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Schema metrico

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Lo schema metrico è la descrizione in forma schematica, mediante segni convenzionali, della struttura metrica di un componimento poetico, indicandone le strofe, il tipo di versi e la disposizione delle rime.

Per descrivere lo schema rimico (il susseguirsi delle rime) in un componimento si usano le lettere maiuscole in ordine alfabetico. Per indicare versi più brevi dell'endecasillabo generalmente si usano le lettere minuscole.

Quando una stanza è composta da endecasillabi piani si tende a scrivere soltanto lo schema delle rime.

Quando però il componimento è veramente molto complesso anche dal punto di vista dei versi è necessario indicare tutti gli aspetti metrici (numero di sillabe, tipo di accentazione, rime, numero di versi per strofa, se piani, tronchi, o sdruccioli).

Ci sono molti modi di riportare lo schema metrico; in genere, viene anteposto al componimento con una breve prefazione, nei casi più complessi viene indicato direttamente al alto dei versi.

Un esempio di "schema metrico" semplice:

Ottava toscana: Stanza composta da otto versi di endecasillabi piani.

Schema ABABABCC.l

VersoSchema rimico
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,A
Le cortesie, l'audaci imprese io canto,B
Che furo al tempo che passaro i MoriA
D'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,B
Seguendo l'ire e i giovenil furoriA
d'Agramante lor re, che si diè vantoB
di vendicar la morte di TroianoC
sopra re Carlo imperator romano.C

Un esempio di "schema metrico" dove i settenari sono indicati da lettere minuscole:

Schema metrico: xbBCcdD

VersoSchema rimico
Un'ape esser vorrei,x
donna bella e crudele,b
che sussurrando in voi suggesse il mele;B
e, non potendo il cor, potesse almenoC
pungervi il bianco seno,c
e ‘n sì dolce feritad
vendicata lasciar la propria vita.D

Quando lo schema è più complesso è necessario specificare tutte le caratteristiche metriche del componimento.

Un esempio di schema metrico molto complesso è quello de La pioggia nel pineto di Gabriele D'Annunzio ad esempio (di cui qui vediamo riprodotta soltanto una stanza).

Metrica: 4 strofe di 32 versi variamente composti e rimati, l'unico tratto fisso è la parola Ermione come ultimo verso di ogni strofa.

VersoRimaSillabeAltre note
Taci. Su le sogliea6.
del bosco non odob6.
parole che dicic6.
umane; ma odob6Odo è rima univoca; cesura alla terza sillaba dopo umane (che fa rimalmezzo con lontane più avanti)
parole più nuoved6.
che parlano gocciole e fogliee9.
lontane.f3fa rimalmezzo con il v4
Ascolta. Pioved5ancora cesura alla terza dopo Ascolta
dalle nuvole sparse.g7.
Piove su le tamericic8Piove (oltre ad essere rima interna è in posizione anaforica come vedremo in versi successivi (Piove... Piove...)
salmastre ed arse,g5.
piove su i pinih5.
scagliosi ed irti,i5.
piove su i mirtii5.
divini,h3.
su le ginestre fulgentil8.
di fiori accolti,m5.
su i ginepri foltim6.
di coccole aulenti,l6.
piove su i nostri voltim7.
silvani,n3.
piove su le nostre manin8.
ignude,o3.
su i nostri vestimentil7.
leggieri,p3.
su i freschi pensierip6.
che l'anima schiudeo6.
novella,q3.
su la favola bellaq7.
che ierip3.
t'illuse, che oggi m'illude,o9cesura dopo illuse
o Ermione.r3.

Voci correlate

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