Schoenoplectus californicus
| Totora | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Monocotiledoni |
| (clade) | Commelinidi |
| Ordine | Poales |
| Famiglia | Cyperaceae |
| Sottofamiglia | Cyperoideae |
| Tribù | Schoenoplecteae |
| Genere | Schoenoplectus |
| Specie | S. californicus |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Liliopsida |
| Sottoclasse | Commelinidae |
| Ordine | Cyperales |
| Famiglia | Cyperaceae |
| Genere | Schoenoplectus |
| Specie | S. californicus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Schoenoplectus californicus (C.A.Mey.) Soják, 1972 | |
La totora (Schoenoplectus californicus (C.A.Mey.) Soják, 1972) è una pianta acquatica perenne appartenente alla famiglia delle Cyperaceae, diffusa prevalentemente nelle zone umide e paludose del continente americano, dagli Stati Uniti meridionali fino alla Terra del Fuoco, oltre che in alcune isole del Pacifico come l'Isola di Pasqua.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Schoenoplectus californicus è una pianta erbacea perenne rizomatosa che forma fitte colonie vegetative lungo le sponde lacustri, nei corsi d'acqua a lento decorso e nei pantani.
I fusti, di colore verde scuro e di consistenza rigida, hanno un'altezza media compresa tra i 2 e i 4 metri, sebbene in ambienti particolarmente ricchi di nutrienti possano eccezionalmente raggiungere i 6 metri. La sezione trasversale del fusto è tipicamente triangolare (ottusa) o quasi circolare alla base, caratteristica che permette di distinguerla da specie affini come lo Schoenoplectus acutus, il cui fusto è decisamente più morbido e facilmente schiacciabile.
Le foglie sono estremamente ridotte e poco vistose; si presentano come guaine basali di colore bruno-rossastro che avvolgono la parte inferiore del fusto.
L'infiorescenza è una pannocchia terminale ombrelliforme, formata da numerose spighette lanuginose di colore marrone o bruno-dorato, lunghe da 5 a 10 mm. L'impollinazione è anemofila (operata dal vento). Il frutto è un achenio lenticolare e liscio, marrone scuro a maturità.
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]La specie è originaria delle Americhe. Il suo areale si estende dal sud-ovest e sud-est degli Stati Uniti (in particolare in California e Oregon) attraverso il Messico e l'America Centrale, fino all'intera America del Sud (Perù, Cile, Argentina, isole Falkland). È presente storicamente anche sull'Isola di Pasqua. Risulta inoltre naturalizzata in Nuova Zelanda, alle Hawaii e nelle isole Cook.
Cresce in ambienti d'acqua dolce o debolmente salmastra (tollera livelli di salinità fino a 6 parti per mille), prediligendo substrati saturi e inondati come i margini di laghi, stagni ed estuari. Tollera la presenza costante di acqua stagnante profonda anche diverse decine di centimetri ed è una pianta fondamentale per il consolidamento degli argini e la prevenzione dell'erosione costiera.
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La specie fu originariamente descritta dal botanico tedesco Carl Anton von Meyer con il binomio Scirpus californicus, e successivamente trasferita al genere Schoenoplectus dal botanico ceco Jiří Soják nel 1972.
Sottospecie
[modifica | modifica wikitesto]È nota la seguente sottospecie:
- Schoenoplectus californicus subsp. tatora (noto anche semplicemente come totora o nga'atu in lingua rapanui): diffuso in particolar modo sull'altopiano andino (attorno al Lago Titicaca), lungo le coste centrali del Perù e nei crateri vulcanici dell'Isola di Pasqua. Ricerche paleobotaniche indicano che la pianta cresceva sull'Isola di Pasqua già 30.000 anni fa, smentendo l'ipotesi di un'introduzione da parte delle popolazioni pre-incaiche.
Usi
[modifica | modifica wikitesto]La totora riveste un ruolo storico, culturale ed economico di primaria importanza per diverse civiltà indigene americane e polinesiane.
Imbarcazioni tradizionali
[modifica | modifica wikitesto]Lungo le coste del Perù, i fusti essiccati e intrecciati di totora vengono impiegati da oltre 3.000 anni per la costruzione dei caballitos de totora, piccole imbarcazioni monoposto usate tradizionalmente dai pescatori della cultura Moche e tuttora in uso nella località di Huanchaco, protetta da una riserva ecologica dedicata alle piantagioni di questa canna.
Le isole galleggianti degli Uros
[modifica | modifica wikitesto]Sul lago Titicaca, il popolo Uros utilizza i blocchi di radici intrecciate e gli strati densi di fusti di totora per costruire intere isole artificiali galleggianti su cui risiedono stabilmente, oltre a impiegarla per l'edificazione delle proprie capanne e per la realizzazione delle caratteristiche barche andine (*balsas de totora*).
Altri usi
[modifica | modifica wikitesto]All'Isola di Pasqua, i Rapa Nui utilizzavano i fusti (chiamati *nga'atu*) per la copertura dei tetti delle abitazioni tradizionali e per fabbricare i *pora*, dei galleggianti usati come ausilio nel nuoto e durante le competizioni cerimoniali dell'uomo uccello (Tangata manu). I germogli più giovani della pianta sono inoltre commestibili e ricchi di iodio.
Note
[modifica | modifica wikitesto]Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- California Bulrush - Schoenoplectus californicus, su calscape.org.
