Scuola del sospetto
Scuola del sospetto (in francese: école du soupçon)[1] è un termine coniato da Paul Ricœur, divenuto usuale in ambito filosofico per sottolineare una caratteristica che accomuna le elaborazioni filosofiche critiche delle ideologie, intese come falsa coscienza, sviluppate nel XIX e XX secolo da Karl Marx, Friedrich Nietzsche e poi anche da Sigmund Freud.[2] Questi tre autori sono stati detti "maestri del sospetto" (in francese: maîtres du soupçon).[3]
Marx mostra come, in virtù di una critica più attenta, la verità celata dalle ideologie sveli il vero obiettivo di queste ultime, ossia il preservare gli interessi di classe (materialismo storico).
Nietzsche, da parte sua, mostrò come avessero i piedi di argilla, vale a dire la natura molto fragile di queste fondazioni della verità, in quanto "umane troppo umane" anche se all'apparenza granitiche (metodo genealogico).
Freud mise in guardia da ogni razionalizzazione dell'Io, da lui inteso come una struttura continuamente minacciata, una piccola isoletta emersa dal mare dagli assalti incessanti dell'oceano dell'inconscio (metodo psicoanalitico). L'ermeneutica del sospetto è uno stile di interpretazione letteraria in cui i testi vengono letti con scetticismo al fine di esporre i loro presunti significati rimossi o nascosti.[4]
Introduzione
[modifica | modifica wikitesto]Hans-Georg Gadamer, nella sua opera principale, Verità e metodo (1960), offre forse la rassegna più sistematica dell'ermeneutica del XX secolo. Il titolo dell'opera indica il suo dialogo tra le affermazioni di "verità" da un lato e i processi di "metodo" dall'altro: in breve, l'ermeneutica della fede e l'ermeneutica del sospetto. Gadamer suggerisce che, in definitiva, quando si legge, si debba scegliere tra l'una e l'altra.[5]
Ruthellen Josselson scrisse allo stesso modo:[6][7]
Secondo Rita Felski:[8][9]
[13] In tal senso, può essere vista come correlata alla critica dell'ideologia. Felski ha sviluppato il pensiero di Ricœur delineando la propria influente teoria della postcritica.
La definizione è stata citata da Giovanni Paolo II durante l'udienza generale del 29 ottobre 1980 ed è ritenuta parte integrante della sua antropologia.[10][11][12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Paul Ricoeur, De l'interprétation. Essai sur Freud, Parigi, Média Diffusion, 2014, ISBN 978-2-02106836-8. Quote. 1st ed: 1965.
- ↑ Paul Ricoeur, Freud and Philosophy. An Essay on Interpretation, traduzione di Denis Savage, New Haven, Connecticut, Yale University Press, 2008, pp. 33, 35, ISBN 978-8-12083305-0. 1a ed.ne del 1970.
- ↑ Paul Ricoeur, Le Conflit des interprétations. Essais d'herméneutique, Paris, Média Diffusion, 2013, ISBN 978-2-02114500-7. Citazione. 1a ed.ne del 1969.
- ↑ Felski, Rita, Suspicious Minds, in Poetics Today, vol. 32, n. 2, 2011, pp. 215–234, DOI:10.1215/03335372-1261208.
- ↑ Jasper, D., A Short Introduction to Hermeneutics, Westminster John Knox Press, Louisville, KY & London 2004, pp. 106–107.
- ↑ Ruthellen Josselson, The Hermeneutics of Faith and the Hermeneutics of Suspicion, in Narrative Inquiry, vol. 14, n. 1, Amsterdam, John Benjamins Publishing Company, 1° luglio 2004, pp. 1–28, DOI:10.1075/ni.14.1.01jos, ISSN 1387-6740 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2016).
- ↑ Scott-Baumann, A., Ricoeur and the Hermeneutics of Suspicion, Continuum International Publishing Group, London & New York 2009.
- ↑ Rita Felski, Critique and the Hermeneutics of Suspicion, in M/C Journal, vol. 15, n. 1, 2012, DOI:10.5204/mcj.431.
- ↑ Rita Felski, Context Stinks! (PDF), in New Literary History, vol. 42, n. 4, Baltimora, Johns Hopkins University Press, autunno 2011, pp. 573–91, DOI:10.1353/nlh.2011.0045 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2018).
- ↑ 29 Ottobre 1980, su www.vatican.va. URL consultato il 16 maggio 2026.
- ↑ La psicologia riscopre san Tommaso e i Dottori della Chiesa, su www.avvenire.it, 15 maggio 2026. URL consultato il 16 maggio 2026.
- ↑ L'ANTROPOLOGIA DI GIOVANNI PAOLO II, su www.collevalenza.it. URL consultato il 16 maggio 2026.