Scuola di Santo Stefano

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Scuola di Santo Stefano
Localizzazione
StatoItalia Italia
Divisione 1Veneto
LocalitàVenezia
IndirizzoCampiello Santo Stefano, San Marco 3467
Coordinate45°26′01.93″N 12°19′50.64″E / 45.433869°N 12.330734°E45.433869; 12.330734Coordinate: 45°26′01.93″N 12°19′50.64″E / 45.433869°N 12.330734°E45.433869; 12.330734
Informazioni generali
Condizioniinglobato in edificio un più grande e più recente
Costruzione1437
Usonegozio
Piani2
Realizzazione
CommittenteScuola di Santo Stefano

La Scuola di Santo Stefano è un edificio della città di Venezia, situato nel sestiere di San Marco in campiello Santo Stefano. È stata una delle scuole di devozione di Venezia. L'edificio, molto rimaneggiato nei secoli e rialzato di tre piani, è oggi adibito ad uso commerciale al piano terra ed abitativo negli altri. Viene anche detta impropriamente Scuola dei Laneri, in quanto molti confratelli erano lanaioli,[1] arte che aveva invece una propria sede a Santa Croce[2]. I rapporti con i Laneri erano senz'altro rilevanti tant'è che era stato loro affidato nel 1676 un capitale di 1.000 ducati. Risulta però che più tardi che questi non fossero in grado di pagare gli interessi, come riportato nelle scritture del 1756 e 1780[3].

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La confraternita venne fondata nel 3 marzo 1298 essendo così una delle confraternite più antiche erette in Venezia[1]. Per le riunioni e le celebrazioni liturgiche si serviva del proprio altare e della sagrestia della chiesa di Santo Stefano. Dal 1437 ottennero dai frati agostiniani, un terreno di fronte alla facciata della chiesa dove costruirono una sede, ampliata nel 1473 con la costruzione di una cappella[1]. Nel 1506, dopo massicce adesioni, si decise di decorare la sala maggiore dell'edificio con cinque teleri commissionati a Vittore Carpaccio con le Storie di santo Stefano, protettore della Scuola. L'opera venne completata tra il 1511 e il 1520.

Nel XVIII secolo la Scuola visse un periodo di profonda crisi, dovuto probabilmente al contenzioso con i Laneri, che richiese alcune iniziative per sopravvivere, come l'affitto di un locale ad un mercante di formaggi (1757) e poi ad uno strazzarolo (1799)[3].

Con le soppressioni napoleoniche del 1806 gli arredi e le decorazioni vennero dispersi. Un telero è andato per sempre perduto, mentre gli altri quattro si trovano oggi in altrettanti musei.

Il ciclo di Carpaccio[modifica | modifica wikitesto]

Storie di santo Stefano, 1511-1520, olio su tela

Possibile ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Vittore carpaccio, Saint Stephen is Consecrated Deacon 01.jpg Vittore carpaccio, Sermon of St Stephen.jpg Vittore Carpaccio Disputation of St Stephen.jpg Vittore Carpaccio 084.jpg

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Silvia Gramigna in Scuole di Arti Mestieri e Devozione, p. 55
  2. ^ Silvia Gramigna in Scuole di Arti Mestieri e Devozione, pp. 72,74
  3. ^ a b Vio 2004, p. 313

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvia Gramigna, Annalisa Perissa e Gianni Scarabello, Scuole di Arti Mestieri e Devozione a Venezia, Venezia, Arsenale, 1981.
  • Terisio Pignatti (a cura di), Le Scuole di Venezia, Milano, Electa, 1981.
  • Gastone Vio, Le Scuole Piccole nella Venezia dei Dogi - Note d'archivio per la storia delle confraternite veneziane, Costabissara, Angelo Colla Editore, 2004.
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