Seanchan

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Nel mondo della saga fantasy La Ruota del Tempo, creato dalla penna dello scrittore Robert Jordan, il misterioso continente di Seanchan si trova al di là dell'Oceano Aryth, posto all'estremo occidente delle terre in cui si svolge la storia principale narrata nei romanzi, ha una dimensione paragonabile a quella delle Americhe (e da solo occupa una superficie pari alla somma della Randland, della Desolazione Aiel e di Shara). Sempre con il medesimo termine di Seanchan vengono indicati l'impero che si estende su questo continente ed il popolo che lo abita. L'autore in una intervista aveva affermato che gli abitanti di Seanchan parlano un inglese con un accento texano.

Vicende dei Seanchan[modifica | modifica wikitesto]

Al tempo del mitico imperatore Artur Hawkwing, uno dei suoi figli, Luthair Paendrag Mondwin, comandò una potente spedizione militare al di là dell'oceano Aryth, della quale non si ebbe più notizia. Nel secondo libro de La Ruota del Tempo si viene a sapere che, dopo circa mille anni, i discendenti della spedizione di Luthair ritornano nelle terre di origine reclamando l'eredità di Artur Hawkwing (il cosiddetto Corenne o Ritorno). Infatti nel frattempo la dinastia di Luthair è stata capace di unificare il frammentato continente di Seanchan (il cosiddetto Consolidamento), abitato da popoli molto differenti tra di loro (sia per cultura, che per tratti somatici, infatti viene sottolineata la presenza di popoli dalle carnagioni chiare, dalle pelli gialle e popoli neri; inoltre popoli pigmei dalla civiltà primitiva e popoli dalle civiltà molto più complesse, ecc.) un continente abitato anche da creature molto strane, alcune delle quali sono state addomesticate (tra queste si possono ricordare i Raken, lucertole volanti cavalcate dai soldati Seanchan).

Un'altra tipicità dei Seanchan è quella riguardante il loro atteggiamento verso gli incanalatori dell'Unico Potere: i maschi, quando sono scoperti, vengono immediatamente messi a morte (prima che impazziscano, procurando seri danni); le donne invece vengono immediatamente rese schiave (diventano damane, cioè "le incatenate") attraverso l'uso dell'a'dam, un ter'angreal che forma cerchi involontari.

Questo comportamento può essere compreso a causa dei danni che le incanalatrici avevano provocato nel passato, infatti nel continente di Seanchan, le Aes Sedai sopravvissute alla Frattura del Mondo, non si erano riunite in una sola pacifica organizzazione (come la Torre Bianca nel continente di Rand al'Thor), ma si erano divise in gruppi rivali, spesso in lotta tra di loro per la conquista del potere; perciò quelle a loro succedute, nel corso dei circa duemila anni prima dell'arrivo di Luthair Paendrag Mondwin, avevano continuato a lottare, usando il potere di saidar per mettere a ferro e fuoco il continente, per conquistare il potere personale, per rendere schiave intere popolazioni. Non appare perciò strano se ora le popolazioni Seanchan considerano tutti gli incanalatori come delle bestie feroci e pericolose, e quindi ritengono giusto il trattamento a loro riservato.

La capitale dell'Impero è Seandar dove si trova la Corte delle Nove Lune, il nome della sede dell'Imperatrice (da oltre novecento anni sono solo le donne ad ottenere il trono) che siede sul Trono di Cristallo (un ter'angreal che induce all'obbedienza). L'Impero è molto potente dal punto di vista militare, ma di frequente è scosso dalla ribellioni dei popoli sottomessi o dagli intrighi dei membri del Sangue (la nobiltà), che lottano per conquistare il potere. Tra gli altri, gli stessi figli dell'Imperatrice lottano mortalmente tra di loro, per ottenere il titolo di erede al trono.

Alcune figure nella società Seanchan[modifica | modifica wikitesto]

Il Sangue[modifica | modifica wikitesto]

Appartenere al Sangue significa appartenere alla nobiltà, i suoi membri sono perlopiù i vari discendenti di Luthair Paendrag Mondwin o degli altri condottieri che guidarono assieme a lui la spedizione oltre l'oceano Arith e che poi unificarono l'impero; in seguito però si sono mischiati anche ai notabili locali, tanto è vero che alcuni sono completamente di colore.

Le persone appartenenti al Sangue si distinguono anzitutto per la rasatura che portano: quelli dell'Alto Sangue portano appena una cresta di capelli sulla cima della testa (gli uomini più sottile di quella delle donne, l'altezza della cresta dipende dalla moda), mentre quelli del Basso Sangue hanno solamente i lati ed il retro della testa rasati, nella forma di una scodella, da cui fanno pendere una coda di capelli sul retro (fatta crescere fino alle spalle per gli uomini, fino alla cintola per le donne). I membri della famiglia imperiale invece portano la testa completamente rasata.

Inoltre tutti i membri del Sangue fanno crescere di un dito le unghie e le smaltano in vari modi: gli appartenenti alla famiglia imperiale laccano tutte e dieci le unghie delle dita; quelli del grado più alto, detti Alti Signori, laccano le prime due dita di entrambe le mani; quelli del grado successivo smaltano solo le unghie dei loro due indici e medi; quelli del grado successivo ancora, smaltano i loro anulari e mignoli; infine quelli del grado più basso smaltano solo i loro mignoli.

Di rado può capitare che anche le persone comuni od i militari, se si distinguono particolarmente per i loro meriti, come ricompensa possano venire elevate al Sangue, anche se al rango più basso.

Da'covale[modifica | modifica wikitesto]

Questa parola significa "ciò che è posseduto", cioè "proprietà"; perciò i da'covale sono in tutto e per tutto degli schiavi; se nascono già in questa condizione, essi vengono completamente sottomessi e preparati a servire incondizionatamente, sin dalla più tenera età; invece se sono nati liberi e poi sono stati ridotti a questa condizione, per i più svariti motivi, i da'covale vengono sottoposti ad un trattamento tale, che la loro personalità ne rimane completamente stravolta ed annullata, viene infatti estirpata ogni loro volontà o voglia di ribellione, fino a renderli, nel modo più completo, dei perfetti oggetti animati, sempre docili e pronti ad obbedire a qualsiasi ordine venga dai loro padroni o superiori.

In alcuni casi (ad esempio per alto tradimento) persino i membri dell'Alto Sangue ed i figli dell'imperatrice, possono essere ridotti a da'covale: essi vengono completamente cancellati nel loro nome e nel loro ruolo all'interno della società, spezzati totalmente nel loro essere e nella loro volontà, per poi venire venduti all'asta.

Damane e Sul'dam[modifica | modifica wikitesto]

La parola damane significa la incatenata; le damane sono le donne incanalatrici che presentano la scintilla innata o che hanno già imparato ad incanalare e che, non appena trovate, vengono immediatamente legate con gli a'dam dalle sul'dam, che invece sono solo delle potenziali incanalatrici, vale a dire che non sviluppano mai la capacità di incanalare e rimangono in questa condizione per tutto il resto della loro vita. Periodicamente in tutti i villaggi e le città dell'impero, le ragazze e le giovani donne di tutti i ceti e fino ai trent'anni, vengono sottoposte alla prova e se positive, vengono incatenante e diventano automaticamente damane, cancellate nei loro nomi e dimenticate dai parenti. Tutte le damane sono anche da'covale; grazie all'uso dell'Unico Potere esse sono proprietà di altissimo valore, mantenute con grande riguardo, perciò solo i membri della famiglia imperiale e quelli dell'Alto Sangue possono permettersi di possederne più di qualcuna (ed in questo secondo caso, destando molti sospetti di poter essere usate per ribellarsi). Per usare una damane è sempre necessaria una sul'dam, che perciò vengono tenute in grandissimo rispetto nella società Seanchan. Moltissime damane vengono adoperate nell'esercito, infatti con l'utilizzo dell'Unico Potere costituiscono delle armi efficaci, potenti e quasi sempre determinanti in molte battaglie.

So'jhin[modifica | modifica wikitesto]

Questa espressione può essere tradotta come un'“altezza tra le bassezze” o anche “sia cielo che valle”. I so'jhin sono dei da'covale, ma costituiscono un gruppo di schiavi di particolare rango per i membri del Sangue, che vengono appositamente istruiti per essere d'aiuto, consiglio e protezione per i loro padroni. Essi hanno il lato sinistro del loro capo completamente rasato, mentre i capelli sull'altro lato vengono raccolti in una treccia (per i so'jin dell'imperatrice, però, vale il contrario). Essi vengono istruiti e preparati al loro compito fin da giovani, spesso sin dalla nascita, e vengono tenuti in grande riguardo. Nella società Seanchan i so'jhin hanno un rango più elevato delle persone comuni, libere; infatti i so'jhin dell'Alto Sangue hanno uno status paragonabile a quello dei membri più bassi del Sangue; inoltre i membri dell'Alto Sangue trattano con cautela i so'jhin della famiglia imperiale e parlano con loro quasi come se fossero alla pari. I so'jhin sono fedelissimi ai loro padroni e sono facilmente disposti a sacrificare la vita per loro.

Ascoltatori e Cercatori della verità[modifica | modifica wikitesto]

Sono spie al servizio dello stato. Gli Ascoltatori raccolgono notizie in silenzio, senza rivelarsi mai, possono essere chiunque, amalgamati tra i lavoratori più umili o nascosti tra i membri del Sangue.

Anche i Cercatori, finché non si rivelano, sono delle persone del tutto insospettabili, essi costituiscono una specie di polizia segreta, posta alle dirette dipendenze dell'imperatrice; fanno inchieste su tutti i comportamenti sospetti e se hanno indizi o prove sufficienti, possono permettersi di arrestare ed interrogare i membri del Sangue, persino i membri della famiglia imperiale. Poiché è loro proibito spillare anche una sola goccia del Sangue, i Cercatori hanno trovato delle efficacissime torture per quando sono costretti ad interrogare i membri della nobiltà.

I Sorveglianti della Morte[modifica | modifica wikitesto]

Il termine inglese Deathwatch Guard è stato tradotto in due modi diversi in Italia: nel libro settimo come Sorveglianti Della Morte, nell'ottavo come Guardia della Veglia Funebre (filologicamente forse più corretto), per poi tornare nel nono alla prima traduzione.

Questa Guardia è un corpo d'élite nell'esercito dei Seanchan, che ha come compito principale la salvaguardia dell'imperatrice e della sua famiglia. La loro armatura è laccata di rosso e di un verde così scuro, da essere spesso scambiato per nero. La Guardia è formata sia da da'covale umani di proprietà personale dell'imperatrice (che vengono rigorosamente selezionati ed istruiti fin dalla adolescenza e che per riconoscimento vengono anche tatuati sulle spalle con il simbolo dei corvi), sia da Giardinieri Ogier liberi, che hanno stretto un patto con l'impero. La Guardia è celebre per la sua assoluta fedeltà e dedizione all'imperatrice.

I Pugnali Insanguinati[modifica | modifica wikitesto]

I Pugnali Insaguinati (Bloodknife) sono una corpo di élite dell'esercito Seanchan: sono specializzati in azioni suicide, per eliminare il maggior numero possibile di nemici, infatti dopo una rapida azione di guerra, essi vengono lasciati indietro, nel campo avversario, per compiere le loro missioni. Essi sono dotati di anelli ter'angreal che una volta attivati, permettono a chi li indossa di rendersi invisibile tra le ombre, inoltre di aumentare la propria forza, velocità ed agilità. Il ter'angreal però, una volta attivato, consuma rapidamente la vitalità di chi lo indossa e che perciò è destinato a morire nell'arco di un paio di giorni. Nel corso del raid Seanchan contro la Torre Bianca (libro XII), uno dei cinque Bloodknife inviati in missione, è quasi riuscito ad uccidere Siuan Sanche e Gareth Bryne, che però si sono salvati la vita reciprocamente. Altri quattro agiscono quindi nella Torre Bianca durante il Libro XIII, riuscendo quasi ad uccidere l'Amyrlin Seat, oltre che numerose Aes Sedai. Gawyn Trakand si impadronisce di tre di questi anelli ter'angreal e ne fa uso durante il Libro XIV.

Alcuni personaggi Seanchan[modifica | modifica wikitesto]

Alivia[modifica | modifica wikitesto]

Alivia è una ex damane Seanchan. Viene fatta prigioniera dagli Asha'man in Altara, durante la guerra di Rand al'Thor per fermare l'avanzata Seanchan verso Illian; subito dopo viene consegnata da Mazrim Taim ad Elayne Trakand a Caemlyn. Le Donne della Famiglia, dopo un certo periodo, riescono a convincerla a farsi togliere il collare del suo a'dam, che le era stato messo quando aveva circa quattordici anni; Alivia è rimasta damane per circa quattrocento anni, ed è quindi una delle più anziane incanalatrici viventi; ma pur essendo così anziana, ha però, almeno in parte, la personalità di una ragazzina, probabilmente per il fatto che le venne posto l' a'dam quando era così giovane; inoltre Alivia è anche una delle più potenti incanalatrici esistenti, molto più forte di Nynaeve, forse al livello di Lanfear. Alivia conosce tutti i modi possibili per usare l'Unico Potere come arma, ma ben poco d'altro, perciò successivamente si prodiga ad osservare di nascosto prima Nynaeve, e poi Cadsuane o altre Aes Sedai, mentre esse incanalano, così da imparare nuove tessiture (data la sua grande potenza, Alivia ha il talento di imparare nuove tessiture, osservandole anche solo una volta). Quando Nynaeve al'Meara lascia Caemlyn (assieme a Rand al'Thor, Min Farshaw e Lan Mandragoran) per andare a Far Madding, porta con sé Alivia. Min predice che la donna "aiuterà Rand a morire" ma non si sa bene che cosa questo possa comportare, perché "aiutare a morire" non significa "uccidere"; comunque Alivia viene presa sotto l'ala protettiva da Rand che la incoraggia ad istruirsi e lei in cambio prende in simpatia tutto il gruppo e lo segue fedelmente nelle sue vicende. Dopo Far Madding Alivia partecipa alla battaglia durante la pulitura di saidin, indossando il set di gioielli angreal/ter'angreal di Nynaeve; si imbatte perciò in Cyndane e dopo un terribile duello con l'Unico Potere, riesce a scacciarla, ma resta seriamente ferita alle gambe e ad un braccio. Dopo essere stata guarita, Alivia continua a seguire fedelmente le vicende del gruppo capeggiato da Rand. Nel corso del Libro XIV Alivia è nel gruppo di incanalatori guidati da Cadsuane, che lottano attorno a Shayol Ghul per proteggere il Drago Rinato. Dopo l'Ultima Battaglia Alivia aiuta Rand a fuggire di nascosto, dopo che lui ha scambiato il suo corpo morente con quello di Moridin: in questo modo conferma la profezia di Min, aiutando Rand a far credere alla maggior parte delle persone di essere morto veramente.

Bethamin[modifica | modifica wikitesto]

Bethamin Zeami è una sul'dam che nel corso della battaglia di Falme, scopre altre due sul'dam, Renna e Seta, con al collo degli a'dam nella stanzetta dove era tenuta Egwene. Terrorizzata da questa scoperta, Bethamin fugge e viene recuperata da Egeanin a Tanchico, ma quest'ultima però scopre il segreto che le sul'dam possono imparare ad incanalare. Bethamin in seguito, ad Ebou Dar, viene accostata da un Cercatore della Verità che sta indagando su Suroth ed Egeanin, perciò la donna si reca da Egeanin per cercare di salvare il suo segreto. Di conseguenza Egeanin la coinvolge nella fuga di Matrim Cauthon dalla città. Bethamin assieme alle altre ex sul'dam, si presta dunque a tener d'occhio le Aes Sedai per conto di Mat, ma alcuni conflitti sono inevitabili, finché Bethamin, in un impeto di rabbia per essere stata legata in flussi d'aria, inizia ad incanalare e le Aes Sedai concordano che devono istruirla come una novizia, perché non sia un pericolo per sé stessa o per altri. Nel corso del Libro XIII le segue perciò fino alla Torre Bianca dove probabilmente si incontrerà di nuovo con Egwene.

Catrona[modifica | modifica wikitesto]

Catrona viene descritta come giovane, con meno di trenta anni, con volto serio e scuro; è una delle sei Sul'dam che Tuon si è portata personalmente da Seanchan per gestire le sue damane. In particolare, allo sbarco ad Ebou Dar, Catrona tiene il guinzaglio di Mylen, l'ex Aes Sedai dell'Ajah Gialla Sheraine Caminelle. Durante gli scontri tra Kandor e l'Arafel, Catrona scorta Min da Fortuona, perché deve riferire un messaggio urgente da parte di Gareth Bryne.

Egeanin[modifica | modifica wikitesto]

Egeanin Sarna compare per la prima volta nel secondo libro, dove è la capitana di una nave Seanchan, che cattura il vascello di Bayle Domon. In seguito verrà elevata al Sangue e infine, sospettata di tradimento, fuggirà con il gruppo di Matrim Cauthon

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Egeanin.

Furyk Karede[modifica | modifica wikitesto]

Furyk Karede ha circa quarant'anni ed è un Generale di Stendardo nella Guardia della Morte. Egli nacque in una famiglia di da'covale tessitori che però si vantava di aver avuto nobili origini. A quindici anni venne scelto per essere addestrato nella Guardia e sette anni dopo, venne assegnato alla tutela personale della piccola principessa Tuon, appena nata e subito Karede si distinse, sventando un attentato ai suoi danni. Assegnato in seguito ad altri incarichi, per i suoi meriti divenne ufficiale all'interno della Guardia. Riassegnato alla Guardia di Tuon quando lei era una bambina di circa una decina di anni, le salvò nuovamente la vita (unico sopravvissuto all'attentato nella Guardia personale) e perciò lei lo ringraziò donandogli la sua bambola. Karede conservò la bambola per dieci anni, finché non rimase distrutta in un incendio, in cui morì eroicamente anche uno dei suoi stessi figli.

In seguito Karede venne scelto prima per servire nella Guardia dell'Imperatrice, e poi per accompagnare l'Alto Signore Turak a Falme durante l'hailene ed era l'ufficiale di più alto rango della Guardia della Morte, al di qua dell'oceano. Dopo che Suroth ha riorganizzato i Seanchan nelle Terre Bagnate ed ha conquistato Tarabon, l'Amadicia ed Ebou Dar, Karede guida una parte dell'esercito che si scontra con gli Asha'man guidata da Rand al'Thor. L'esercito Seanchan viene battuto e respinto, ma Karede riesce comunque ad ottenere alcuni successi, perciò viene nominato Generale di Stendardo. Dopo la scomparsa di Tuon ed avere parlato con un Cercatore della Verità, Karede si mette sulle tracce della Figlia delle Nove Lune ed infine riesce ad individuare il campo di Mat Cauthon dove è ospitata. Con grande coraggio Karede entra personalmente nel campo ed assiste sconcertato alla scena del matrimonio tra Tuon e lo stesso Mat, che così diventa Principe dei Corvi; subito dopo Karede scorta Tuon fino alla salvezza, ad Ebou Dar, dove personalmente si occupa di arrestare la traditrice Suroth.

Nei libri successivi Karede, come capo delle guardie del corpo, rimane fedelmente al fianco di Tuon che nel frattempo è diventata la nuova imperatrice Fortuona. Nel Libro XIV per ben due volte non riesce ad impedire che degli Uomini Grigi si avvicinino all'imperatrice nel tentativo di assassinarla. Perciò Fortuona, riconoscendo la sua indubbia fedeltà e le circostanze attenuanti, per non condannarlo vanamente a morte per questo grave fallimento, lo manda a combattere in prima linea con tutto il suo plotone di Guardie, così da ottenere una morte gloriosa. Mat però lo intercetta assieme ad altri della Guardia della Morte e lo convince a farsi seguire nelle fasi finali dell'Ultima Battaglia, perché per loro sarà come essere in prima linea.

Renna[modifica | modifica wikitesto]

Renna è una sul'dam che nel secondo libro, a Falme, si occupa della riduzione di Egwene ad una perfetta damane. Proprio quando Nynaeve, Elayne e Min riescono a liberare Egwene con un trucco, Renna arriva per caso nella stanzetta ed Egwene si vendica su di lei applicandole l'a'dam. Alla fine del libro Renna viene lasciata dunque assieme a Seta con un a'dam al collo, ma Suroth mette a tacere il fatto che le due sul'dam possono essere rese damane ed imparare ad incanalare, per non creare scompiglio. Bethamin però conosce il segreto perché le ha viste. Quando ad Ebou Dar Mat chiede ad Egeanin di procurargli tre sul'dam per liberare le Aes Sedai tenute come damane, Bethamin, Seta e Renna sono proprio quelle ricattabili per il lor segreto e quindi quelle che vengono usate da Mat nella sua fuga. Nel corso del loro viaggio, Renna però non regge alla tensione della situazione, accoltella Egeanin e fugge verso un accampamento seanchan, perciò Mat è costretto ad inseguirla e poi a farla eliminare.

Selucia[modifica | modifica wikitesto]

Selucia è una so'jhin di circa quarantacinque anni, che è stata istruita per la durata di venticinque anni per diventare l'istitutrice e la prima cameriera di Tuon sin dalla culla, ma soprattutto è stata istruita anche per essere la sua Ombra, cioè la sua guardia del corpo segreta, micidiale nei combattimenti anche solo corpo a corpo. Dopo che Tuon è diventata maggiorenne, Selucia ha rifiutato una parte degli onori che le sarebbero spettati ed ha preferito rimanere al fianco della principessa come sua prima cameriera, ma sempre anche come sua Ombra. Perciò Selucia segue Tuon al di qua dell'Oceano, resta sempre con lei quando Mat la porta con sé (rivelando a Thom le sue capacità di lotta a mani nude, quando vengono aggrediti a Maderin) e quindi assieme tornano ad Ebou Dar. Laggiù Tuon la nomina anche come sua Voce della Verità, vale a dire colei che è autorizzata a parlare in sua vece, verso gli inferiori ed inoltre ad offrire la sua opinione, anche a rischio di contraddire o rimproverare Tuon stessa.

Seta[modifica | modifica wikitesto]

Seta Zarbey è una sul'dam che nel secondo libro, a Falme, viene catturata da Nynaeve, Elayne e Min che la usano per penetrare camuffate dove è tenuta prigioniera Egwene. Alla fine del libro Seta viene lasciata dunque assieme a Renna con un a'dam al collo, ma Suroth mette a tacere il fatto che le due sul'dam possono essere rese damane ed imparare ad incanalare, per non creare scompiglio. Bethamin però conosce il loro segreto perché le ha viste. Quando ad Ebou Dar, Mat chiede ad Egeanin di procurargli tre sul'dam per liberare le Aes Sedai tenute come damane, Bethamin, Seta e Renna sono proprio quelle ricattabili per il lor segreto e quindi quelle che vengono usate da Mat nella sua fuga. Seta, assieme alle altre ex sul'dam, si presta dunque a tener d'occhio le Aes Sedai per conto di Mat, ma alcuni conflitti sono inevitabili, finché Renna fugge e viene eliminata, mentre Bethamin, in un impeto di rabbia per essere stata legata in flussi d'aria, inizia ad incanalare e le Aes Sedai concordano che devono istruirla perché non sia un pericolo, per sé stessa o per altri. Anche Seta vorrebbe essere istruita, ma di fronte al rifiuto delle Aes Sedai anche lei con impeto inizia ad incanalare e perciò le sorelle vengono costrette ad insegnare anche a lei. Nel corso del Libro XIII Seta segue perciò le tre Aes Sedai fino alla Torre Bianca, dove probabilmente si incontrerà di nuovo con Egwene.

Suroth[modifica | modifica wikitesto]

L'Alta Signora Suroth Sabelle Meldarath, è la seconda nella gerarchia dei Seanchan, che sono sbarcati a Falme ed a Capo Toman, durante la prima ondata del Ritorno. Si scopre poi che Suroth è un'amica delle tenebre, che assume il comando delle forze Seanchan nella Randland.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Suroth.

Tuon, la Figlia delle Nove Lune[modifica | modifica wikitesto]

Tuon Athaem Kore Paendrag è la Figlia delle Nove Lune, l'erede al Trono di cristallo Seanchan. Nominata già dal secondo libro come l'erede dell'imperatrice e inoltre a, partire dal quarto libro (profezie degli Aelfinn) viene indicata come la futura sposa di Matrim Cauthon.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tuon.

Turak[modifica | modifica wikitesto]

'Turak di Casa Aladon, è un nobile dell'Alto Sangue Seanchan, undicesimo nella linea di successione al trono; Turak compare nel libro secondo quando viene posto alla guida dellHailene, il Ritorno dei discendenti di Luthair Paendrag alla terra d'origine, quindi della spedizione e dello sbarco Seanchan a Falme ed a Capo Toman. È di alta statura, con occhi scuri, porta i capelli completamente rasati ed inoltre le unghie dell'indice e del medio, in entrambe le mani, sono tenute molto lunghe e laccate di blu. A Falme Turak si intrattiene con il capitano Bayle Domon al quale ha sottratto la sua collezione di rarità, compreso uno dei sigilli di cuendillar (lui era già in possesso di uno di essi). In seguito Padan Fain si presenta a Turak che gli sequestra la cassa con il Corno di Valere ed il pugnale di Shadar Logoth. Perciò Padan Fain cerca di influenzarlo a suo favore ed uccide anche il so'jhin di Turak. Quando il gruppo di Rand al'Thor penetra nella sua abitazione, Turak ed i suoi uomini li affrontano. Turak è un maestro spadaccino con una Spada dell'Airone, ma alla fine Rand riesce a batterlo ed ucciderlo in duello.

Tylee[modifica | modifica wikitesto]

Tylee Khirgan è un generale di stendardo dell'esercito Seanchan. Nel corso del Libro XI Tylee si accorda con Perrin Aybara per attaccare gli Shaido che hanno rapito Faile e che la tengono prigioniera nei pressi di Malden. Il piano viene preparato con molta cura e Tylee e Perrin alla fine sviluppano un forte rispetto reciproco. La successiva Battaglia di Malden si risolve in una completa vittoria: gli Shaido vengono facilmente sbaragliati con poche perdite, centinaia di Sapienti (compresa Sevanna) vengono catturate, inoltre la potenza dell'infido Profeta Masema rimane annichilita. Di fronte a tali successi Tylee viene perciò elevata al Basso Sangue.

Nel prologo del Libro XII Tylee viene sorpresa da una Banda di Trolloc a poche miglia da Ebou Dar, ma si salva. Perciò in seguito si presenta davanti a Tuon, mostrando i resti dei Trolloc; narra quindi del suo coinvolgimento con Perrin e contribuisce infine a convincere Tuon a tentare di stabilire una tregua con il Drago Rinato.

Nel Libro XIV Tylee è tra gli ufficiali che cercano di convincere l'imperatrice a tornare a combatte l'Ultima Battaglia.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Jordan, R. L'occhio del mondo. ISBN 0-312-85009-3
Jordan, R. La grande caccia. ISBN 0-312-85140-5
Jordan, R. Il Drago Rinato. ISBN 0-312-85248-7
Jordan, R. L'ascesa dell'Ombra. ISBN 0-312-85431-5
Jordan, R. I fuochi del cielo. ISBN 0-312-85427-7
Jordan, R. Il signore del caos. ISBN 0-312-85428-5
Jordan, R. La corona di spade. ISBN 0-312-85767-5
Jordan, R. Il sentiero dei pugnali. ISBN 0-312-85769-1
Jordan, R. Il cuore dell'inverno. ISBN 0-312-86425-6
Jordan, R. Crocevia del crepuscolo. ISBN 0-312-86459-0
Jordan, R. Nuova Primavera. ISBN 0-7653-0629-8
Jordan, R. La lama dei sogni. ISBN 0-312-87307-7
Jordan, R. Sanderson, B. Presagi di tempesta. ISBN 978-1-84149-165-3
Jordan, R. Sanderson, B. Le Torri di Mezzanotte. ISBN 978-88-347-1834-6
Jordan, R. Sanderson, B. Memoria di luce. ISBN 8834722442