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Sconto (commercio)

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Lo sconto è una pratica commerciale consistente nella riduzione del prezzo di vendita.[1]

Lo sconto viene concesso per incentivare la conclusione dell'affare, in cambio di un pagamento immediato anziché di un pagamento a termine, per cedere più facilmente merce invenduta o per indurre l'acquirente ad acquistare una maggiore quantità di beni.

In Italia la concessione di sconti generalizzati alla clientela da parte dei negozianti al dettaglio (saldi), è subordinata ad apposita regolamentazione comunale, che disciplina i periodi nei quali è possibile effettuare la vendita con queste modalità.

Nel commercio all'ingrosso lo sconto è solitamente concesso (ad altri grossisti o a dettaglianti) per volumi di merce venduta, al fine di incentivare un sempre maggiore approvvigionamento, che per il venditore in genere corrisponde ad un abbattimento del costo unitario di produzione. Oppure viene concesso per facilitare lo smaltimento di merce la cui commerciabilità sia diminuita per ragioni di concorrenza, obsolescenza o comunque caduta dei segnali di domanda.

Contratti bancari

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Nella restituzione anticipata di un prestito o di un mutuo, lo sconto corrisponde ad una quota, in genere percentuale, sugli interessi che si sarebbero ancora pagati se non fosse intervenuta l'anticipazione del saldo.

In pratica, all'erogazione di un prestito o di un mutuo viene redatto un piano di ammortamento, nel quale è definito per ciascuna scadenza dei rimborsi rateali, l'ammontare del capitale residuo e degli interessi residui.

Se il rimborso viene arrestato ad un certo momento del piano di ammortamento poiché il mutuatario desidera restituire l'intero capitale residuo, degli interessi che avrebbe continuato a pagare ne paga comunque una parte al prestatore, ad indennizzo del mancato guadagno (e del lucro cessante).

  1. Sconto, su Treccani. URL consultato il 1º febbraio 2026.
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