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Scienze dell'educazione e della formazione

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Le scienze dell'educazione e della formazione[1] sono l'insieme di discipline che studiano sistematicamente l'educazione e la formazione dell'uomo.[2] Si tratta quindi di una disciplina trasversale, che trae principalmente le proprie basi dalla pedagogia, dalla psicologia, dalla filosofia e dalla sociologia.

Evoluzione concettuale

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Il primo utilizzo in ambito universitario del termine scienze dell'educazione (neologismo creato nel 1953 dal pedagogista Francesco De Bartolomeis nel suo libro La pedagogia come scienza) viene data dall'omonima facoltà dell'Università Pontificia Salesiana, istituita il 4 settembre 1973. I salesiani furono i primi a riconoscere la necessità di considerare l'interdisciplinarità e l'orchestrazione di più scienze che arricchiscono la pedagogia, come la metodologia e la ricerca sperimentale.

La locuzione ha comunque cominciato a diffondersi negli anni novanta, in sostituzione del termine pedagogia, perché quest'ultima, intesa come disciplina umanistica, era focalizzata soltanto sulla storia, sugli autori e sulla riflessione intorno alle teorie pregresse e non sulla costruzione di nuovi quadri di riferimento o sulla ricerca sperimentale. Un altro importante motivo vedeva la pedagogia come sola educazione infantile, mancante quindi della componente educativa adolescenziale e della formazione in età adulta. Infine la pedagogia non era l'unica disciplina coinvolta nello studio dei processi educativi e formativi, traendo buona parte del lavoro dalle scienze cognitive e dalla psicologia.

Le aree disciplinari

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Data la natura interdisciplinare dalla materia, in quanto il dottore educatore opera sia a livello sanitario che a livello sociale, vengono prese in esame le seguenti scienze:

Il comune di Bordeaux istituì nel 1882 il primo corso universitario di pedagogia all’interno di una Facoltà di Lettere.

Nel 1883, Jules Ferry creò alla Sorbona un corso di scienze dell’educazione: venne così istituita la prima cattedra di pedagogia. Essa fu occupata, tra gli altri, da Henri Marion, Ferdinand Buisson ed Émile Durkheim. La cattedra fu soppressa nel 1917, alla morte di Durkheim.[3]

Dal 1967 le scienze dell’educazione costituiscono una disciplina universitaria autonoma[4].

Le prime tre cattedre furono istituite da Gaston Mialaret all’Università di Caen, da Jean Château all’Università di Bordeaux e da Maurice Debesse alla Sorbona. Quest’ultimo occupava già dal 1957 una cattedra di pedagogia. Le risorse umane disponibili erano tuttavia limitate, poiché mancavano ancora dottori di ricerca nella disciplina che potessero essere nominati nei nuovi incarichi accademici. Dopo il riconoscimento ufficiale delle scienze dell’educazione all’università, Debesse, Château e Mialaret promossero nel 1968 un incontro a Bordeaux, al quale si unì Jacques Wittwer.[5] Il confronto accademico si ampliò rapidamente con l’ingresso di nuovi protagonisti, tra cui Michel Debeauvais, fondatore del dipartimento di scienze dell’educazione dell’Università Paris-VIII, e Jean-Claude Filloux, tra i fondatori del dipartimento dell’Università di Paris-Nanterre. Nel 1969 quattro università – Caen, Parigi, Tolosa e Vincennes – offrivano già insegnamenti che facevano esplicito riferimento alle scienze dell’educazione. Il 19 aprile 1969, alla Sorbona, si tenne una riunione dei professori della disciplina: al termine dell’incontro venne prospettata la creazione di un’associazione, che avrebbe assunto il nome di Association des enseignants et chercheurs en sciences de l'éducation (AECSE). Dopo ulteriori riunioni nel 1970 e nel 1971, dedicate sia alla riorganizzazione dei percorsi universitari sia alle prospettive professionali dei laureati, si avviò formalmente il processo di costituzione dell’associazione. Nel dicembre 1971 fu istituito un consiglio di amministrazione rappresentativo delle università e delle istituzioni interessate all’insegnamento delle scienze dell’educazione. L’assemblea costituente si riunì nel gennaio 1972 per approvare lo statuto dell’associazione: Michel Debeauvais fu eletto presidente, affiancato dai vicepresidenti Jacques Wittwer, Jean Vial e Raymond Lallez. Nel 1973 l’associazione contava circa sessanta membri[6].

L’AECSE si occupò dell’organizzazione degli studi e dell’insegnamento della nuova disciplina, nonché delle problematiche legate alla formazione continua, istituzionalizzata dall’accordo del 9 luglio 1970. Nel marzo 1973 elaborò un progetto in scienze dell’educazione da sottoporre al Ministero dell’Istruzione. Furono inoltre organizzate giornate di studio dedicate sia ai temi scientifici della ricerca sia alle condizioni del lavoro di ricerca stesso. L’associazione mantenne stretti rapporti con l’Associazione Internazionale delle Scienze dell’Educazione, organizzandone il VI congresso a Parigi nel 1973, sotto la direzione di Gaston Mialaret, presso l’Università Paris-Dauphine.[7]

Nel 2018 l’AECSE, presieduta da Cédric Frétigné e Thérèse Perez-Roux, partecipava alle attività di valorizzazione della ricerca in scienze dell’educazione promosse dall’HCERES (Haut Conseil de l’évaluation de la recherche et de l’enseignement supérieur)[8]. Nel 2017 le scienze dell’educazione hanno celebrato il cinquantesimo anniversario della loro istituzionalizzazione nell’università francese. Per l’occasione sono stati organizzati due convegni commemorativi: uno a Caen e l’altro a Tolosa.

Il Belgio è considerato un paese pioniere nello sviluppo universitario delle scienze pedagogiche[9]. Una sezione di pedagogia fu aperta presso l’Università Libera di Bruxelles nel 1919, seguita da una Scuola di pedagogia e psicologia applicata presso l’Università di Lovanio nel 1923 e da istituti di pedagogia creati nel 1927 all’interno delle Facoltà di Filosofia e Lettere delle università di Gand e di Liegi[10], Questi istituti avevano il compito di fungere da centri di ricerca e documentazione e di assicurare agli studenti una formazione sia scientifica sia professionale. Nel 1940, nel contesto della Seconda guerra mondiale, fu creato a Morlanwelz un Istituto Superiore di Pedagogia.[11] Fernand Hotyat ne assunse la direzione, istituendovi un centro di ricerca e attività scientifiche.[12]

L’Associazione Belga dei Ricercatori in Educazione (ABC-Educ) fu fondata nel 2000 da docenti e studiosi delle università francofone del Belgio.[13] La sua missione è promuovere la ricerca educativa nel Belgio francofono, indipendentemente dall’appartenenza disciplinare dei ricercatori. Attualmente conta oltre un centinaio di affiliati, provenienti principalmente da università, istituti di alta formazione e organismi del sistema scolastico.

Dal 2007 ABC-Educ organizza ogni tre anni, insieme all’Association des enseignants-chercheurs en éducation e alla Société suisse de recherche en éducation, il congresso internazionale Actualité de la Recherche en Éducation et en Formation (AREF).

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del liceo delle scienze umane.

Nell'anno accademico 1936 nacque la facoltà di Magistero con il corso di diploma di laurea di 4 anni in pedagogia, rimasto in vigore fino al 1993-1994.

Fino alla fine del XX secolo, l'Italia era l'unico paese tra quelli più avanzati a non prendere in considerazione la formazione dei docenti.[14] Si diventava insegnanti della scuola elementare con quattro anni di istituto magistrale, mentre con tre, maestri della scuola dell’infanzia. Ma questi percorsi non erano più in grado di garantire una formazione adeguata alle esigenze di un sistema scolastico di massa, in una società avanzata. Dunque, alla fine del secondo millennio vi erano le stesse modalità di formazione degli insegnanti pensate da Giovanni Gentile nel 1924.[14]

Anche se già nel 1974 si sanciva il bisogno di una formazione universitaria completa per tutti i docenti, solamente nel 1990 si istituiva un corso di laurea per la formazione degli insegnanti per la scuola dell'infanzia ed elementare, denominato "scienze della formazione primaria".

Nel 1993-1994 nacque la facoltà di scienze della formazione e furono introdotti in diverse università nuovi corsi di diploma di laurea 4 anni in scienze dell'educazione con indirizzi ("insegnanti di scuola secondaria superiore", "educatori professionali extrascolastici" ed "esperti nei processi formativi") e scienze della formazione primaria ("insegnanti di scuola primaria", "insegnanti di scuola dell'infanzia"), entrambi di durata quadriennale; tuttavia in Italia, proprio quando la nuova terminologia andava consolidandosi, con la riforma universitaria si è registrata una tendenza al riutilizzo del termine "pedagogia" da parte degli atenei.

Ai sensi della riforma Bassanini, secondo il D.M. 3 novembre 1999, n. 509, gli organi collegiali delle singole sedi universitari e possono stabilire autonomamente le denominazioni dei propri corsi di studio nell'ambito di classe di laurea definita a livello nazionale, si assistette a un massiccio ritorno del termine "pedagogia": furono istituite le lauree specialistiche a ciclo unico di 5 anni in Scienze della formazione primaria per l'insegnamento delle scuole d'infanzia e scuole primarie, mentre per il primo ciclo di laurea triennale resisteva la locuzione "scienze dell'educazione". Tale dizione, che faceva rientrare, nella visione accademica, la pedagogia nelle scienze dell'educazione, trovò conferma nel 2004, con l'istituzione delle nuove lauree triennali, delle lauree magistrali biennali e delle lauree magistrali a ciclo unico di 5 anni. Inoltre da facoltà di scienze della formazione si passò nel 2010 al dipartimento di scienze umane e il liceo psico-socio-pedagogico, l'ex istituto magistrale, divenne liceo delle scienze umane.

Il nuovo corso di laurea in scienze della formazione primaria nasce nell’anno accademico 1998-1999 con lo stampo del vecchio ordinamento, ossia nasce come un corso di quattro anni, con precedente prova di ammissione a numero programmato; è composto da un biennio comune seguito da due indirizzi: uno per la scuola dell’infanzia e uno per la scuola elementare; inoltre, sotto la guida di un insegnante di ruolo, o tutor, è previsto un tirocinio, che è la prima esperienza di un percorso serio e generalizzato per la formazione didattica.[15]

Scienze della formazione primaria

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Il corso magistrale a ciclo unico quinquennale di laurea in scienze della formazione primaria ha lo scopo di formare gli insegnanti della scuola dell'infanzia e della scuola primaria. L’offerta didattica del corso di laurea è formato da lezioni, laboratori e tirocinio, il quale si divide in indiretto e diretto.[16]

Per accedere al corso di laurea a numero programmato bisogna svolgere un test, stabilito ogni anno dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR).[17]

Al termine del percorso di studi, si è possessori di un titolo abilitante alla professione di insegnante nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, sia se tali istituzioni siano pubbliche sia che siano paritarie.[18]


  1. ↑ Numerazione e denominazione delle classi delle lauree (PDF), su miur.it. URL consultato il 05-06-2011.
  2. ↑ Scienze della formazione, su treccani.it. URL consultato il 09-01-2011.
  3. ↑ Gaston Mialaret, Les sciences de l'éducation, collana Que sais-je ?, 11ª ed., Presses universitaires de France, 2010, p. 116, ISBN 978-2-13-058614-2.
  4. ↑ Alain Vergnioux, 40 ans des sciences de l’éducation: L’âge de la maturité ? Questions vives, PUC/CRDP de Basse-Normandie, 2009.
  5. ↑ Jacques Wittwer promosse la creazione della sezione di scienze dell’educazione dell’Università di Bordeaux.
  6. ↑ Nassira Hedjerassi et Henri Peyronie, «1967-2017: les sciences de l’éducation en France 50 ans après, regards croisés - introduction au dossier» », Les Sciences de l'éducation - Pour l'Ère nouvelle, vol. 50, no 1, 2017, p. 7-16.
  7. ↑ Nassira Hedjerassi, «Naissance et premiers pas de l'AECSE (1968-1973) », dans Françoise Laot & Rebecca Rogers, Les Sciences de l’éducation: Émergence d’un champ de recherche dans l’après-guerre, Rennes, PUR, 2015, p. 263-278.
  8. ↑ HCERES, Guide des produits de la recherche, 2018.
  9. ↑ Nassira Hedjerassi, «Les Associations et congrès internationaux de recherches et sciences pédagogiques: un levier de reconnaissance nationale des sciences de l’éducation?», dans Françoise Laot & Rebecca Rogers, Les Sciences de l’éducation: Émergence d’un champ de recherche dans l’après-guerre, Rennes, PUR, 2015, p. 216.
  10. ↑ Nassira Hedjerassi, «Les Associations et congrès internationaux de recherches et sciences pédagogiques: un levier de reconnaissance nationale des sciences de l’éducation?», cit., p. 217.
  11. ↑ Hedjerassi, op. ult. cit. richiama la volontà di «sottrarre i giovani insegnanti all’isolamento e all’influenza della propaganda hitleriana», p. 217.
  12. ↑ Fernand Hotyat, «Le Centre de Travaux de l'Institut Supérieur de Pédagogie de Morlanwelz», Revue internationale de l'éducation, vol. 11, n. 2 (1965), pp. 220-224.
  13. ↑ Sito dell’Association belge des chercheurs en éducation (ABC-Éduc).
  14. 1 2 Santamaita, p. 200.
  15. ↑ Santamaita, pp. 200-201.
  16. ↑ Scienze della formazione primaria - Roma, su lumsa.it. URL consultato il 12 gennaio 2021.
  17. ↑ Dove studiare Scienze della Formazione Primaria?, su ammissione.it, 13 novembre 2019. URL consultato il 12 gennaio 2021.
  18. ↑ Scienze della formazione primaria - Roma Tre, su scienzeformazione.uniroma3.it.