Scout (aeronautica)

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Il Royal Aircraft Factory S.E.2 nel suo aspetto finale in sosta alla Royal Aircraft Factory, Farnborough.

Il termine scout, inteso come descrizione di una classe di aerei militari, è entrato in uso nella bibliografia in lingua inglese poco prima della prima guerra mondiale, riferito ad un velivolo veloce, per l'epoca, leggero, normalmente monoposto, da ricognizione, inizialmente disarmato.[1]

Gli "Scout" furono generalmente delle conversioni o adattamenti di aerei da competizione sviluppati prima dello scoppio del conflitto, tuttavia almeno un modello, il Royal Aircraft Factory S.E.2, venne specificatamente progettato per ricoprire questo ruolo.[2] All'allora livello tecnologico le possibilità di un combattimento aereo erano considerate altamente improbabili, e la velocità massima raggiunta da questi apparecchi in relazione ad altri modelli di aereo contemporanei coinvolti nelle fasi iniziali della Grande Guerra era considerato un notevole vantaggio per evitare i colpi sparati dal suolo e nella capacità di fornire tempestivamente rapporti sulle loro missioni di ricognizione aerea.

Quasi fin dall'inizio della guerra, vennero condotti diversi esperimenti al fine di equipaggiare armamenti fissi per consentire ai loro piloti di impegnarsi in un combattimento in volo. Dal 1916 diversi modelli furono armati con almeno una mitragliatrice in grado di sparare di fronte a loro, nelle linea di volo, diventando i primi velivoli monoposto ad essere di fatto indicati come aereo da combattimento inaugurando una nuova classe di velivoli militari. In ambito nazionale, i francesi e i tedeschi adottarono il termine "cacciatori" (chasseur, Jäger), tuttavia nei Royal Flying Corps e nella neofondata Royal Air Force la definizione di "scout" rimase il termine usuale per definire un caccia monoposto fino ai primi anni venti. Il termine fighter, o fighting aircraft, era in effetti già utilizzato ma in quel periodo si riferiva specificatamente ad un modello da caccia biposto, come ad esempio il Sopwith 1½ Strutter o il Bristol F.2 Fighter.

L'utilizzo del termine "scout", o, talvolta, "fighting scout", per definire i caccia monoposto, si più ritrovare spesso in molte pubblicazioni scritte all'epoca, tra racconti e biografie che riguardano aviatori e personale militare britannico, tra cui la bibliografia romanzata degli eventi bellici descritte nella collana Biggles, dove impropriamente si fa riferimento ai caccia della francese Aviation militaire dell'Armée de terre o degli Jagdstaffel (o Jasta) della tedesco-imperiali Luftstreitkräfte con lo stesso termine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jane 1913, p. 7.
  2. ^ Hare 1990, pp. 190-191.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Paul R. Hare, The Royal Aircraft Factory, London, Putnam Aeronautical, 1990, ISBN 9780851778433.
  • (EN) Fred T. Jane (ed.), All the World's Aircraft, London, Samson & Low, 1913, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]