Università degli Studi di Macerata

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Università degli Studi di Macerata
Unimc.png
Rettorato unimc.jpg
Palazzo Romani-Adami, sede del rettorato e degli uffici centrali
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàMacerata
Dati generali
Nome latinoUniversitas Maceratensis
MottoL'Umanesimo che innova
Fondazione1290
TipoStatale
Dipartimenti
  • Economia e diritto
  • Giurisprudenza
  • Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo
  • Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali
  • Studi umanistici - lingue, mediazione, storia, lettere, filosofia
RettoreFrancesco Adornato[1]
DirettoreMauro Giustozzi[2]
Studenti10 220 (2021)[3]
Dipendenti593 (2013)
AffiliazioniCINECA
SportCUS Macerata
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi di Macerata è una università statale italiana fondata a Macerata nel 1290.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime informazioni certe su un corso di diritto tenuto da Giulioso da Montegranaro nella città di Macerata sono del 1290. L'istituzione ufficiale avviene il 1º luglio 1540 da parte di papa Paolo III, allora erano presenti le facoltà di teologia, giurisprudenza, medicina e filosofia. Con la nascita del Regno d'Italia fu soppressa la facoltà di teologia, e due anni dopo, rimase solo giurisprudenza che, nel frattempo, era stata ampliata. Nel primo dopoguerra l'università ritrova un periodo di rinascita che porterà, nel 1964, all'apertura della facoltà di lettere e filosofia e, cinque anni dopo, anche scienze politiche. Nel 1996 si aggiunge scienze della formazione e nel 2001 anche la facoltà di economia.

Il dipartimento di giurisprudenza è tra i più attivi in fatto di ricerca ed è considerato tra le migliori otto Facoltà Italiane per qualità dell'insegnamento. Annoso problema sono però il numero di fuoricorso, in linea tuttavia con le più prestigiose Facoltà di Legge in Italia.

Nel 2008 viene istituita la "Scuola di Studi Superiori 'Giacomo Leopardi'", che ogni anno ammette sulla sola base del merito dieci allievi, selezionati tramite concorso tra gli studenti che si iscrivono al primo anno dei corsi di laurea di una delle sette facoltà.

Al 2021, i corsi attivati coprono le seguenti aree: giuridica, letteraria e filosofica, dei beni culturali, delle scienze politiche, delle scienze economiche, delle scienze dell'educazione e delle scienze della comunicazione. Le sedi distaccate di Civitanova Marche e Jesi chiusero, rispettivamente, nel 2014[4] e nel 2019[5][6].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La Loggia del grano, sede del dipartimento di scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali

Secondo quanto previsto dalla legge n. 240/2010 di riforma del sistema universitario, i Dipartimenti costituiscono la struttura fondamentale in cui si articola l'ateneo. L'ateneo è organizzato in cinque dipartimenti:

  • Economia e diritto
  • Giurisprudenza
  • Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo
  • Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali
  • Studi umanistici

L'università dispone altresì di quattro scuole di specializzazione:

A esse si aggiunge la Scuola di studi superiori "Giacomo Leopardi", percorso di alta formazione diviso in due classi: "Classe delle scienze sociali" e "Classe delle scienze umanistiche", nelle quali vengono inseriti ogni anno dieci neodiplomati che risiedono gratuitamente presso il collegio universitario e fruiscono della mensa.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Mutilato, sede della biblioteca centrale d'ateneo

Il sistema bibliotecario di ateneo comprenden la biblioteca didattica d'ateneo, le biblioteche dei dipartimenti e quelle specialistiche come la biblioteca di storia costituzionale "Antoine Barnave" e quella dell'Istituto Confucio[8] e dispone di un patrimonio complessivo di circa 600.000 volumi, datati dal XVIII secolo fino all'età contemporanea[9].

Le collezioni offrono risorse documentarie su vari argomenti quali la storia costituzionale francese del periodo pre-rivoluzionario[10], la storia del diritto, la medicina legale, la storia economica e sociale della Cina nel '900, la storia dei movimenti politici del '900[11], l'archeologia del nord Africa e la storia della didattica e del libro scolastico[12].

Casa editrice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 l'ateneo ha istituito una propria casa editrice denominata Edizioni Università di Macerata, o EUM.[13][14]

Internazionalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'università aderisce a programmi di mobilità e cooperazione internazionale quali il programma Erasmus e individua aree di collaborazione nel bacino del Mediterraneo (Albania, Libia, Slovenia, Tunisia e Turchia), in Cina e nei Paesi dell'Europa orientale (Polonia, Russia e Ucraina).

Rettori[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rettore, su unimc.it. URL consultato il 2 settembre 2019.
  2. ^ Direttore generale, su unimc.it. URL consultato il 2 settembre 2019.
  3. ^ all-al-d-r-emanazione-elezioni-dati-numerici-di-iscrizioni.pdf - unimc.it (PDF), su unimc.it. URL consultato il 24 marzo 2021.
  4. ^ Università, Mediazione linguistica trasloca a Macerata. Boom di iscritti, in il Resto del Carlino, Macerata, 16 settembre 2014. URL consultato il 2 marzo 2020.
  5. ^ Fabrizio Romagnoli, Università di Jesi in chiusura, agevolazioni per gli iscritti al trasloco. La soddisfazione Cinque Stelle, su centropagina.it, Jesi, Optima, 26 giugno 2019. URL consultato il 2 settembre 2019.
  6. ^ Trasferimento corsi Jesi-Macerata esonero speciale per gli iscritti, su unimc.it, 20 giugno 2019. URL consultato il 2 settembre 2019.
  7. ^ Giurisprudenza — Università di Macerata: La scuola, su giurisprudenza.unimc.it. URL consultato il 15 novembre 2019.
  8. ^ Elenco biblioteche, su biblioteche.unimc.it. URL consultato il 13 maggio 2021.
  9. ^ Progetto, su biblioteche.unimc.it. URL consultato il 13 maggio 2021.
  10. ^ Biblioteca d'eccellenza "Antoine Barnave" - Università di Macerata, su biblioteche.unimc.it. URL consultato il 28 maggio 2021.
  11. ^ Biblioteca del Centro di documentazione sui Partiti Politici, su biblioteche.unimc.it. URL consultato il 1º giugno 2021.
  12. ^ Biblioteca del Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia (CESCO), su biblioteche.unimc.it. URL consultato il 1º giugno 2021.
  13. ^ EUM-Edizioni Università di Macerata, su universitypressitaliane.it. URL consultato il 30 gennaio 2019.
  14. ^ eum edizioni università di macerata, su eum.unimc.it. URL consultato il 30 gennaio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN153115918 · ISNI (EN0000 0001 2188 0260 · LCCN (ENn79004223 · GND (DE1025471-7 · BNF (FRcb167507187 (data) · BNE (ESXX100273 (data) · NLA (EN36558621 · BAV (EN494/9619 · WorldCat Identities (ENviaf-153115918