Schock

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Schock
Titolo originale Schock
Paese di produzione Italia
Anno 1977
Durata 95 min
Genere orrore
Regia Mario Bava
Soggetto Lamberto Bava, Francesco Barbieri, Paolo Brigenti, Dardano Sacchetti
Sceneggiatura Lamberto Bava, Francesco Barbieri, Paolo Brigenti, Dardano Sacchetti
Produttore Turi Vasile
Produttore esecutivo Ugo Valenti
Casa di produzione Laser Film S.r.l.
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Alberto Spagnoli
Montaggio Roberto Sterbini
Effetti speciali Mario Bava
Musiche I Libra
Scenografia Francesco Vanorio
Costumi Massimo Lentini
Trucco Maria Luisa Tilli
Interpreti e personaggi

Schock, uscito anche con la grafia Shock, è un film horror del 1977 diretto da Mario Bava.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dora e il marito Bruno, su insistenza di quest'ultimo, tornano a vivere con il piccolo Marco nell'elegante villa di campagna di proprietà della donna. Dora invece vorrebbe vendere quella casa dove aveva vissuto, fino a qualche anno prima, con Carlo, il primo marito e padre del bambino, morto suicida in mare dopo essere stato schiavo della droga e d'una grave forma di depressione. Marco, che s'aggira curioso e gioca nelle cantine, sembra a un tratto percepire una misteriosa presenza, che da quel momento inizia a influenzare i suoi comportamenti, a spingerlo a frequenti e insolite reazioni, che preoccupano molto la madre. In seguito, anche la donna e lo scettico Bruno sperimentano fenomeni inspiegabili quanto inquietanti. Dora è ormai certa che il fantasma del precedente marito abiti ancora tra quelle mura e sia pronto a fare del male a lei e al figlioletto, per ragioni che non comprende. Gli incidenti si susseguono a un ritmo crescente, diventando sempre più pericolosi. Sottoposta a questo continuo stress, la donna vorrebbe lasciare definitivamente la casa. Ma il figlio, forse davvero guidato dallo spirito del padre, sfugge a ogni forma di controllo. Bruno, messo alle strette dal susseguirsi degli eventi, è costretto a confessare alla moglie la vera ragione della sua decisione di tornare a vivere nella casa. Lui stesso aveva murato nelle cantine il cadavere del primo marito, sgozzato da Dora in un raptus di follia omicida. La donna, travolta dallo shock, aveva rimosso dalla memoria l'episodio e Bruno, che l'ama da sempre, per evitarle d'essere rinchiusa, aveva fatto sparire il corpo e simulato la scomparsa in mare dell'uomo, convincendo tutti con la tesi d'un verosimile gesto suicida. È evidente che la casa non potrà essere venduta o abitata da altri prima della rimozione del cadavere dal suo nascondiglio. Di fronte a questa rivelazione, Dora perde di nuovo il controllo e uccide Bruno con una picconata. Poi, vittima di un'ennesima allucinazione, crede di essere aggredita dal fantasma di Carlo, ma in realtà è lei stessa a tagliarsi la gola. Il piccolo Marco è rimasto apparentemente solo nella casa. Ma nelle sequenze finali lo si vede sereno e sorridente, mentre fa colazione e parla con il padre, che gioca con lui sull'altalena, che oscilla da sola, spinta da forze invisibili.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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