Scienze molli

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In epistemologia per "scienze molli" (l'espressione è un calco dall'inglese soft science) si intende le forme di ricerca accademica nelle quali il rigore e l'aderenza al metodo scientifico vengono considerati superficiali, non basandosi pienamente su dati sperimentali e riproducibili in laboratorio o su dimostrazioni matematiche di tali dati. Generalmente il termine viene utilizzato in contrapposizione a "scienze dure" che invece rispondono a questi ultimi requisiti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

All'interno delle scienze naturali le forme di ricerca che si basano su congetture (talvolta definite ipotesi), sull'analisi qualitativa dei dati (contrapposta all'analisi quantitativa), o risultati sperimentali incerti vengono talvolta sarcasticamente definite scienze molli. Esempi ne sono la psicologia evoluzionista.

Quando l'espressione scienza molle è utilizzata in riferimento alle scienze naturali, usualmente viene usata in senso spregiativo, soprattutto per l'usuale riferimento di questa espressione alle scienze sociali, ossia per significare che un particolare filone di una scienza naturale definito molle non appartiene al campo delle scienze naturali.

Qualora l'espressione scienza molle sia utilizzata per riferirsi alle scienze sociali o a discipline simili (come la psicologia), l'uso di tale denominazione non è solitamente peggiorativo in quanto è comunemente riconosciuto che le scienze sociali non sono scienze dure al pari di scienze naturali come la fisica e la chimica. Al contrario, il termine è spesso utilizzato dagli stessi scienziati sociali senza implicazioni spregiative, sebbene taluni possano intenderlo a fini di autocritica. Infatti, in risposta a queste tesi, alcuni scienziati sociali definiscono le scienze dure come scienze semplici, e le scienze molli come scienze complesse. Tale atteggiamento si basa sull'osservazione del fatto che nelle scienze dure i risultati assumono delle forme più definite (bianco o nero) che nelle scienze sociali, dove la ricerca è molto più di carattere qualitativo in virtù della complessità del sistema studiato.

Nel significato più ampio possibile, anche discipline umanistiche largamente non quantitative e non sperimentali come la critica letteraria o gli studi di genere vengono catalogate come "scienze molli" qualora la materia in questione faccia riferimento a dati empirici (scientifici) come modalità di indagine generalizzata simile alla teoria scientifica.

Curiosamente si nota come l'uso di distinzioni avvenga anche all'interno delle medesime scienze molli, anche qualora non venga accettato il termine di scienza molle. Alcuni economisti, infatti, fanno riferimento alla sociologia come a "semplice letteratura" o taluni medici descrivono la psichiatria come "non appartenente alla vera medicina".

Approcci diversi al metodo scientifico possono distinguersi a seconda di come venga tracciata la distinzione tra scienza molle e dura. Tale questione è rilevante per gli studi di filosofia della scienza (la quale non è unanime nel riconoscere questa possibilità) e per la sociologia della scienza (la quale studia la percezione della ricerca e dei metodi che gli scienziati hanno).

Una critica forte mossa alle scienze molli rispetto alle scienze dure è il non essere cumulative ovvero le nuove conoscenze o scoperte non si sommano in una teoria più generale, ma spesso danno luogo a nuove correnti di pensiero poco o scarsamente conciliabili con le precedenti.

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