Scala al paradiso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Scala al Paradiso)
Scala al paradiso
Titolo originale A Matter of Life and Death
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1946
Durata 104 min
Colore Technicolor[1]
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Michael Powell, Emeric Pressburger
Soggetto Michael Powell, Emeric Pressburger
Produttore Michael Powell, Emeric Pressburger
Casa di produzione The Archers
Distribuzione (Italia) Eagle Lion (1948)
Fotografia Jack Cardiff
Effetti speciali Henry Harris
Musiche Allan Grey
Scenografia Hein Heckroth
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Scala al paradiso è un film del 1946 diretto da Michael Powell e Emeric Pressburger. Concepito come un'opera di propaganda, per favorire migliori rapporti tra gli americani e gli inglesi, alleati durante la guerra, è poi diventato un classico della commedia fantastica.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un pilota inglese Peter, eroe nella seconda guerra mondiale, durante una missione sulla Manica rimane colpito dalla caccia avversaria e il suo aereo prende fuoco. Peter tenta di lanciarsi con il paracadute, ma questo non funziona e si apre solo poco prima dell'impatto con la terra, quando il pilota già si pensa prossimo alla fine.

Rimasto ferito, a terra Peter si reca al centro radio a cui aveva comunicato il suo incidente e lì conosce June, una radiotelegrafista americana con cui aveva dialogato prima di abbandonare l'aereo in fiamme.

Tra i due nasce subito l'amore, all'inizio piuttosto travagliato, per le precarie condizioni mentali di Peter, ancora traumatizzato dallo scontro aereo, e turbato da incubi e inspiegabili apparizioni, fra cui il fantasma di un aristocratico del Settecento inviato dall'aldilà per portarlo via con sé, dal momento che lui sarebbe in realtà già morto nell'incidente aereo. Il medico di Peter, il dottor Reeves, considera queste visioni semplici allucinazioni dovute a una meningite e decide di sottoporre il suo paziente ad un intervento chirurgico al cervello.

Durante l'operazione, Peter sogna di visitare uno strano luogo, forse il Paradiso, pieno di moltitudini di persone americane e inglesi, che si mettono a discutere della sua vita e del suo caso di uomo morto, sino ad arrivare ad un vero processo. Abraham Farlan, un americano caduto durante la guerra d'indipendenza contro gli inglesi, chiede che Peter debba lasciare la Terra, come era stato previsto dal destino, ma il dottor Reeves (morto quella sera stessa in un incidente stradale) e June, fatta venire eccezionalmente nell'aldilà, convincono il tribunale a concedere al pilota un generoso supplemento di vita.

Sulla terra, Peter esce dall'intervento perfettamente guarito e libero dai suoi incubi, e può tornare alla donna amata. Se l'esperienza paranormale di Peter sia stata autentica od immaginaria, viene lasciato nel dubbio dal film.

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Il film uscì in Italia nel 1948. Il doppiaggio dell'attore protagonista David Niven fu eseguito dal giovane attore Paolo Ferrari. Parteciparono gli attori della O.D.I..

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 20º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[2]

Manifesti e locandine[modifica | modifica sorgente]

La realizzazione dei manifesti e locandine del film, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Anselmo Ballester[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alcune scene oniriche sono state riprese in bianco e nero.
  2. ^ (EN) The BFI 100. URL consultato il 18-6-2008.
  3. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema