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Scrittura bustrofedica

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L'iscrizione del Lapis niger del Foro Romano (la più antica iscrizione latina rimasta) è scritta in uno stile bustrofedico irregolare: le righe 1, 3, 5, 7, 9, 11, 12, 14 e 16 vanno lette da destra a sinistra; 2, 4, 6, 8, 10, 13, e 15 da sinistra a destra; la 8, 9 e 16 sono addirittura invertite in verticale.

Una scrittura bustrofedica è una scrittura che non ha una direzione "fissa" ma procede in un senso fino al margine scrittorio e prosegue a ritroso nel senso opposto, secondo un procedimento "a nastro", senza "andare a capo" ma con un andamento che ricorda quello dei solchi tracciati dall'aratro in un campo. L'etimologia della parola ricorda infatti l'andamento di un bue durante l'aratura (dal greco antico βουστροφηδόν, da βοῦς = "bue", e στροφή = "voltura, inversione", dal verbo στρέφειν = "girare, invertire", più -δόν = suffisso avverbiale di modo che sta per "alla maniera di").

Un esempio di testo bustrofedico

Una caratteristica della scrittura bustrofedica è quella di "ruotare" anche la forma delle lettere, che hanno quindi forme speculari a seconda che il senso proceda da destra verso sinistra o viceversa (oppure - anche se il caso è più raro - dall'alto in basso o viceversa). È questo il motivo per cui questo genere di scrittura è piuttosto frequente soprattutto nei documenti antichi: col tempo ogni scrittura ha avuto la tendenza a fissare un unico senso della scrittura ed un'unica forma delle lettere.

Un esempio di scrittura bustrofedica è quella usata dagli antichi abitanti dell'isola di Pasqua. Tale scrittura è detta rongorongo e consiste in segni intagliati su tavolette di legno rinvenute in molti casi nei pressi dei moai e che, al momento, nessuno è ancora riuscito a decifrare completamente.

Tracce di questo tipo di scrittura sono state ritrovate anche nel Nord dell'India, e in alcune zone del Perù quali Tiwanaku. Un esempio di pergamena in caratteri bustrofedici proveniente dall'Armenia pre-storica è visibile nelle raccolte della biblioteca dell'isola di San Lazzaro degli Armeni (Venezia).

Anche arcaiche scritture degli Etruschi sono composte con il sistema bustrofedico.

Scritture bustrofediche odierne[modifica | modifica wikitesto]

Al giorno d'oggi sono pochi i casi di scritture ancora completamente libere di procedere in un senso o in un altro, e di invertire di conseguenza la forma delle lettere. Un caso è quello della scrittura tifinagh dei tuareg, che non ha una direzione fissa e può procedere indifferentemente dal basso verso l'alto (orientamento prevalente) o dall'alto in basso, da destra a sinistra o da sinistra a destra, con la conseguenza che molte lettere hanno 4 forme diverse a seconda del senso di scrittura. Tuttavia, al giorno d'oggi si osserva anche per questa scrittura la tendenza a standardizzare un senso (prevalentemente in orizzontale), con andate a capo e in sostanza, al progressivo abbandono della scrittura bustrofedica.

Per estensione, si dice bustrofedica una forma geometrica dotata del medesimo andamento a serpentina: per esempio, la forma del percorso nel gioco tradizionale anglosassone Snakes and Ladders.

Altri esempi di scrittura bustrofedica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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