Raisi che però non accetta l'incarico. Presidente del CDA è il senatore Giuseppe Valentino. Il giornale esce con la sottotestata "Quotidiano nel PdL".
Nel marzo dello stesso anno Flavia Perina, vicina al presidente di FLI Gianfranco Fini, viene dimissionata. Il condirettore Luciano Lanna, anche lui vicino a FLI, resta invece direttore responsabile fino al 19 aprile 2011, giorno in cui si dimette. Al suo posto viene quindi nominato come direttore responsabile pro tempore il caposervizio Girolamo Fragalà, poi nominato vicedirettore responsabile, e il 6 maggio il CDA nomina nuovo direttore politico il deputato Pdl Marcello De Angelis, già direttore del mensile Area (vicino a Gianni Alemanno).

Dal 3 aprile 2012 il giornale è passato dal formato compact al tradizionale lenzuolo; contestualmente dimezza la foliazione da 16 a 8 pagine.

Quotidiano online[modifica | modifica wikitesto]

Dal 21 dicembre 2012 il quotidiano è diventato esclusivamente una testata giornalistica telematica (disponibile online) essendo cessata la pubblicazione della versione cartacea.[8]

Il 14 giugno 2014 la fondazione AN designa l'ex deputato di Alleanza Nazionale e di Futuro e Libertà per l'Italia, Italo Bocchino, nuovo direttore editoriale.[9]

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione del Secolo d'Italia, se si eccettua il biennio 1995-1996, non era certificata dall'ADS. La distribuzione del quotidiano era di 20.000 copie su tutto il territorio nazionale tranne le isole, secondo i dati della FIEG le rese rappresentavano l'87% della tiratura e le copie effettivamente vendute quindi 3000 circa.[senza fonte][10] Oggi è disponibile solo l'edizione on line.

Anno Copie vendute
1995 25.898
1996 15.157

Dati Ads - Accertamenti Diffusione Stampa[11]

Finanziamenti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano Secolo d'Italia ha beneficiato dei finanziamenti pubblici riservati all'editoria di partito.[12][13][14]

(dal 1990 al 2001 l'importo è stato convertito in euro)

Anno Finanziamento
1990 1 962 536,22 €
1991 2 565 568,85 €
1992 2 749 205,95 €
1993 2 814 305,34 €
1994 3 013 434,08 €
1995 3 408 615,53 €
1996 6 817 231,07 €
1997 3 098 741,40 €
1998 3 098 741,40 €
1999 3 098 741,40 €
2000 3 098 741,40 €
2001 3 098 741,40 €
2002 3 098 741,40 €
2003 3 098 741,40 €
2004 3 098 741,40 €
2005 3 098 741,40 €
2006 3 098 741,40 €
2007 2 959 948,01 €
2008 2 952 474,42 €
2009 2 952 474,59 €
2010 2 612 852,16 €
2011 1 795 148,57 €
2012 992 804,04 €
2013 780 472,85 €
2014 493 867,19 €
2015 447 482,22 €
Totale 70 305 835,09 €

Direttori[15][modifica | modifica wikitesto]

Direttore Dal Al
Bruno Spampanato 16 maggio 1952 16 luglio 1952
Cesco Giulio Baghino 17 luglio 1952 10 ottobre 1953
Franz Maria d'Asaro, Filippo Anfuso e Giorgio Almirante 11 ottobre 1953 2 agosto 1963
Arturo Michelini 6 agosto 1963 30 giugno 1969
Nino Tripodi 1º luglio 1969 10 maggio 1982
Alberto Giovannini 11 maggio 1982 8 agosto 1984
Cesare Mantovani 3 novembre 1984 18 febbraio 1988
Aldo Giorleo 19 febbraio 1988 14 dicembre 1988
Giano Accame 15 dicembre 1988 1990
Guido Lo Porto 1990 1991
Maurizio Gasparri 1991 1994
Gennaro Malgieri
*Marcello Staglieno, condirettore responsabile
10 maggio 1994
1998
2000
2000
Flavia Perina 2000 2011
Luciano Lanna 2011 2011
Marcello De Angelis 2011 2014
Italo Bocchino 2014 in carica

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]