Scuola di applicazione

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Comando per la formazione e Scuola di applicazione dell'Esercito
CoA mil ITA scuola applicazione.png
Descrizione generale
Attiva 1976[1] - oggi
Nazione Italia Italia
Italia Italia
Servizio Esercito Italiano
Tipo accademia/università
Ruolo Formazione superiore di tipo dirigenziale
Sede Palazzo dell'Arsenale, Torino
Sito internet Sito ufficiale
Parte di

[senza fonte]

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La Scuola di applicazione dell'Esercito (nome completo: Comando per la formazione e Scuola di applicazione dell'Esercito) completa e perfeziona la formazione di tutti gli ufficiali in servizio permanente nell'Esercito Italiano. Ha sede a Torino. La Scuola deriva dalle scuole di applicazione delle armi di fanteria, cavalleria, artiglieria e genio, riunite nel 1976 sotto un unico comando con la comune denominazione di Scuola di applicazione, nome rimasto tale fino al 2003.

A seguito della riforma del 1º gennaio 2013 che ha portato alla creazione del COMFORDOT ha assunto la denominazione e funzione di Comando per la Formazione dell'Esercito (COMFOR).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola di applicazione affonda le sue radici storiche nelle preesistenti scuole di applicazioni delle varie armi dell'Esercito Italiano (fanteria, cavalleria, artiglieria e genio), riunite nel 1951 sotto un unico comando chiamato "Scuole di applicazione d'arma", denominazione cambiata in "Scuola di applicazione" nel 1976. La Scuola dal 1º giugno 2003 ha assunto la denominazione di "Scuola di applicazione e Istituto di studi militari dell'Esercito" a seguito del trasferimento della "Scuola di guerra" da Civitavecchia a Torino. In realtà un ritorno siccome la Scuola di guerra era nata proprio sotto la Mole Antonelliana.[2]

Il 3 agosto 2009 il comando della Scuola di applicazione e Istituto di studi militari ha assunto la denominazione di "Comando delle Scuole - Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell'Esercito", un organismo che è diventato in seguito l'attuale Comando per la formazione e Scuola di applicazione e di cui la Scuola di applicazione è ancora parte.[2] Dipende inoltre dal Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione il Centro Studi per le Post Conflict Operations, dislocato nella stessa sede di Palazzo "SIMONI" (ex - spianata).

Scuola di applicazione di artiglieria e genio[modifica | modifica wikitesto]

Le tradizioni più antiche dell'attuale Scuola di applicazione hanno origine nel Regno di Sardegna sabaudo nel 1739 con le "Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione" volute da Carlo Emanuele III di Savoia. Chiuse dopo circa ottant'anni con la restaurazione postnapoleonica, dalle Regie Scuole nacquero la Scuola di Applicazione di Artiglieria e la Scuola di Applicazione del Genio, a cui si affiancarono in seguito la Scuola di Applicazione di Cavalleria ed infine la Scuola di Applicazione di Fanteria. Tutte queste scuole vennero chiuse tra il 1830 e il 1835, con l'affidamento della preparazione degli ufficiali esclusivamente alla Regia accademia militare, al cui interno nacque, con funzioni simili alle disciolte scuole di applicazione, la "Scuola complementare" (1834), sostituita dalla "Scuola di applicazione per armi dotte" nel 1839.[2]

L'esperienza acquisita durante la prima guerra di indipendenza italiana, e la conseguente riforma dell'esercito sabaudo, suggerirono di tornare alla vecchia separazione tra i corsi dell'accademia militare e quelli teorico-applicativi. A tale scopo il re Vittorio Emanuele II autorizzò la fondazione, nel 1851, della "Scuola Complementare per gli Ufficiali di Artiglieria e Genio", in posizione autonoma rispetto all'accademia. Dopo una breve chiusura, tale istituto mutò nel 1863 in "Scuola d'Applicazione delle Armi di Artiglieria e Genio", a lungo (1863-1881) diretta da Celestino Sachero nella storica sede dell'Arsenale militare di Torino.[3] Nel 1897 l'accademia e la scuola d'applicazione vennero poste sotto un unico comando.[2]

La Scuola d'Applicazione delle Armi di Artiglieria e Genio continuò a funzionare per oltre venticinque anni, cioè fino a quando un decreto del 15 ottobre 1924 ne dispose lo scioglimento ed il trasferimento dei suoi compiti ad un comando dei corsi straordinari, inserito nelle strutture ordinative dell'"Accademia Militare di Artiglieria e Genio". Questa situazione comunque durò solamente fino al 1928: l'accademia e la scuola si separarono di nuovo, la prima diventando la "Regia Accademia Militare di Artiglieria e Genio", la seconda "Scuola di Applicazione di Artiglieria e Genio". Entrambe fermarono i corsi di istruzione l'8 settembre 1943, quando il capo del governo Pietro Badoglio proclamò l'armistizio con gli Alleati della seconda guerra mondiale. Qualche mese prima la scuola di applicazione si era trasferita a Montecatini Terme, in Toscana.[2]

Dopo la fine della seconda guerra mondiale ripresero, a partire dal 1949, i corsi applicativi per gli ufficiali di artiglieria e del genio, in due scuole distinte, riunite nel 1951, assieme alla Scuola di applicazione di fanteria e cavalleria, sotto il comando delle "Scuole di applicazione d'arma", a loro volta diventate, nel 1976, la "Scuola di applicazione".[2]

Scuola di applicazione di fanteria e cavalleria[modifica | modifica wikitesto]

La "Regia Scuola Militare di Equitazione" sorse a Venaria Reale nel 1823. Nel 1849 si spostò a Pinerolo e assunse il nuovo nome di "Scuola militare di cavalleria" nel 1823, cambiato in "Scuola normale di cavalleria" nel 1862, "Scuola di cavalleria" nel 1887 e "Scuola di applicazione di cavalleria" nel 1910. Cessò di esistere, come la Scuola di applicazione di artiglieria e genio, l'8 settembre 1943, e come essa ritornò in funzione, sebbene inserita all'interno della Scuola di applicazione di fanteria, nel 1949. La duplice funzione di questa scuola venne adeguatamente riconosciuta nel 1854 con la rinomina a "Scuola di applicazione di fanteria e cavalleria".[2]

Anche la "Scuola normale di fanteria" nacque nel 1849, a Torino. Un anno dopo divenne "Scuola militare di fanteria", con sede a Ivrea, salvo mutare di nuovo di nome nel 1862 in "Scuola normale di fanteria". Trasferita a Colorno nel 1864 e a Parma nel 1865, nel 1869 fu trasformata in "Scuola centrale di tiro, scherma, ginnastica e nuoto, per la fanteria". Col tempo si susseguirono altri cambi di nome: "Scuola normale di fanteria" nel 1873, "Scuola centrale di tiro di fanteria" nel 1888 e "Scuola di applicazione di fanteria" nel 1910. Anch'essa venne sciolta l'8 settembre e ricostituita a Torino nel 1949, inglobando l'ex Scuola di applicazione di cavalleria e, per questo, cambiando di nome nel 1954 in "Scuola di applicazione di fanteria e cavalleria". Nel 1951 venne posta con la Scuola di applicazione di artiglieria e genio alle dipendenze delle Scuole di applicazione d'arma, a loro volta diventate, nel 1976, la "Scuola di applicazione".[2]

Stemma araldico[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola di Applicazione nasce dalla fusione di varie Scuole d'Armi. Per questo nello stemma araldico si cerca di riunire tutta la storia custodita nella scuola frutto delle scuole disciolte. Lo stemma è suddiviso in quarti:

  • Il primo quarto ricorda la Scuola di Applicazione di Fanteria e Cavalleria.
  • Il secondo quarto rappresenta lo stemma delle "Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione".
  • Il terzo quarto raffigura lo stemma della "Scuola di Applicazione del Genio".
  • L'ultimo quarto contiene lo stemma della Città di Torino, dove la Scuola ha sede.

Allievi illustri[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola di Applicazione può vantare allievi illustri come: Camillo Benso conte di Cavour, Alfonso La Marmora, Faà di Bruno, Joseph-Louis Lagrange, Emanuele Filiberto Duca delle Puglie, Luigi Cadorna e Armando Diaz, Alexandru Averescu e Prenk Pervizi.

Attività formative[modifica | modifica wikitesto]

giuramento degli Ufficiali allievi nel cortile d'onore

La formazione degli Ufficiali passa attraverso un biennio di studi nei corsi normali dell'Accademia Militare di Modena, dove viene conferito loro il grado di sottotenente; finito il biennio, approdano a Torino, completando la laurea triennale di 1º livello in Scienze Strategiche che, a seconda dell'Arma di appartenenza, presenta tre percorsi didattici differenti:

  • Politico-organizzativo (riservato agli Ufficiali delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria);
  • Tecnico (riservato agli Ufficiali delle Armi del genio, trasmissioni e trasporti e materiali);
  • Amministrativo (per gli Ufficiali del Corpo di Amministrazione e Commissariato).

Nel corso del terzo anno formativo i sottotenenti vengono avanzati al grado di tenenti.

Completata la laurea triennale di 1º livello, caratterizzata dal fatto di essere un corso interateneo (coordinato dalle Università di Modena e Reggio Emilia e di Torino) oltre che interfacoltà (le facoltà afferenti sono infatti: (Giurisprudenza, Scienze Politiche, Scienze Matematiche, Fische e Naturali ed Economia), gli allievi Ufficiali sono iscritti ad uno dei cinque corsi biennali della laurea specialistica (gestita dalla sola Università di Torino) in Scienze Strategiche, i quali sono:

1 - Laurea Specialistica in Scienze Strategiche “Organizzative”

2 - Laurea Specialistica in Scienze Strategiche delle “Telecomunicazioni”

3 - Laurea Specialistica in Scienze Strategiche del “Genio”

4 - Laurea Specialistica in Scienze Strategiche dei “Trasporti e Materiali”

5 - Laurea Specialistica in Scienze Strategiche “Amministrative”

Gli studi sono differenziati in base all'Arma di appartenenza.

Oltre alla formazione di base dei Sottotenenti e dei Tenenti, alla Scuola di Applicazione di Torino spetta anche la formazione superiore degli Ufficiali (Capitani, raramente maggiori), che qui compiono gli studi cosiddetti dello Stato Maggiore (ex Scuola di Guerra). Inoltre vi si tengono i corsi previsti per l'iter formativo degli Ufficiali del Ruolo Speciale e di quelli reclutati tramite concorso a Nomina Diretta.

Parallelamente, l'Università di Torino ha istituito un corso di laurea, sempre in Scienze Strategiche, a numero chiuso, che è riservato ai "civili". Essi, dopo il conseguimento della laurea triennale di 1º livello, possono accedere al corso specialistico in Scienze Strategiche e Politico-Organizzative e, con debiti formativi, anche agli altri corsi riservati agli Ufficiali. La frequenza ha luogo, come per i militari, negli spazi della Scuola di Applicazione.

Presso la Scuola di Applicazione viene inoltre formata la "Riserva selezionata" attraverso corsi speciali. La "Riserva selezionata" nasce dalla necessità per l'Esercito Italiano di avere a disposizione personale con capacità non disponibili nell'ambito dello stesso Esercito. Infine, presso la Scuola di Applicazione svolgono il corso di base i neo sottotenenti del Ruolo Speciale provenienti da truppa, sottufficiali ed altre FF.AA.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Leone e targa sul portone del Palazzo dell'Arsenale nella via omonima

La struttura è su più sedi individuate nel: "Palazzo dell'Arsenale" (che custodisce una preziosa Biblioteca) , nel "Complesso infrastrutturale Città di Torino" (detto anche PalaSimoni siccome è dedicato al Capitano Gastone Simoni, medaglia d'oro al valor militare) e può vantare il grande "Complesso sportivo Porcelli" nella zona di Piazza d'Armi a Torino, nei pressi dello Stadio Olimpico

Comando per la formazione e Scuola di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso il Comando per la formazione e Scuola di applicazione, la Scuola ha alle proprie dipendenze i seguenti reparti:[4][5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come "Scuola di applicazione".
  2. ^ a b c d e f g h La Storia della Scuola di Applicazione dell'Esercito, in esercito.difesa.it. URL consultato il 13 maggio 2013.
  3. ^ F.Turri, E.Zamperini, V.Cappelletti, Military Contribution to Building Technical Evolution in Italy (1860-1940), in Proceedings of the Third International Congress on Construction History - Cottbus (Germany) 20th-24th May 2009, pp. 1427-1434.
  4. ^ Storia del Comando per la Formazione, in esercito.difesa.it. URL consultato il 12 maggio 2013.
  5. ^ Enti e Scuole Dipendenti, in esercito.difesa.it. URL consultato il 12 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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