Scienza della logica

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Scienza della logica
Titolo originale Wissenschaft der Logik
Autore Georg Wilhelm Friedrich Hegel
1ª ed. originale 1812-1816, 1831
Genere saggio
Sottogenere filosofico
Lingua originale tedesco
Preceduto da Fenomenologia dello spirito
Seguito da Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio

La Scienza della logica è un'opera di Hegel, pubblicata tra il 1812 e il 1816, a cui seguirà una seconda edizione della prima parte pubblicata postuma nel 1831[1]. L'opera costituisce la prima parte di un progetto sistematico che prevede una Filosofia della natura e una Filosofia dello spirito come seconda e terza parte; di queste ultime due parti Hegel fornirà una trattazione soltanto nelle tre edizioni dell'Enciclopedia del 1817, 1827 e 1830, senza pubblicarle mai come opere sistematiche a parte, come accade, invece, per la Scienza della logica.

La Scienza della logica ha come oggetto il pensiero puro, essa è "la scienza dell'idea pura, dell'idea nell'elemento astratto del pensiero" (Enc. 1830, § 19).

L'opera è divisa in due volumi, contenenti nel complesso tre libri:

  • Volume I. Logica oggettiva:
    • Libro I: Dottrina dell'essere.
    • Libro II: Dottrina dell'essenza.
  • Volume II. Logica soggettiva:
    • Libro III: Dottrina del concetto

Nella Dottrina dell'essere vengono trattate le categorie della qualità, quantità e misura;

nella Dottrina dell'essenza le categorie relazionali (causa-effetto, azione reciproca etc.) e modali (necessità, possibilità etc.);

Frontespizio del primo tomo della "Wissenschaft der Logik" di Hegel

nella Dottrina del concetto, invece, troviamo (1) una trattazione della logica tradizionale (concetto, giudizio e sillogismo), (2) una trattazione delle categorie dell'oggettività (meccanicismo, chimismo, teleologia esterna), e infine (3) la trattazione delle categorie di vita (teleologia interna), conoscere e idea assoluta (ovvero del metodo).

La posizione della Logica nel sistema[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la filosofia secondo Hegel ha come proprio oggetto il "pensiero" (inteso nel senso di pensiero oggettivo). Nello specifico la Logica, che costituisce la prima parte della filosofia (seguita dalla Filosofia della natura e dalla Filosofia dello spirito) ha come proprio oggetto di indagine il pensiero in quanto pensiero puro:

"Nella logica abbiamo a che fare con il pensiero puro, ossia con le determinazioni pure del pensiero. ... Nella logica i pensieri vengono colti in modo da non avere altro contenuto che quello appartenente al pensiero stesso e prodotto da esso. Così i pensieri sono pensieri puri."

(G.W.F. Hegel, Enciclopedia, cit., § 24, Agg. 2)

La natura è il pensiero nell'elemento dell'esteriorità; mentre lo spirito è il pensiero che diventa autocosciente, che si sa come pensiero[2].

Il rapporto con la Fenomenologia dello spirito e il nuovo progetto di sistema[modifica | modifica wikitesto]

La Scienza della logica segna nello sviluppo della filosofia di Hegel una svolta rispetto al progetto sistematico presentato nel 1807 con la pubblicazione della Fenomenologia dello spirito. Nel 1807 Hegel presenta un progetto di "Sistema della scienza" con il seguente programma:

Sistema della scienza:

Parte I. Introduzione al "Sistema della scienza" (= Fenomenologia dello spirito)

Parte II. Sistema della scienza: 1 Logica; 2. Filosofia della natura; 3. Filosofia dello spirito.

Con la stesura della Scienza della logica, Hegel abbandona questo schema quadripartito, e comincia ad adottare uno schema tripartito, che non contempla più una introduzione alla scienza, e che è costituito esclusivamente dalle tre discipline filosofiche. La fenomenologia resta un modo per adottare il punto di vista del sapere assoluto, quindi della scienza, ma come tale (ovvero come introduzione) non appartiene al sistema della filosofia. Con questa modifica sistematica, il progetto di "Sistema della scienza" del 1807 viene soppiantato da quello esposto nella Enciclopedia a partire dal 1817[3].

Razionale e reale[modifica | modifica wikitesto]

L'oggetto dell'opera è quello di esaminare il contenuto del conoscere nel suo corrispondere alla realtà rispettando il principio hegeliano della complementarità del razionale al reale e viceversa.

« Ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale.[4] »

Questa proposizione va interpretata nel duplice senso che: (1) ciò che è razionale non è qualcosa di esclusivamente soggettivo, di cognitivo, che appartiene a un soggetto umano, ma è qualcosa che costituisce la struttura interna di tutte le cose naturali, e di ogni realtà in generale; e (2) che ciò che è reale non è qualcosa di estraneo e refrattario al pensiero ma che è, al contrario, internamento articolato da una forza attiva che è il pensiero[5].

Una riforma della logica: la "logica speculativa"[modifica | modifica wikitesto]

La critica alle logiche formali e trascendentali[modifica | modifica wikitesto]

La logica hegeliana è "logica speculativa", logica del concreto, che si oppone tanto alla logica formale (o logica dell'astratto come quella aristotelica, che si limita a considerare il pensiero nella sua struttura formale, facendo astrazione dal ogni contenuto e come tale non è capace di esprimere il concreto) quanto alla logica trascendentale di impronta kantiana che, pur essendo una logica non astratta ma che prende in considerazione il contenuto, tuttavia procede secondo un punto di vista unilaterale e limitato che è quello del pensare intellettualistico e soggettivo[6]. Per Kant, infatti, il pensare è l'attività dell'intelletto, dunque di qualcosa che si arresta a determinazioni finite, a opposizioni assolute fra determinazioni, per cui che non è in grado di cogliere l'unità di determinazioni opposte e quindi non è in grado di cogliere il concreto. Inoltre per Kant il pensare è soggettivo nel senso che viene considerato esclusivamente come un'attività del soggetto umano, finito.

Per Hegel, al contrario, il pensare è un che di oggettivo, qualcosa che non si esaurisce nell'attività del soggetto. Il pensare costituisce l'anima immanente delle cose: la realtà è pensiero e quindi il reale è razionale, nel senso in cui si dice che ci sono leggi nella natura, che c'è della ragione nel mondo, che le cose in generale obbediscono a principi e a regole.

Dalla metafisica alla logica[modifica | modifica wikitesto]

La logica speculativa per Hegel non deve soltanto superare i limiti delle logiche formali e trascendentali, ma anche quelli della metafisica. La posizione di Hegel sulla metafisica pur essendo ambivalente (di critica e ammirazione ad un tempo), è tutto sommato chiara: Hegel infatti sostiene che una delle colpe di Kant è stata quella di avere privato il popolo tedesco della metafisica, ma «un popolo civile senza metafisica [è] simile a un tempio riccamente ornato, ma privo di santuario»[7]; con ciò, però, non si deve pensare che l'operazione di Hegel sia un ritorno ingenuo alla metafisica dogmatica pre-critica; Hegel è ben consapevole dei limiti e difetti della metafisica (come è evidente nel § dedicato alla metafisica classica nel Considerazioni del pensiero sull'oggettività, in Enc. 1830)[8]. Dunque, quando Hegel scrive che

« la scienza logica (...) costituisce la vera e propria metafisica[9] »

intende dire che la Logica costituisce lo sviluppo e l'inveramento di quello che un tempo si chiamava metafisica[10], per cui

« ... la vera e propria metafisica è la scienza logica.[11] »

Hegel, come Kant sia pure in modo diverso[12], è critico nei confronti della metafisica. Per Hegel, infatti, la metafisica presenta due grandi difetti: (1) tratta i suoi oggetti con categorie del pensare finito tipiche dell'intelletto, arrestandosi alle opposizioni fra determinazioni di pensiero; (2) è compromessa con forme rappresentative (come Dio, l'anima etc.) e non concettuali, e dunque non possiede ancora il punto di vista della logica, che deve avere a che fare esclusivamente con determinazioni di pensiero[13].

In aggiunta, se Kant ha il demerito (a detta di Hegel) di aver fatto fuori la metafisica nella Dialettica trascendentale, egli ha al contempo il grande merito di aver trasformato la metafisica in logica con la sua Logica trascendentale. La logica di Hegel, dunque, si pone come una duplice alternativa: tanto alla metafisica, che Kant ha criticato nella Dialettica e trasformato in logica nella Logica trascendentale; quanto alla logica trascendentale di Kant, di cui Hegel intende superare il limite psicologistico e soggettivistico[14].

La logica come sviluppo del reale[modifica | modifica wikitesto]

Quindi la metafisica, nonostante Kant, assumerà le vesti di una vera e propria scienza. La scienza della logica studia infatti la forma pura di quelle strutture costituenti l'ossatura della realtà che nella loro esistenza materiale sono rivestite di caratteristiche sensibili accidentali, empiriche e contingenti. Per questo ad esempio il concetto ha una sua realtà ontologica che si esprime nell'essere vivente, poiché il procedere concettuale è lo stesso della vita reale.

Nello sviluppo della logica Hegel procede servendosi della definizione di ogni passaggio come soluzione delle antinomie presenti nel grado precedente ma nello stesso tempo esamina le nuove antinomie generatasi dalla stessa soluzione, di modo che ad ogni tesi si contrapponga un'antitesi per una superiore sintesi

Lo sviluppo infatti è composto di elementi dialetticamente contrapposti che il filosofo ha il compito di risolvere nella mediazione come quando esaminando i concetti contrapposti di essere e nulla trova la sintesi nel divenire oppure come nella coppia quantità-qualità che supera l'opposizione nel momento in cui si verificano i "salti qualitativi", nel senso che il sopravvenire di un incremento puramente quantitativo può produrre una nuova qualità come accade nelle trasformazioni fisiche da uno stato liquido a uno gassoso o nei mutamenti di regime politico.

La scienza della logica[modifica | modifica wikitesto]

"Dottrina dell'essere" e la "Dottrina dell'essenza" costituiscono per Hegel un tutt'uno che egli chiama Logica "oggettiva" perché è riferita alla realtà che esiste indipendentemente dal soggetto che la pensa, mentre la terza parte, la dottrina del concetto, è definita come logica "soggettiva".

La realtà infatti non è soggetta, come per Kant, all'intervento dell'intelletto ma esiste come oggetto-essere e, nel suo aspetto più intimo, come essenza. Il primo presentarsi della realtà avviene nella forme immediate, intuitive, della quantità, qualità e misura ma poi bisogna cogliere ciò che è all'origine nascosto nella realtà dell'essere: l'essenza, che rappresenta «la verità dell'essere» e che si contrappone antiteticamente al grado positivo dell'essere. Da questa opposizione dialettica nasce la sintesi del mondo del "fenomeno" (Erscheinung), della "realtà effettuale" (Wirklichkeit), la realtà del nostro vivere quotidiano.

La logica oggettiva rappresenta nella struttura dialettica della speculazione hegeliana il grado preparatorio che sarà illuminato dall'avvento del "concetto", della logica soggettiva, così definita perché l'attività del pensare e quindi la formazione del concetto[15] esprimono la sfera essenziale del nostro agire. Il concepire è infatti il momento in cui l'uomo si svincola dalla rappresentazione della necessità naturalistica dell'essere e dell'essenza e giunge alla libertà del pensiero concettuale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La traduzione italiana di A.Moni-C.Cesa per Laterza riporta il testo della seconda edizione per la prima parte (Dottrina dell'essere). Il testo della prima edizione (1812), invece, è disponibile in traduzione italiana come: Scienza della logica. Libro primo. L’essere (1812), a cura di P. Giuspoli, G. Castegnaro e P. Livieri, Verifiche, Trento 2009.
  2. ^ cfr. L. ILLETTERATI, P. GIUSPOLI, G. MENDOLA, Hegel, Carocci, Roma 2010, pp. 113 ss.
  3. ^ cfr. F. CHIEREGHIN, Storia della filosofia e sistema: il significato storico-speculativo della trasformazione della metafisica in logica secondo Hegel, in La logica di Hegel e la storia della filosofia, Atti del Convegno internazionale di Cagliari (20-22 aprile 1993), a cura di G. Movia, Edizioni AV, Cagliari 1996, pp. 25-47. - P. GIUSPOLI, Verso la «Scienza della logica». Lezione di Hegel a Norimberga, Verifiche, Trento 2000. - K. BRINKMANN, Idealism without limits. Hegel and the Problem of Objectivity, Springer, Dordrecht-Heidelberg-London-NY 2011, § 4.
  4. ^ G. W. F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (Prefazione), Laterza, Bari, 1954, pag.15
  5. ^ cfr. L. Illetterati, P. Giuspoli, G. Mendola, Hegel, Carocci, Roma 2010, pp. 113 ss.
  6. ^ cfr. L. LUGARINI, La trasformazione hegeliana della problematica categoriale, in G.Movia (a cura di), La logica di Hegel e la storia della filosofia, Atti del Convegno inter-nazionale di Cagliari (20-22 aprile 1993), Edizioni AV, Cagliari 1996, pp. 159-183. - cfr. anche S. HOULGATE, Hegel’s Logic, in F.C. Beiser (ed. by), The Cambridge Companion to Hegel and Nineteenth-Century Philosophy, Cambridge University Press, NY 2008, pp. 111-134
  7. ^ G.W.F. Hegel, Prefazione alla prima edizione [1812], in Id., Scienza della logica [1831²], trad. it. di A. Moni [1923], rivista e aggiornata da C. Cesa [1968], vol. I, Laterza, Roma-Bari 2004, p. 4.
  8. ^ cfr. S. Houlgate, Hegel’s Logic, in F.C. Beiser (ed.), The Cambridge Companion to Hegel and Nineteenth- Century Philosophy, Cambridge University Press, NY 2008, pp. 111-134.
  9. ^ G.W.F. Hegel, Op.cit. pagg.5-6
  10. ^ A conferma del fatto che la logica speculativa costituisca un superamento della metafisica si può riferire il fatto che Hegel stesso ha esplicitamente abbandonato il progetto di scrivere una metafisica con la stesura della Fenomenologia. Negli anni di Jena antecedenti al 1807, infatti, il sistema di Hegel presentava una struttura assai diversa da quella che si troverà realizzata nell'Enciclopedia: la prima parte del Sistema, infatti, era costituito da una Logica e Metafisica (cfr. G.W.F. HEGEL, Logica e Metafisica di Jena 1804-05, a cura di F. Chiereghin, Verifiche, Trento 1982.), in cui la logica faceva da introduzione alla metafisica speculativa; a partire dal 1807 Hegel modifica il progetto di sistema, e con esso il ruolo della Logica che ora sostituisce la Metafisica come prima parte del sistema (cfr. F. CHIEREGHIN, Storia della filosofia e sistema: il significato storico-speculativo della trasformazione della metafisica in logica secondo Hegel, in La logica di Hegel e la storia della filosofia, Atti del Convegno internazionale di Cagliari (20-22 aprile 1993), a cura di G. Movia, Edizioni AV, Cagliari 1996, pp. 25-47.)
  11. ^ G.W.F. Hegel, Op.cit. ibidem
  12. ^ Hegel condivide la critica di Kant alla metafisica portata avanti nella "Dialettica trascendentale" della KrV; la reputa, però, inadeguata e fallimentare, nella misura in cui (1) non è capace di mettere in discussione il modello finito di razionalità promosso da quella, e (2) promuove una visione delle categorie logiche come prive di qualsiasi oggettività e realtà, ridotte a mere forme del pensare soggettivo. cfr. S. HOULGATE, Hegel, Nietzsche and the Criticism of metaphysics, Cambridge University Press, Cambridge 1986, pp. 119-21.
  13. ^ cfr. A. NUZZO, Introduzione. Logica e metafisica hegeliane: problemi interpretativi, in La logica e la metafisica di Hegel. Guida alla critica, a cura di A. Nuzzo, Carocci, Roma 1993; - Id., La logica, in Guida a Hegel, a cura di C. Cesa, Laterza, Roma-Bari 1997, 2002, pp. 39-82; - S. HOULGATE, The Opening of Hegel's Logic: From Being to Infinity, Purdue University Press, West Lafayette 2006.
  14. ^ A. NUZZO, Hegel’s Metaphysics. The Absence of the Metaphysical Subject in Hegel’s Logic, in A. De Laurentiis, S. Whited (eds), Hegel and Metaphysics. On Logic and Ontology in the System, De Gruyter, Berlin / Boston 2016, pp. 119-134.
  15. ^ Il pensare concettuale è reso in tedesco con begreifen (in tedesco "concetto" si dice Begriff) che corrisponde all'italiano "concepire" e al latino "concipere".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G.W.F. HEGEL, Scienza della logica, trad. it di A. Moni, rev. della trad. e nota introd. di C. Cesa, 2 voll., Laterza, Roma-Bari 1968.
  • M. CINGOLI, La Qualità nella Scienza della logica di Hegel. Commento al Libro I, Sezione I, Guerini e Associati, Milano 1997.
  • E. FLEISCHMANN, La logica di Hegel, Einaudi, Torino 1975.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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