Scandalo Clinton-Lewinsky

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Clinton e Monica Lewinsky, febbraio 1997

Lo scandalo Clinton-Lewinsky, popolarmente noto come Sexgate (e, in Italia, anche come Sexygate), fu uno scandalo politico-sessuale che coinvolse il presidente degli Stati Uniti d'America Bill Clinton durante il suo secondo mandato: Clinton fu infatti protagonista di un tradimento extraconiugale con Monica Lewinsky, una stagista ventiduenne della Casa Bianca.[1]

Nel 1995 Monica Lewinsky iniziò una relazione con Clinton. La donna ne rivelò i dettagli a una sua amica, Linda Tripp, che lavorava al Dipartimento della Difesa e registrava le telefonate con la Lewinsky. Quando nel 1998 scoppiò il caso Paula Jones (dal nome della giornalista che accusò Clinton di molestie sessuali nel periodo in cui il presidente era governatore dell'Arkansas), la Tripp decise di consegnare i nastri delle telefonate al giudice Ken Starr, che indagò sui comportamenti del presidente.[2] Durante le indagini Clinton ha anche ammesso di aver avuto rapporti extraconiugali con Gennifer Flowers.[3]

Scoppiò lo scandalo, che ebbe risonanza mondiale e che portò la Camera dei rappresentanti a sfiduciare Clinton per aver mentito sulla presunta relazione.[4][5][6] Ulteriori indagini portarono all'impeachment con accuse di falsa testimonianza contro il presidente, e la sua successiva assoluzione da ogni accusa di spergiuro e ostruzione della giustizia in un processo durato 21 giorni. In una corte civile, Clinton viene multato di 90.000$ dal giudice Susan Webber Wright per aver fornito una falsa testimonianza del caso Paula Jones.

Nel gennaio 2001 la sua licenza all'esercizio della professione forense è stata sospesa in Arkansas per cinque anni; poco dopo, è stato radiato dal presentare casi davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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