Scatole cinesi

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Con la locuzione scatole cinesi si indica una collezione di scatole di grandezza crescente, che possono essere inserite l'una nell'altra in sequenza.

Tali collezioni sono un prodotto dell'artigianato tradizionale cinese (da qui il nome) di notorietà mondiale, oggetto anche di successive forme di elaborazione. Un prodotto tradizionale che pare derivato dalle scatole cinesi (attraverso un modello giapponese) è la matrioska russa, collezione di bambole cave di diverse dimensioni progettate per essere racchiuse l'una nell'altra, alla stregua delle scatole cinesi.

L'espressione "scatole cinesi" è sovente utilizzata anche in senso metaforico, per esempio per descrivere la struttura di determinate opere. In letteratura, può essere detta "a scatole cinesi" la struttura narrativa di un'opera in cui la narrazione principale racconta di un personaggio che a sua volta narra una storia (una "narrazione dentro la narrazione"); esempi celebri in questo senso sono Le mille e una notte, Frankenstein di Mary Shelley, Manoscritto trovato a Saragozza di Jan Potocki, Cuore di tenebra di Joseph Conrad e Il Nome della Rosa di Umberto Eco.

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