Scarpe sulle rive del Danubio

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Il memoriale con il Ponte delle Catene sullo sfondo

Le scarpe sulle rive del Danubio è un'opera del regista Can Togay, realizzato insieme allo scultore Gyula Pauer, che si trova a Budapest.

L'opera raffigura delle scarpe poste sulla sponda del Danubio sul lato di Pest e ricorda un massacro di cittadini ebrei compiuto dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate durante la seconda guerra mondiale. Così si chiamava la milizia che collaborò con i nazisti nella deportazione e sterminio di migliaia di ebrei ungheresi. Dopo averli imprigionati nelle loro stesse case all'interno del ghetto, i miliziani decisero di assassinare le proprie vittime in città. Gli ebrei venivano trascinati lungo il fiume Danubio, legati a gruppi di tre e uccisi con un colpo alla nuca; i loro cadaveri venivano gettati nel fiume.

8 gennaio 1945[modifica | modifica wikitesto]

La notte dell'8 gennaio 1945, una brigata di Croci Frecciate effettuò un rastrellamento in tutti gli edifici che si affacciavano sulla strada Vadasz lungo il corso del Danubio. Verso mezzanotte, Karoly Szabo e un gruppo di 20 poliziotti fecero irruzione della caserma delle Croci Frecciate e liberarono tutti gli ostaggi.[1] Tra quelli che riuscirono a salvarsi ci furono Lars Ernster, che trasferitosi in Svezia divenne membro della commissione per l'assegnazione del premio Nobel dal 1977 al 1988, e Jacob Steiner, poi divenuto professore alla Hebrew University of Jerusalem in Israele. Il padre di Steiner era stato ucciso dai miliziani delle Croci Frecciate il 25 dicembre 1944, e gettato nel Danubio.

Il Dott. Erwin K. Koranyi, psichiatra di Ottawa, scrisse della notte dell'8 gennaio 1945 nel suo saggio Dreams and Tears: Chronicle of a Life (2006).[2]

Il 7 aprile 2009 Pal Szalai è stato inserito nei "Giusti tra le nazioni" per aver salvato questi ebrei ungheresi.[3] Karoly Szabo è stato stato ammesso il 12 novembre 2012.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Erwin K. Koranyi, Dreams and Tears: Chronicle of a Life, General Store Publishing House, 2006, pp. 89–90, ISBN 978-1-897113-47-9. URL consultato il 4 dicembre 2014.
  3. ^ Israel honors Hungarians who saved Jews, in NBC News, Associated Press, 7 aprile 2009. URL consultato il 4 dicembre 2014.
  4. ^ https://picasaweb.google.com/113991532842050650466/Wallenberg98Eves#5812530032331649794

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